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Art Basel: big deal per tutte le gallerie, comprese le new entry

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Art Basel: big deal per tutte le gallerie, comprese le new entry

Gypsum Gallery - Il Cairo, Maha Maamoun,The Subduer, 2017- Pink wall, Inkjet print (200 x 266 cm), 15.000 euro
Gypsum Gallery - Il Cairo, Maha Maamoun,The Subduer, 2017- Pink wall, Inkjet print (200 x 266 cm), 15.000 euro

Si è chiusa la 48ª edizione di Art Baselcon un successo di pubblico, 95mila visitatori nei sette giorni di apertura, di cui i primi riservati ai collezionisti e ai direttori di musei, e di vendite eccezionali. La fiera più importante al mondo esponeva opere d'arte, per un valore assicurato pari a circa 3 miliardi di euro secondo il gruppo assicurativo Axa Art. L'atmosfera è stata positiva e i mega-galleristi hanno descritto questa edizione di Art Basel con espressione di grande soddisfazione quali “best ever” e “record”. Decine di opere sono state vendute nel range di sette cifre e i galleristi erano ben contenti di dichiarare i deal conclusi. Tra le vendite milionarie Mnuchin Gallerydi New York ha venduto «Smear» di Mark Bradford, un lavoro del 2015 mixed media e collage su tela per 5 milioni di dollari, «Untitled # 9», 1988 di Agnes Martin per 5 milioni di dollari, «Untitled», 2002 di Christopher Wool per 3,5 milioni di dollari e la scultura di cera di Bruce Nauman, «Andrew Head / Julie Head / Rinde Head» (1990) per 3,6 milioni di dollari. L'elenco delle vendite agli ultra-high-end è stato guidato dai collezionisti americani ed europei e per alcuni alcuni galleristi gli acquirenti asiatici sono stati in numero inferiore. Tuttavia come per la maggior parte delle fiere, gran parte delle vendite ai top collezionisti scatta con settimane di anticipo rispetto alla fiera quando le gallerie inviano ai clienti ciò che sarà offerto in fiera.

