ArtEconomy24

Gioielli in costante crescita da Il Ponte Casa d'Aste

Mercato dell'arte

Gioielli in costante crescita da Il Ponte Casa d'Aste

Federico Zandomeneghi, “Figure femminili”, 1894 Valutazione € 70.000,00-80.000,00. Venduto a € 112.500, Courtesy Il Ponte Casa d'Aste
Federico Zandomeneghi, “Figure femminili”, 1894 Valutazione € 70.000,00-80.000,00. Venduto a € 112.500, Courtesy Il Ponte Casa d'Aste

Il Ponte Casa d'Aste chiude il primo semestre dell'anno con un incremento del 22,8% del fatturato che passa da 12,2 milioni a 15 milioni di euro pur mantenendo invariato il numero di aste. In questo modo la società è arrivata al terzo posto nella classifica dei fatturati, 78% per lotto e 161% per valore. Il settore a più alto aggiudicato è stata l'arte moderna e contemporanea con 5.670.000 euro; il top lot è stato una Natura morta di Morandi a 562.500 euro. Segue il commento della direttrice de Il Ponte Rossella Novarini.

Com'è andato questo primo semestre del 2017?
Il I° semestre 2017 si chiude con risultati molto soddisfacenti ed un incremento del fatturato del 22,8% rispetto allo stesso semestre del 2016.

Quali segmenti crescono e quali calano?
Sono in continua crescita i dipartimenti di Arte Contemporanea e Gioielli, ai quali si affiancano il dipartimento di Arti Decorative del 900 e Design e il neonato dipartimento di Libri Manoscritti e Incisioni. Ottimo risultato anche per il dipartimento di Arte Orientale: la vendita del Grande Guanyin ha addirittura quadruplicato la valutazione. I settori più tradizionali, Arredi e Dipinti Antichi, Argenti, Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo si mantengono su cifre costanti e tengono testa al momento di stasi che stanno attraversando da alcuni anni.

Quali record avete segnato nel semestre?
Il record per Mino Rosso con “Rapport di Forme” del 1934, stimato 5.500-7.500 € e venduto per 33.750 € e per Irma Blank con “Radical Writngs, Schrifzug=Atemzug”, 1994 stimato 40-60.000 € e venduto per 100.000 €.

Quali sono i segmenti più forti?
Arte Moderna e Contemporanea e Gioielli. In particolare i gioielli sono un segmento in crescita costante, come spiega il direttore del dipartimento di Gioielli Luca Ghirondi: “I risultati delle ultime aste confermano che le pietre preziose, in particolare gli zaffiri provenienti dal Kashmir e i rubini birmani, naturali e non trattati, possono raggiungere quotazioni da 50.000 € per carato in su. Ottimo investimento potranno rivelarsi pietre preziose analoghe di provenienza africana ad oggi sottovalutate, ma che in futuro potrebbero raggiungere importanti risultati. Anche i diamanti montati su antichi gioielli che fino a pochi anni fa rappresentavano un mercato di nicchia, oggi vengono contesi da tuto il mondo perché diventati di gran moda!”

Cresce la partecipazione straniera? In quale percentuale rispetto al totale dei buyers? Da quali nazioni?
La partecipazione alle aste della clientela internazionale è in costante aumento, motivo per cui abbiamo ampliato i canali di vendita on-line. Le aste che hanno un maggior interesse a livello internazionale sono quelle che propongono lotti che travalicano il gusto e l'interesse di una determinata area geografica, per cui attraggono molti buyers internazionali. Non esistono settori più internazionali di altri, esistono lotti più internazionali di altri.
Anche il cliente straniero spazia a tute le latitudini. Non c'è uno standard, per quanto prevalgano europei (soprattutto tedeschi e francesi), americani e asiatici (cinesi ed indiani).

Qual è il prezzo medio delle opere aggiudicate nelle aste fisiche?
E' decisamente difficile stabilire un prezzo medio delle opere in quanto trattando migliaia di opere dei più diversi valori la differenza di aggiudicazione può essere abissale e non è attendibile un'eventuale media.

Cresce il mercato online?
Il mercato on-line cresce a tal punto che lo abbiamo esteso anche alla sede di via Pitteri . I collegamenti dei clienti sulla battitura in differita è sempre numeroso (con picchi notevoli per le aste di Arte moderna e contemporanea), ma le aggiudicazioni sono ancora percentualmente molto inferiori a quelle in sala o al telefono. L'on-line è uno strumento validissimo per raggiungere il cliente, tuttavia notiamo che il compratore preferisce ancora il contatto diretto con la sala d'aste. In corso d'asta i rilanci on-line sono numerosi e l'attesa del rilancio crea estremo pathos e suspence. La lotta è sempre serratissima tra sala, telefoni e on-line.

Qual è stato il top lot online?
Nonostante le numerose offerte di bidders online che in molti casi hanno sfiorato l'aggiudicazione, il top lot aggiudicato online è l'olio su tela di Renato Paresce “Natura morta” del 1926, valutato 14.000–16.000 € e venduto a 37.500 €.

© Riproduzione riservata