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Art Basel apre con numerose vendite a sei cifre

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Art Basel apre con numerose vendite a sei cifre

Philip Guston, Untitled, 1969, Lithographic crayon and oil on panel, Venduto da Hauser & Wirth per 2.000.000 US$
Philip Guston, Untitled, 1969, Lithographic crayon and oil on panel, Venduto da Hauser & Wirth per 2.000.000 US$

La fiera di punta del marchioArt Basel a Basilea, è la più importante al mondo tra le fiere d’arte contemporanea, un termometro per il mercato dell'arte per il resto dell'anno. E, come avviene ormai dal 1970, anche in questo mese di giugno (dal 12 al 18) la città svizzera accoglie i maratoneti globali dell'arte contemporanea. Per questa edizione sono attesi circa 100.000 visitatori, il 15% Vip, manager dell'alta finanza e capitani dell'industria, oligarchi russi e investitori provenienti dagli Emirati. E ad accogliere questa “folla” 291 gallerie tra le più importanti a livello mondale che espongono le opere di oltre 4.000 artisti con prezzi da capogiro. Secondo il Financial Times lo stand del gallerista David Zwirnerespone opere per un valore di circa 100 milioni di dollari (tra cui un Sigmar Polke a un prezzo di 10 milioni di dollari) e il controvalore in arte dello stand di Mnuchin Gallery è di circa 65 milioni di dollari.
Marc Spiegler, global director dell'organizzazione racconta in una recente intervista rilasciata ad A.M.A. l'evoluzione della fiera nell'ultimo decennio. “In questo periodo è stata istituita una fiera estremamente forte in Asia e abbiamo costruito un'ampia presenza online: ora disponiamo di un catalogo online con più di 20.000 opere d'arte delle fiere passate, per non parlare dello sviluppo nei social media con più di 2 milioni di followers: otto volte i 250.000 visitatori delle nostre tre fiere. E la struttura operativa è passata dall'essere esclusivamente in Svizzera per toccare tre continenti, con un organico di oltre 80 persone, rispetto alle 20 persone di quanto ho iniziato – dichiara Spiegler. – Allo stesso tempo – prosegue – l'attività è cambiata notevolmente. Le aspettative per le fiere continuano ad evolversi, dieci anni fa erano esclusivamente piattaforme di negoziazione, ora quelle internazionali sono eventi nel calendario del mondo dell'arte. Ciò significa incontri, pannel, piattaforme di esposizione speciali, collaborazione con istituzioni pubbliche e private locali, ecc. Più di recente, negli ultimi cinque anni, si è assistito all'incremento della presenza online per raggiungere i collezionisti prima, durante e dopo ogni evento. Ci siamo spinti dall'essere un momento di breve durata – cinque giorni – a diventare una struttura di supporto per un anno e catalizzatore per gallerie e artisti” conclude il direttore di Art Basel. E osservando l’evoluzione del mercato in questi ultimi dieci anni Spiegler si sofferma sul ruolo del gallerista e delle tecnologie digitali che hanno avuto un riflesso enorme anche sul modo di fare affari: “anche se l'evento fisico della fiera rimane centrale, gran parte dell'attività avviene attraverso l'utilizzo delle tecnologie”.

Le vendite milionarie. Inizio importante per la fiera, che prosegue fino al 18 giugno e alcune delle vendite più significative nella First Choice Preview includono vendite milionarie tra cui un olio su tela di Philip Guston per 15 milioni di dollari venduta da Hauser & Wirth, che ha venduto altre opere dell'artista americano attualmente alle Gallerie dell'Accademia di Venezia con un'importante mostra che ne indaga al sua opera attraverso un'interpretazione critico- letteraria. intitolata «Philip Guston and The Poets». Hauser & Wirth ha venduto poi per 3,5 milioni di dollari un lavoro di Richard Serra, «Untitled», 1975 un triangolo equilatero in acciaio e a un museo cinese un olio su tela del 1961 «No title» di Eva Hesse.
L'elenco delle vendite milionarie prosegue con un dipinto di Gerhard Richter per quasi 5 milioni di dollari da Di Donna Gallery, che partecipa per la prima volta ad Art Basel, una stampa a colori chromogenic di Cindy Sherman per 1,5 milioni di dollari da Metro Pictures Galerie;Thaddaeus Ropac ha venduto un'opera di Sigmar Polke «Untitled» 1983-1984 per 4 milioni di dollari, Mnuchin Gallery ha venduto opere d'arte di John Chamberlain, Sam Gilliam, Mark Bradford. Di Mark Bradford che attualmente rappresenta gli Stati Uniti alla 57a Biennale di Venezia, è stata venduta una tele mixed media e collage 5 milioni di dollari.
Nelle prime giornate di apertura le vendite a sei cifre sono state numerose - in effetti l'elenco da riportare sarebbe troppo lungo - e si stima che nel solo primo giorno il controvalore delle vendite sia stato superiore a 60 milioni di dollari.

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