New entry. Non solo mega gallerie con volumi d'affari milionari, Art Basel quest'anno ha ospitato 17 nuove gallerie, alcune delle quali hanno già partecipato alle edizioni di altre fiere del marchio Art Basel, Miami Beach o Hong Kong. Provengono da tutto il mondo, Auckland, Pechino, il Cairo anche se il maggior numero (cinque) proviene da New York.
La maggior parte di queste gallerie è stata fondata nel 2010 o qualche anno dopo, la più giovane è una galleria di Los Angeles Parrasch Heijnen Gallery, inaugurata nel gennaio 2016 e la “più datata” Leila Heller Gallery di New York attiva dal 1982 che si è presentata in fiera con un'installazione di Arman. Cinque le opere intitolate «Les Poubelles des Artistes: New York» (1970-1973) che rappresentano una parte delle dieci collaborazioni tra l'artista e i suoi contemporanei nei primi anni '70 a New York, tra cui Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Jim Dine, Bernar Venet, Joseph Kosuth, Roy Litchenstein, Peter Hutchinson e Christo. Il prezzo delle installazioni oscillava tra 250.000 e 300.000 dollari.
Parrasch Heijnen Gallery ha presentato il lavoro dell'artista americano Tony DeLap (1927), che si concentra sui temi della percezione e sulla natura della trasformazione attraverso studi di disegni e sculture in alluminio modulare. DeLap proviene da una generazione di minimalisti americani che includono Donald Judd, Dan Flavin e Sol LeWitt. Le vendite per la giovane gallerie di Los Angeles sono andate bene e i prezzi erano compresi tra 15mila e 50mila dollari.
Tra le 18 gallerie presenti nella sezione Statement, otto hanno esposto per la prima volta a Basilea e tra queste da Vienna,Galerie Emanuel Layr(Vienna e Roma) nel 2016 a Liste, ha presentato un'installazione video di Cecile B. Evans, «Amos' World: Episode One», 2017 che era in mostra entrando in uno dei sei piccoli ambienti privati realizzati in una struttura in cemento di stile Brutalist costruita appositamente per la fiera. Il video edizione di 5 era in vendita a 65mila sterline.
Da Varsavia, Galeria Dawid Radziszewski, che per il suo debutto ha presentato una performance dell'artista polacca Joanna Piotrowska che lavora con questo media per la prima volta (in genere utilizza la fotografia e il video). La performance ha fatto riferimento ai manuali di autodifesa attuati da artisti dilettanti. «Traduce i gesti quotidiani e le pratiche di movimento convenzionali, come la difesa dell'autodifesa, in nuovi scenari - dichiara Radziszewski - e la fotografia risultante funge da documentazione della prestazione, piuttosto che da un'immagine documentale». Per il video della performance in edizione di 3 + 1 «Untitled», 2017 (1:56 lopped) il prezzo richiesto era 15.000 euro.
Debutto a Basilea nella sezione Feature per Kalfayan Galleries che ha partecipato alle edizioni di Miami e Hong Kong, e l'anno scorso ad Art Unlimited con un progetto dell'artista greco Viassis Caniaris (1928-2011) il cui lavoro ha partecipato allaDocumenta 14 ad Atene. L'opera «Echo of History» fornisce una visione della pratica dell'artista e della sua attenzione ai temi socio-politici che si riallacciano alle attuali situazioni economiche e socio-politiche. L'installazione «What's North, What's South (Children and Testimony)» è stata presentata alla Biennale di Venezianel 1988 e in vendita per 290mila, riservata da un'istituzione culturale. Nel primo giorno di apertura della fiera è stata venduta per 80mila euro a un collezionista americano, l'opera «Wall», 1961.
Tra le new entry anche un'italiana la galleria P420 che ha esposto sempre nella sezione Feature un progetto di Goran Trbuljak (Zagreb, 1948) che mostrava le sue opere esposte nelle prime quattro mostre personali in istituzioni dal 1971 al 1981. «Un progetto estremo, ironico e acuto, una riflessione sul ruolo delle istituzioni e sul sistema dell'arte - ci racconta Alessandro Pasotti - e significativo la dichiarazione dell'artista nel 1971: «Non voglio esporre nulla di nuovo e di originale» conclude Pasotti. Nello stand le opere esposte sono 4 poster destinati a un'istituzione (100mila euro) mentre per i collezionisti le opere in vendita sono due poster a un prezzo di 18mila cadauno, stampanti in qualche esemplare.
Ad Unlimited la galleria di Bologna presentava due progetti insieme ad altre gallerie. Il re-enactement della personale alla galleria del Cavallino nel 1977 dell'artista Goran Trbuljak, insieme alla galleria di BerlinoGalerija Gregor Podgnar (350mila euro, in riserva a un museo). L'altro progetto con la Galleria Massimo Minini di Brescia di Paolo Icaro (Torino, 1936) con una sua installazione, mai esposta prima, realizzata all'interno del suo studio newyorkese nel 1967, «Foresta Metallica», la sua prima Forma di Spazio (500 mila euro).
Dopo avere partecipato a Liste lo scorso anno, Gypsum Gallery (Il Cairo) è sbarcata ad Art Basel con un'opera fotografica dell’artista egiziano Maha Maamoun. «The Subduer» è un lavoro che nasce da un viaggio in uno dei tanti uffici notarili pubblici in Egitto. Usando il suo cellulare, Maamoun ha registrato segretamente immagini delle preghiere trovate in vari uffici notarili, scritti su «una serie di fogli di carta sporca e invecchiata» e «appiccicati o incollati informalmente sulle pareti». L'installazione fotografica è accompagnata da una pubblicazione che riflette sulle preghiere e il loro contesto. Il titolo «The Subduer» è un riferimento a uno dei «99 più bei nomi di Allah» nella tradizione islamica. (I prezzi delle fotografie presentavano un range compreso tra 3.000 e 15.000 euro).
Dopo molti anni a Liste, Hopkinson Mossman, galleria di Auckland, ha fatto il suo debutto ad Art Basel, Basilea nella sezione Statement con il giovane artista berlinese Oscar Enberg, che ha presentat0 un film e una scultura che esamina la città australiana mineraria di Coober Pedy (il prezzo per il video in edizione di 3 è pari a 12.000 euro mentre la scultura - venduta- presentava un prezzo pari a 20.000 euro).
Interessante la proposta della galleria Deborah Schamonidi Monaco che ha presentato tre opere dell'artista francese-argentina Lea Lublin (1929-1999) - ciascuna rappresenta un decennio diverso della pratica dell'artista - che ha iniziato la sua carriera come pittrice a Buenos Aires nel corso degli anni ’60 e ha cambiato radicalmente il modo di esprimere la sua creatività. Le installazioni nello stand presentavano un prezzo medio pari a 200 mila euro.
Da Pechino, Magician Space, fondata nel 2008 dall'artista Qu Kejie, con Pan Baohui lavora con artisti emergenti e sperimentali della Cina, fornendo una piattaforma per artisti più recenti come Li Ran, Liu Yefu e Yao Qingmei, ma evidenzia anche artisti che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo storico dell'arte contemporanea in Cina, come Liu Chuang, Li Jinghu e Liang Wei. La galleria, che dal 2013 partecipa ad Art Basel Hong Kong, si impegna anche ad introdurre nuove posizioni critiche in Cina coltivando un dialogo con artisti e professionisti internazionali, come Keren Cytter, James Richards e Timur Si-Qin. Per il debutto ad Art Basel nella sezione Statement, Magician Space ha presentato una nuova serie di sculture e dipinti del giovane artista di Pechino Wang Shang, che è anche un gemmologo certificato, con prezzi compresi tra 15.000 e 30.000 dollari.
Antenna Space da Shanghai ha presentato una nuova installazione di «Air Freshener, Spray» di Guan Xiao (1983) che fa parte della continua esplorazione dell'artista delle situazioni atmosferiche (48 mila dollari). Chapter NYfondata nel 2013 presente nella sezione Statement con un nuovo lavoro dell'artista Sam Anderson, «Antartide», 2017, un'installazione di figure su una serie di cerchi semicircolari (5mila - 15mila dollari) e sempre da New York Real Fine Art con 13 nuove opere su carta di Sam Pulitzer (1984) che fanno riferimento ai simboli culturali dominanti e all'immaginazione della società odierna (7.000 dollari la singola opera e 150mila l'installazione). Infine Kate MacGarry (Londra) ha presentato un'esposizione multimediale di brevi film “psicogeografici” di Samson Kambalu (1975), nato in Malawi, che si ispira al folklore del West americano e ai prototipi di cinema. I film vengono venduti singolarmente (8.000 sterline), set di tre film (20.000 sterline) e set di sette film (45.000 sterline).

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