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Musei e Biennali

Si moltiplicano i musei privati: tre nuove realtà in Germania, Francia e Stati Uniti

L'esterno del nuovo museo Magazzino nell'Upstate New York (courtesy Magazzino Italian Art)
L'esterno del nuovo museo Magazzino nell'Upstate New York (courtesy Magazzino Italian Art)

Tra i grandi collezionisti il museo privato è ormai diventato un must, tanto che il collezionista filippino e sviluppatore immobiliare Robbie Antonio - famoso per la sua raccolta di ritratti di se stesso dipinti da noti artisti internazionali esposti nell'abitazione che gli ha progettato Rem Koolhaas - ha recentemente lanciato un modello di museo privato prefabbricato e replicabile, disegnato da Christian de Portzamparc e pronto in meno di sei mesi per poco meno di 1 milione di $.

Negli ultimi giorni di giugno sono stati inaugurati due nuovi musei che si aggiungono alla lunga lista di spazi aperti da privati a livello internazionale per le loro collezioni. Uno dei due ha al centro l'Arte Povera italiana ed è promosso nell'Upstate New York, non lontano dalla Dia Art Foundation, in un magazzino riconvertito a luogo per l'arte dalla coppia Nancy Olnick e Giorgio Spanu, mecenate sardo emigrato negli Usa. Si chiama Magazzino e ha inaugurato il 28 giugno con una mostra intitolata "Margherita Stein: Rebel Without a Cause" dedicata alla gallerista Margherita Stein che nel 1966 aprì una galleria in casa sua utilizzando il nome del marito Christian e sostenne gli allora artisti emergenti dell'Arte Povera. Lo spazio si estende per più di 1.600 m2 e include una libreria con 5.000 volumi. Lo scopo è promuovere la conoscenza e l'apprezzamento dell'arte italiana del dopoguerra negli Stati Uniti.

In Germania, invece, lo scorso 24 giugno Susanne Klatten, nota anche come Lady BMW, ha inaugurato un museo privato per la sua collezione di 600 opere d'arte incentrate sul tema della natura. 55 anni, un patrimonio netto di 21,9 miliardi di dollari secondo Forbes, Klatten possiede insieme al fratello Stefan Quandt più del 50% delle azioni della casa automobilistica tedesca grazie all'eredità dei genitori Herbert e Johanna Quandt (che hanno trasmesso anche l'azienda farmaceutica Altana). La vita del museo è iniziata nel 2012 con la creazione di una fondazione chiamata Stiftung Nantesbuch che promuove la consapevolezza del valore della natura e dell'arte. Dal 2013, con l'acquisto di un terreno di quasi 4 km2 presso Bad Heilbrunn, in Baviera, ha dato il via alla costruzione di un complesso progettato dall'architetto Florian Nagler dove si svolgeranno mostre, eventi, attività formative ed educative.

L'investimento necessario per realizzare la struttura non è stato reso noto. Appena l'anno scorso Susanne Klatten ha annunciato la donazione di 100 milioni di euro per progetti sociali a 100 organizzazioni nell'arco dei prossimi cinque anni.

Mentre l'edificio che è stato appena inaugurato ospiterà gli eventi e le attività, un secondo è stato pianificato per ospitare la collezione intitolata "An die Natur", alla natura, con opere sul tema del micro e macrocosmo, degli animali, delle piante e dell'uomo di artisti internazionali come Baselitz, Michael Beutler, Olaf Holzapfel, Alex Katz, Anselm Kiefer, Wolfgang Laib, Robert Longo, Markus Lüpertz e David Nash.

Due giorni dopo dell'inaugurazione del museo di Susanne Klatten, anche il collezionista e magnate del lusso François Pinault ha svelato i suoi piani per il suo terzo museo privato per la sua collezione, stimata a 1,25 miliardi di dollari e 3.500 opere. Si troverà a Parigi all'interno della Bourse de commerce che sarà trasformata in luogo per l'arte contemporanea da Tadao Ando, l'autore degli due musei di Pinault a Venezia, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, con l'inserimento di un gigantesco cilindro di cemento all'interno dell'edificio ottocentesco.

Ma ci sono anche collezionisti che, invece, di costruirsi il proprio museo sostengono quelli pubblici, come Steve Cohen che tre giorni fa ha annunciato la donazione di 50 milioni di dollari al MoMa di New York - la più alta donazione da lui mai compiuta nei confronti del museo di cui è sostenitore e membro del board dal 2016 - per permettere l'ampliamento del museo che avverà entro il 2019. Anche il magnate della musica e collezionista David Geffen lo scorso mese ha donato al MoMA 100 milioni di dollari per lo stesso scopo.

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