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Italia, gioielli firmati e nuove gemme volano in asta

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Italia, gioielli firmati e nuove gemme volano in asta

Nel mercato internazionale dei gioielli non luccicano solo le pietre di grande caratura di antiche miniere e le creazioni orafe di prestigiose maison, come gli zaffiri dell'antica cava del Kashmir nella remota valle indiana del Kudi e i rubini birmani, ma c'è un nuovo fermento per le nuove miniere di gemme recentemente scoperte, ancora sottovalutate ma di eccellente qualità, come gli zaffiri del Madagascar (simili per composizione chimica a quelli del Kashmir), i rubini del Kenya e del Mozambico, gli smeraldi del Brasile. È il parere di Graeme Thomson, direttore del dipartimento Gioielli presso Bonhams Asia: e proprio in Asia, in particolare sulla piazza di Hong Kong, la giada continua ad essere una pietra assai ambita, perché foriera di salute e lunga vita (a fine maggio Bonhams ad Hong Kong ha disperso la Collezione Songzhutang di antiche giade, risalenti a un periodo che va dal Neoloitico al XIV secolo, totalizzando 3.152.000 dollari Usa, col 92% di lotti venduti e il 92% del venduto sul valore).

In Italia sta crescendo il numero di case d'aste che organizzano vendite di gioielli (oltre che di orologi, altro settore che non tramonta mai), grazie anche alla possibilità di collegamenti online da ogni parte del mondo. Il mese di maggio ha contribuito al successo di alcune vendite nazionali in questi due settori.

Zaffiri e gioielli d'epoca leader presso Il Ponte in un'asta record. Partiamo da Il Ponte Casa d'aste di Milano che il 17 e 18 maggio ha organizzato un'asta di gioielli con un eccellente fatturato di oltre 3.450.000 euro col 90% dei lotti venduti e con il 166,63% del venduto sul valore. Come ha riferito Carola San Secondo della casa d’aste: “la sala piena ha reagito in modo vivace alle offerte, contendendosi con i bidder telefonici e online non solo gli oggetti più preziosi. Hanno raggiunto i migliori risultati di vendita il collier in platino con diamanti rotondi e perle naturali stimato 28-36mila euro e venduto a 262.500 euro, due anelli gemelli in oro con diamanti e zaffiri ovali taglio composito non trattati di provenienza Kashmir stimati 160-220mila euro venduti a 300mila euro e, nella sezione dedicata ai gioielli di Miuccia Mandelli, in arte Krizia, lo spillone con pendente in platino, diamanti, smeraldi cabochon e a goccia, rifinito con una nappa in perle bianche del gioielliere Lacloche Freres stimato 17-19mila euro e venduto a 125mila euro. Anche i gioielli d'epoca, alcuni dei quali appartenuti ad alcune tra le più importanti famiglie aristocratiche italiane, hanno riscosso successo, in particolare le tiare che sono state molto apprezzate. Tra i gioielli particolari si segnala il notevole risultato della lunga collana Lalique in corda e vetro blu scolpito stimata 11-12mila euro e venduta a 30mila euro”.

Italiani e stranieri si contendono i gioielli da Faraone. Lo storico marchio Faraone, antica e storica gioielleria milanese, ha ormai dallo scorso anno aperto una casa d'aste, la Faraone Casa d'aste che l'8 maggio ha organizzato presso il Four Seasons di Milano la sua terza vendita all'incanto di gioielli con un fatturato di 830mila euro e l'83% di lotti venduti, davanti a un pubblico composto da collezionisti e commercianti. Duelli emozionanti tra offerenti italiani e stranieri, commercianti e privati, in sala e via telefono, hanno portato ad una vendita dell'83% dei pezzi posti sotto il martello, per un totale venduto di 830.000 euro. Una serie di rilanci importanti per il lotto composto da una coppia di orecchini in oro bianco 18 carati con 2 diamanti fancy yellow (4,66 ct ciascuno) e due diamanti triangolo, che ha visto duplicare il suo valore una volta venduto ad un offerente via telefono per 83.762 euro. Incremento significativo anche per un anello in oro bianco 18 carati con diamante taglio rettangolare di 2,42 ct, con un valore di partenza di 6mila euro e acquistato in sala per 16.000, seguito da un pendente in oro giallo 18 carati con rubino taglio goccia, da 6-8mila euro e venduto al telefono per un valore di 14.781 euro. Appuntamento quindi a Natale, per la seconda vendita dell'anno.

