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Le iniziative del Mibact non incoraggiano le vendita dei libri antichi

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Le iniziative del Mibact non incoraggiano le vendita dei libri antichi

Cresce il mercato internazionale dei manoscritti e dei libri antichi. Come la filatelia e la numismatica, anche il settore dei libri antichi testimonia la storia, in particolare le prime edizioni della carta stampata e i documenti manoscritti autografi dei grandi personaggi rappresentano la testimonianza storica di un avanzamento sociale, culturale o scientifico dell'umanità. È il caso a giugno della prima edizione del XVI secolo del libro di anatomia di Andreas Vesalius, il libro più caro finora venduto da Dorotheum o del manoscritto di musica autografato da Franz Schubert della Sonata al Piano in A bemolle maggiore D 557 venduto da Christie's a New York per 475mila dollari. Ma avanza pure il mercato di quegli strumenti di scrittura che hanno cambiato la storia, come l'Enigma, la celebre macchina realizzata durante la seconda guerra mondiale per decifrare i messaggi nazisti o il primo personal computer dell'Apple del 1976 che ha rivoluzionato la storia della comunicazione, entrambi licitati da Christie's a New York.

Gli stranieri alla finestra alle Aste Bolaffi, colpa del Ministero dei Beni culturali. Il 22 giugno Aste Bolaffi ha tenuto a Milano al Grand Hotel et de Milan una nuova asta di libri rari ed autografi con un realizzo complessivo di 762mila euro e una percentuale del 75% di lotti venduti. Ancora una volta il Ministero dei Beni culturali ha remato contro il successo di questa asta; “comunicando di aver avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale impedendo agli stranieri di partecipare alla vendita e allontanando al contempo i collezionisti privati che vedono nella notifica un istituto di impiccio e di ostacolo” dichiara Cristiano Collari, esperto del dipartimento di Aste Bolaffi, “Ci saremmo augurati un intervento da parte delle istituzioni per acquisire materiale da loro stesse ritenuto di importanza culturale nazionale come succede in tutti gli altri paesi europei: un'altra occasione mancata” conclude l'esperto. Il top lot della vendita è risultato il celebre atlante “Civitates Orbis Terrarum” di Georg Braun e Frans Hogenberg, stampato tra il 1572 e il 1617, aggiudicato per 93.750 euro contro una base di 50mila, l'opera con vedute delle 543 città più importanti all'epoca, acquistato al telefono da un concorrente statunitense.

Secondo e terzo top lot i due esemplari del “De re militari” di Roberto Valturio, considerato il primo libro di tecnologia moderna: la prima edizione volgare a cura di Paolo Ramusio e la seconda edizione latina – entrambe datate 1483 - sono state acquistate, rispettivamente, a 62.500 e 37.500 euro. La seconda edizione del “Viaggio alla luna” di Filippo Morghen, tra i più rari e ricercati viaggi d'immaginazione e capolavoro di incisione e invenzione della seconda metà del Settecento, è stato ceduto a 25mila euro, mentre l'insieme di 13 litografie con illustrazioni lunari fantastiche e bizzarre stampate a Napoli alla metà dell'Ottocento è stato acquistato a 23.750 euro partendo da una base di 5mila. Ottimo realizzo per la più grande collezione privata di edizioni bodoniane: la raccolta del marchese Lorenzo Solari dedicata al “principe degli stampatori” (271 lotti) ha realizzato complessivamente 176mila euro con circa l'80% dei lotti venduti.

Molto conteso il “Manuale tipografico” di provenienza inglese con 285 caratteri romani, greci ed esotici disegnati e fusi in oltre 40 anni di attività, aggiudicato per 21.250 euro. Nel capitolo degli autografi, le migliori performance sono state messe a segno da tre lotti dannunziani: un gruppo di sei lettere indirizzate a Giuseppina Mancini (7.500 euro), una lunga missiva di sei pagine del periodo dell'impresa fiumana (6mila euro) e un autografo di 21 pagine intitolato “La Coppa del Benaco” nel quale il Vate saluta una gara di idrovolanti tenutasi a Gardone Riviera (5.250 euro). Non hanno trovato un acquirente durante l'asta, invece, i due lotti più importanti della sezione: il carteggio inedito di Gabriele D'Annunzio con Giovanni Rizzo (base 20mila euro) e il dattiloscritto originale del “Diario Farinacci” (base 20mila euro).

Da Dorotheum il libro che rappresenta la nascita della medicina moderna. Contro un prezzo di partenza di 180mila euro, per 367.237 euro è stato venduto il 28 giugno da Dorotheum di Vienna il testo fondamentale dell'anatomia e probabilmente il più importante testo scientifico del XVI secolo, ovvero la prima edizione del 1543 del testo “De humani corporis fabrica libri septem” del medico professore Andreas Vesalius che fu in seguito medico personale dell'imperatore Carlo V e di Filippo II di Spagna e fu il primo ad effettuare i suoi studi su corpi umani. Il libro contiene diverse illustrazioni a colori, oltre ad annotazioni del proprietario (un collezionista del Nord Europa) e del medico tedesco Caspar Naevius (1513-1579) riguardanti la “terribile peste senza precedenti a Venezia anno 1576”, così come una lista di pazienti (Principi, Conti, Baroni). Le illustrazioni del libro, quasi tutte xilografie a colori, raffigurano il sistema muscolare: viene illustrato rimuovendo gradualmente i vari strati fino a mostrare il solo scheletro. Questa prima edizione fu pubblicata da Johannes Oporinus a Basilea, dove è custodito anche il pezzo più antico della collezione di anatomia della città e chiamato lo “scheletro di Vesalius”.

Vesalius, quando era professore di Medicina a Padova, giunse alla conclusione che il greco Galeno di Pergamo (ca. 130 – 211 d.C.), attivo a Roma e a suo tempo incontrastato e autorevole medico in tutte le questioni anatomiche, potrebbe aver acquisito le sue conoscenze solo su animali. Vesalius, invece, fu il primo che effettuò i suoi studi su corpi di giustiziati messi a disposizione da un giudice di Padova.

Da Christie's il prezzo più alto mai pagato per Enigma e per il personal computer Apple-1 del 1976. Asta milionaria nel settore da Christie's di New York il 15 giugno che ha totalizzato 9.690.563 dollari (75% di lotti venduti), dei quali 6.894.875 dollari per la vendita generale (il fatturato più alto di sempre per questo dipartimento) con la partecipazione di collezionisti provenienti da 22 nazioni (con in sala molti giovani concorrenti), e tornate dedicate a singole collezioni: “The Metropolitan Opera Guild Collection” che ha totalizzato 1.463.63 dollari (con una pagina manoscritta di musica del 1817, la Sonata di Piano in A bemolle maggiore D.577, autografata da Franz Schubert venduta per 475.500 dollari) e la “The Ornithological Library of Gerald Dorros” che ha totalizzato 1.332.625 dollari (top lot, The Birds of Australia di John Gould del XIX secolo venduta per 295mila dollari). Top lot della vendita generale, la prima edizione di “Los Caprichos” del 1799 di Francisco Goya y Lucientes, stampato a Madrid da Rafael Esteve per l'artista, che ha realizzato 607.500 dollari. Record mondiale per 547.500 dollari, al di sopra della stima massima, per un esemplare di Enigma, la celebre macchina realizzata nel 1944 da Heimsoeth & Rinke per decifrare nella seconda guerra mondiale i messaggi nazisti, mentre un esemplare funzionante di Apple-1, il primo personal computer realizzato a Palo Alto nel 1976, è stato venduto per 355.500 dollari.

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