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Parmigianino lascia il Regno Unito per entrare nel J. Paul Getty Museum

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Parmigianino lascia il Regno Unito per entrare nel J. Paul Getty Museum

Il Regno Unito ha allentato la presa sul raro e prezioso dipinto di Parmigianino (Parma, 1503 - Casalmaggiore, 1540), raffigurante la «Vergine con il Bambino, San Giovannino e Maria Maddalena», acquistato nel 2016 per 24,5 milioni di sterline dalJ. Paul Getty Museumdi Los Angeles dalla Sudeley Castle collection della famiglia Dent-Brocklehurst, attraverso l'intermediazione di Sotheby's. La National Gallery di Londra dopo aver perso il ritratto di Pontormo, che ancora giace in un caveau in Inghilterra, non ha avviato una raccolta fondi perché impegnata ad acquistare altre opere, e sembrerebbe che nessun altro museo britannico si sia attivato per acquisire il Parmigianino.

Il mancato rinnovo. La decisione sulla domanda di licenza di esportazione del Parmigianino era stata differita fino al 9 giugno dal Reviewing Committee on the Export of Works of Art and Objects of Cultural Interest (RCEWA) e poteva essere prorogata ancora fino al 9 dicembre 2017, affinché si riuscissero a raccogliere i fondi necessari (24,5 milioni di sterline, più Iva di 196.000). Il dipinto venne individuato e ascritto al Parmigianino dal mercante e storico dell'arte londinese Clovis Whitfield in un articolo apparso nel 1982 sul Burlington Magazine. Per quanto le attribuzioni del gallerista siano state in più occasioni chiacchierate, specialmente quella riguardante una tela raffigurante «Sant'Agostino nello studio» attribuita a Caravaggio nel 2011, sull'opera di Parmigianino in oggetto non sembrano esserci più dubbi. Sebbene Maria Cristina Chiusa, nella monografia dedicata al pittore manierista nel 2003 ascriveva ancora l'opera al cugino del pittore Girolamo Mazzola Bedoli, David Ekserdjian nel suo recente saggio, a seguito di un esame autoptico, ha datato il dipinto agli ultimi anni del 1530 , verso la fine della breve vita del pittore.

Il nuovo museo. Dopo aver superato l'analisi degli esperti della National Gallery, dove il quadro è rimasto in prestito per un lungo periodo, e del Getty Museum, dopo 250 anni il più prezioso lavoro del Parmigianino presente in una collezione privata inglese, lascerà per sempre il Regno Unito per volare a Los Angeles ed entrare a far parte delle raccolte del museo americano, dov’è stato in precedenza esposto accanto alle opere dei grandi maestri del Rinascimento come il «Ritratto di alabardiere» di Jacopo Pontormo, che il Getty acquistò nel 1989 per 32 milioni di dollari. La piccola composizione devozionale del Parmigianino, un olio su carta applicato su tavola che raffigura la «Vergine con il Bambino, San Giovannino e Maria Maddalena» (75,5 x 59,7 cm ), anticamente appartenuta alla collezione del Cardinal Antonio Barberini di Roma, andrà così ad integrare l'importante collezione di capolavori rinascimentali italiani del museo. Si tratterebbe della terza opera proveniente dalla Sudeley Castle collection ad entrare al Getty Museum. La raccolta museale è composta da dipinti, disegni, codici miniati, arti decorative europee e sculture antiche.

Talvolta tornano. Proprio in questi giorni Timothy Potts, direttore del J.P. Getty Museum, ha annunciato la restituzione volontaria di una statuetta di marmo risalente al I secolo a.C. acquistata dal museo californiano nel 1992. In origine la scultura era un oggetto di culto appartenete a una facoltosa famiglia greca o romana, rinvenuta in un'area archeologica della costa campana. Zeus in Trono rientrerà in Italia venerdì 16 giugno: “La decisione di restituire questo oggetto rientra nella nostra politica di collaborazione con il ministero dei Beni Culturali per la risoluzione di controversie e questioni relative alla provenienza e proprietà di oggetti facenti parte della nostra collezione”, ha spiegato Timothy Potts. La scultura andrà ad arricchire la collezione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Una ricca istituzione. Il J. Paul Getty Museum è tra le istituzioni americane più attive nel acquisire nuovi capolavori per ampliare le proprie raccolte. Nel 2016 il museo si è aggiudicato per 30 milioni di dollari una spettacolare tela di Orazio Gentileschi raffigurante una «Danae nuda» commissionata in origine al pittore dal nobile genovese Giovanni Antonio Sauli nel 1621. L'anno prima non si è fatto scappare un raro busto di Papa Pio V (1621) scolpito nel marmo da Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680). Nel 2014, il Getty ha sborsato ben 65 milioni di dollari per l'acquisto di un incantevole ritratto di Jeanne Demarsy,«Le printemps» (1881) , dipinto dal maestro dell'Impressionismo Edouard Manet, oltre ad una scultura rara di Auguste Rodin (1840 -1917). Tra i pezzi più strepitosi da ammirare a Los Angles vi è anche il «The Borghese-Windsor Cabinet», un sublime mobile italiano in ebano e inserti a pietre dure realizzato nel 1620 per Papa Paolo V Borghese, acquistato successivamente nel 1824 da Re Giorgio IV per il castello di Windsor, diventando il mobile romano più pagato al mondo dopo che il Getty Museum se lo è aggiudicato in asta per 2,5 milioni di dollari.

Il Parmigianino in asta. Il museo di Los Angeles possiede già alcuni rari schizzi e bozzetti eseguiti dal grande pittore manierista, il cui catalogo conta poco più di cento singoli fogli, sovente disegnati su entrambi i lati. Non è escluso che il Getty Museum o qualche altro museo internazionale si interessi anche all'importante disegno che il 5 luglio sarà offerto da Bonahmsa Londra, uno studio di una delle tre «Vergini stolte» che Parmigianino realizzò per il suo ultimo incarico, gli affreschi poi rimasti incompiuti del sottarco della Chiesa della Steccata a Parma. Come molti geni anche Parmigianino morì alla soglia dei 37 anni, lasciando dietro sé un nucleo contenuto di opere. Vasari tratteggiò un ritratto che per secoli ha plasmato l'immaginario non solo degli storici dell'arte: “Intanto cominciò Francesco (il suo nome di battesimo è infatti Girolamo Francesco Maria Mazzola, ndr) a dismettere l'opera della Steccata, o almeno a fare tanto adagio, che si conosceva che v'andava di male gambe. E questo avveniva, perché avendo cominciato a studiare le cose dell'alchimia, aveva tralasciato le cose della pittura”. L'aspetto di Parmigianino si era trasformato da giovane “delicato e gentile”, come possiamo ammirarlo nel vertiginoso «Autoritratto allo specchio» dipinto quando aveva 21 anni, conservato al Kunsthistorisches Museumdi Vienna, a “fatto con la barba, e chiome lunghe e malconce, quasi un uomo selvatico”. Al British Museum sono conservati diversi suoi disegni, compreso un studio a penna, inchiostro e acquerello per la decorazione dell'arcone della Steccata (1530-1539) che il pittore, una volta sui ponteggi, impreziosì con l'uso di foglie d'oro e parti in rame sbalzato. Per questi affreschi Parmigianino creò molti disegni, purtroppo andati perduti. Uno, lo studio di una delle tre «Vergini stolte», sarà venduto appunto a Londra con un stima di appena 15.000 - 20.000 sterline. Ma si sa, le stime d'asta il più delle volte non contano.

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