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Pandolfini rilancia la pittura toscana dell'800

MERCATO DELL’ARTE

Pandolfini rilancia la pittura toscana dell'800

Giovanni Martinelli. LA MORTE AL TAVOLO DELL'AVARO. Olio su tela, cm 102 x 126 lotto 26 - aggiudicato a 186.000 euro
Giovanni Martinelli. LA MORTE AL TAVOLO DELL'AVARO. Olio su tela, cm 102 x 126 lotto 26 - aggiudicato a 186.000 euro

Pandolfini ha chiuso il primo semestre 2017 con un risultato totale di 14.550.000 ottenuto grazie a 17 aste, quattro in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In questo modo il fatturato è cresciuto del 20,6%. Le percentuali di venduto sono state pari al 68% per lotto e 89% per valore. Il settore a più alto aggiudicato è stato quello dei dipinti e sculture antichi e del secolo XIX (3.467.500 euro). Il top lot è stato il ritratto di “Giovane con pipa” el fiammingo Michiel Sweerts, schizzato da una stima di 3-5mila euro ad un risultato finale di 338.500 euro. Arteconomy24 ha intervistato Pietro De Bernardi, alla guida della casa d'asta fiorentina.

Com'è andato il primo semestre del 2017 rispetto al primo semestre 2016?
In questo primo semestre la crescita del fatturato è stata molto soddisfacente (supera il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) ed è stata ottenuta con risultati importanti a livello internazionale. Si tratta di una crescita strutturale che ci fa capire che gli investimenti effettuati ed in corso hanno effetti positivi sull'andamento aziendale e tendono a proiettare la nostra azienda in un contesto europeo.

Avete segnato dei record?
Non ci sono stati risultati a sorpresa, che sono sempre graditi ma rappresentano dei picchi che non devono essere presi in considerazione nella valutazione del risultato di lungo periodo. Abbiamo ottenuto peraltro una serie di aggiudicazioni che hanno premiato opere di importanza internazionale con risultati di vendita adeguati.

Quali sono i segmenti più forti? Quali i periodi storici e gli artisti più richiesti?
I settori che hanno contribuito in maniera determinante al risultato semestrale sono certamente quello della Pittura Antica e del secolo XIX che ha sfiorato i 3,5 milioni di euro di vendite e quello dell'arte Moderna e Contemporanea che ha raggiunto i 2 milioni di euro nei primi sei mesi dell'anno. Abbiamo notato un crescente interesse nel campo dell'antico per le opere italiane rinascimentali e del primo ‘500, che naturalmente sono le più richieste, ma anche per la pittura barocca italiana e per le opere d'arte spagnole sempre di alta epoca che sono adesso molto ricercate dai collezionisti internazionali.
Nel campo dell'arte contemporanea abbiamo ottenuto risultati notevoli per opere di artisti quali Tano Festa, Renato Mambor e altri della Pop Art Romana, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giò Pomodoro e Paolo Cotani tutti protagonisti della mostra “Omaggio al Colore” che nel mese di aprile nella nostra sede di Roma ha entusiasmato molti collezionisti e appassionati.

Quali quelli sottovalutati su cui consigliereste di investire?
Ci sono molti settori dell'arte che in questo momento sono sottovalutati. Mi riferisco ad esempio alla pittura del secolo XIX soprattutto toscana che oggi ha prezzi molto al di sotto del reale valore e lontani anni luce dalle cifre che si registravano solo pochi anni fa. Potrebbe essere certamente un settore nel quale investire senza rischi elevati. La vendita dedicata alla pittura del secolo XIX che abbiamo organizzato a maggio aveva proprio lo scopo di rilanciare la pittura toscana del XIX secolo ed i risultati sono stati molto confortanti.

Cresce la partecipazione straniera? Con quale percentuale sul totale dei buyers? Da quali nazioni?
Sono sempre di più i collezionisti e i mercanti internazionali che agiscono e partecipano senza barriere dovute a frontiere o distanza. Aumentano anche i compratori italiani che operano all'estero grazie alla facilità di accesso ai cataloghi di tutte le case d'asta e alla possibilità di partecipazione alle vendite. Ma è vero anche il contrario: aumentano i clienti che partecipano da tutto il mondo, insieme a quelli italiani, alle aste nel nostro paese grazie ai siti sempre più conosciuti e all'utilizzo delle piattaforme per le vendite LIVE. Il mercato è veramente globale e questo è dimostrato dal fatto che molti risultati ottenuti in Italia sono equivalenti o migliori di quelli ottenuti all'estero per opere analoghe.

Qual è il prezzo medio delle opere aggiudicate nelle aste fisiche?
Il prezzo medio delle opere vendute in aste fisiche è di 4.810 €.

Cresce il mercato online? Qual è la percentuale di fatturato online sul totale? Qual è il top lot online? E qual è il prezzo medio delle opere vendute nelle aste online?
La crescita del mercato on line è impressionante. Siamo passati da un totale aggiudicato annuale nel 2014 di 75.000 € a un totale vendite nel primo semestre del 2017 di 1.913.000 €. Dal punto di vista delle percentuali sul fatturato complessivo, le vendite on line rappresentavano nel 2014 lo 0,40% del fatturato, mentre nel primo semestre del 2017 sono il 15,43%.

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