Il Rolex evergreen, come pure diamanti e zaffiri. A fine maggio si sono concentrate principalmente le vendite nel settore. Il 30 maggio si è tenuta a Firenze, da Pandolfini, l'asta di gioielli e orologi con un incasso totale di oltre 1,6 milioni di euro. I diamanti hanno dominato la vendita, tra cui un diamante di taglio marquise montato su anello venduto per 216.500 euro. Nel settore degli orologi, top lot un Daytona ref. 6239 con quadrante Paul Newman venduto per 98.750 euro, un risultato di rilievo grazie al suo eccellente stato di conservazione e all'appeal che continua ad esercitare questo modello tra i collezionisti. Asta di soli orologi anche da Meeting Art di Vercelli il 27 e 28 maggio ed il 2-3-4 giugno con un fatturato di 1.189.100 euro e il 72,10% di lotti venduti. Si confermano al top i Rolex e i Patek Philippe: un Rolex Oyster Perpetual Date Submarine ref.16610 in acciaio personalizzato per Tiffany&Co. del 1991, comprensivo di certificato e astuccio originale (componenti che sempre valorizzano il lotto) è stato aggiudicato per 24mila euro, mentre un Patek Philippe Geneve in platino ref.5146P calendario annuale del 2007 e fasi lunari, completo di documenti e certificato, è stato licitato per 30mila euro. Asta di gioielli e orologi anche da Wannenes il 30 maggio a Genova che ha totalizzato 1.230.830 euro col 61,6% di lotti venduti e il 93,2% del venduto sul valore. Come ha dichiarato Teresa Scarlata, responsabile assieme a Benedetta Romanini del dipartimento: “Molto bene sono andate le pietre, le perle, i diamanti, i coralli, e gli oggetti d'epoca. Gli orologi sono molto richiesti, sia da polso che da tasca – soprattutto firmati - molto apprezzati quelli con le complicazioni, mentre il Rolex è un evergreen intramontabile che suscita sempre molta attenzione”. Assoluto protagonista della serata un anello in platino con un rubino Burma taglio cuscino di cts 3.98, di Cusi del 1960 circa, battuto a 136.400 euro, che precede un anello in platino con al centro un diamante di taglio vecchio del peso di cts 8.87, colore M, purezza VS1, esitato a 55.800 euro, una spilla Panthère di Cartier in platino, onice, smeraldi e diamanti aggiudicata a 52.080 euro e un anello “Trombino” con zaffiro firmato Bulgari del 1960 circa, aggiudicato a 47.120 euro. Gli orologi hanno avuto come mattatore un Rolex Oyster Cosmograph Daytona, ref. 6263, della metà degli anni ‘70, con quadrante nero, battuto a 43.400 euro. Infine il 30 e 31 maggio è stata la volta di Sant'Agostino Casa d'astedi Torino con oltre 950 lotti tra gioielli e orologi, dei quali oltre l'80% venduto. Tra i gioielli delle grandi maison, da Buccellati a Pomellato, Bulgari e Repossi, si segnala di quest'ultimo il top lot, proveniente da un'importante collezionista torinese, un anello con due diamanti da 5,30 arati l'uno venduto per 67mila euro, mentre un anello con zaffiro a cuore di 7 carati, contornato da diamanti taglio brillante per circa 3 carati, è stato venduto per 20mila euro. Tra gli orologi, spicca un esemplare da polso degli anni '50, un Vacheron Costantin con cassa in oro scanalata a gradini, quadrante personalizzato in smalto cloisonné raffigurante il fascio littorio, movimento a carica manuale, completo di astuccio e certificato, venduto alla base per 12mila 15 giugno euro. Tra i modelli sportivi, i più richiesto i Rolex Oyster Perpetual.

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