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Quando l’artista produce il progetto, la storia di ConiglioViola

economia e beni culturali

Quando l’artista produce il progetto, la storia di ConiglioViola

Sta prendendo vita a Torino ViadellaFucina16, l'ultimo progetto dell'associazione culturale Kaninchen-Haus. Si tratta di un inedito format di residenza in cui, attraverso una call internazionale, verranno scelti gli artisti da ospitare nelle abitazioni degli oltre 200 inquilini di questo condominio nel quartiere torinese di Porta Palazzo. L'obiettivo è quello di realizzare un progetto artistico che coinvolga gli abitanti dello stabile, favorendo il dialogo tra le comunità e la riqualificazione del palazzo. Saranno infatti gli stessi inquilini che, grazie all'aiuto di un board di curatori, sceglieranno quali opere realizzate in residenza diventeranno parte della collezione del condominio-museo di via della Fucina 16.
L'operazione sarà inoltre seguita da un team di sociologi ed economisti dell'Università di Torino che monitorerà l'evoluzione del progetto per renderlo un modello sostenibile e replicabile. Anche se l'intento del progetto è diventare totalmente sostenibile in tre anni grazie all'apertura di un programma stabile di residenze e un co-lab per la produzione artistica, bisogna dire che l'attivazione dello stesso è stata resa possibile grazie ai fondi raccolti attraverso la partecipazione ai bandi: 36.000 euro sono arrivati grazie a “S'illumina”, il bando di Siae e MiBACT, e altri 20.000 euro grazie ad “Abitare una casa, vivere un luogo” il bando del Programma Housing di Compagnia di San Paolo.

Proprio in relazione al tema della sostenibilità economica, l'attuale ecosistema di bandi e finanziamenti offre diversi spunti di riflessione sulla figura dell'artista contemporaneo e sul tema della progettazione; di questo abbiamo parlato con Brice Coniglio che, insieme a Andrea Raviola, costituisce il due artistico ConiglioViola fondatore dell'associazione Keninchen-Haus.
«L'impulso di trasformare la pratica artistica in progettazione è nata nel 2009 quando ConiglioViola è stato invitato al PACdi Milano per una retrospettiva sui suoi primi sette anni di attività; eravamo consci della grandezza dell'opportunità, ma ci trovammo per la prima volta di fronte alla necessità di dover pensare a come trovare il budget necessario per la produzione di una mostra così imponente, essendo rimasti da poco orfani della nostra galleria di riferimento» spiega Brice Coniglio. «Reperimmo la cifra necessaria in soli tre mesi, contattando personalmente grandi aziende e collezionisti; in questo contesto iniziava in noi una riflessione sulla figura dell' artista contemporaneo e sulla sua necessità di comprendere le dinamiche di produzione come parte integrante della pratica artistica. Il titolo della mostra, infatti, era “Sono un pirata/Sono un signore” ed evocava la possibilità per un giovane artista di confrontarsi liberamente con il sistema artistico e le grandi istituzioni culturali» racconta e prosegue l’artista: «proprio da questa esperienza, è nata l'idea di dare vita Kaninchen-Haus, un'associazione culturale la cui missione è da un lato essere volano per le progettualità di altri artisti e accompagnarli nei processi di autoproduzione, dall'altro è trovare modi concreti per restituire alla pratica artistica un valore collettivo. Tra i primi progetti che l'associazione ha realizzato c'è Pirate-Camp, una residenza realizzata a latere della Biennale di Venezianel 2011, che ha ospitato circa 15 giovani artisti internazionali invitati a indagare il tema dell'extraterritorialità attraverso le figure chiave del pirata e dell'accampato. Fu Fondazione Cariploa credere nel progetto, ma l'approccio fu decisamente traumatico perché apprendemmo del finanziamento quando il progetto era già partito e non avevamo nessuna contezza di cosa significasse dover affrontare una rendicontazione; avendo superato da soli un ostacolo che ci sembrava inizialmente insormontabile, iniziammo ad interessarci alla progettazione e a prendere consapevolezza delle risorse economiche messe a disposizione dai bandi».

«Kaninchen-Haus ha proseguito la sua attività nel 2012 con un nuovo programma di residenza ambientato a Torino, – spiega Brice Coniglio – questa volta avviato grazie a un contributo di 30.000 euro di Generazione Creativa di Compagnia di San Paolo e dallo spazio espositivo indipendente K-HOLE dove per circa un anno abbiamo organizzato mostre ed eventi con l'intento di autosostenere il progetto».
Nel 2014, durante l'occupazione della Cavallerizza Realedi Torino, è iniziata una nuova fase del duo artistico e ConiglioViola avvia la progettazione de “Le notti di Tino Bagdad”. «Si tratta di un progetto sperimentale di videoarte e realtà aumentata diffuso nello spazio urbano e che invitava lo spettatore a un tour attraverso 26 location cittadine, ognuno delle quali corrispondevano a diversi frammenti della narrazione. L'importanza del progetto risiede, oltre che nella sperimentazione digitale, anche nella collaborazione di partner estremamente eterogenei: il Salone Internazionale del Libro, il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, con cui nel 2016 è stato progettato il contest di scrittura per studenti e Fondazione CRT, che attraverso il bando per il cinema “Lumiere” ha finanziato il progetto con 7.000 euro. Parallelamente “Le Notti di Tino Baghdad” è riuscito a coinvolgere la TIM, che ha sviluppato l'applicazione per la fruizione dell'opera in realtà aumentata e ha pubblicato il progetto su WithYouWeDo, la sua piattaforma di crowdfunding dedicata ai progetti digitali che agiscono negli ambiti dell'innovazione sociale, la cultura digitale e la tutela dell'ambiente, da cui vengono raccolti circa 16.000 euro. Nel 2017, “Le Notti di Tino Bagdad” approdano nello Studio Museo Francesco Messina a Milano, portando un numero incredibile di visitatori a riscoprire uno spazio quasi sconosciuto».

L'ultimo progetto a cui Kaninchen-Haus sta lavorando si chiama UlyssesNow, un lavoro teatrale di riscrittura e di reinterpretazione dell'Ulisse di Joyce basato sul live streaming e prodotto con l'associazione teatrale Accademia degli Artefatti di Roma. Anche questa volta l'associazione ha deciso di puntare su due assi vincenti: la sperimentazione digitale, coinvolgendo realtà eterogenee tra cui di nuovo TIM che svilupperà l'app dedicata, e la partecipazioni a bandi di innovazione; ottenendo il massimo punteggio nella graduatoria del bando ORA! della Compagnia di San Paolo, nel 2017 si è aggiudicato un finanziamento da 45.000 euro.

Da questa esperienza sembra emergere un nuovo modello di artista, fuori dal sistema di riferimento delle gallerie e in grado di occuparsi sia della produzione artistica che della gestione della sua attività. Come l'attacco pirata di Coniglio Viola alla Biennale del 2007, in cui il coniglio sfidava il leone di Venezia simbolo della manifestazione, scrivere bandi è un atto di coraggio e uno strumento concreto per svolgere la pratica artistica in maniera indipendente.

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