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Musia, a metà tra spazio d’arte contemporanea e galleria. Parola di Ovidio Jacorossi

Gli spazi di Musia
Gli spazi di Musia

Un area di 1.000 metri quadrati la cui ristrutturazione è costata 1 milione e mezzo di euro e contenente due realtà, una associativa senza scopo di lucro, e l'altra, invece, prettamente impostata sulla vendita. Musia, nuovo spazio per l'arte contemporanea, sarà operativo dal prossimo ottobre, a Roma in via dei Chiavari, dove nel 1922 i Jacorossi cominciarono la loro avventura imprenditoriale con un piccolo negozio di carbone. Da sempre legata alle fonti energetiche e ai servizi per l'ambiente, la realtà industriale dei Jacorossi ha attraversato gli ultimi cento anni di storia italiana, raggiungendo, per dimensioni e fatturato, la posizione di decimo gruppo industriale negli anni Ottanta. Nella fase di massima espansione industriale, altresì, i Jacorossi iniziano a interessarsi all'arte del Novecento italiano. Da allora le acquisizioni si susseguono e attualmente sono 2.500 le opere in collezione. Dai movimenti simbolista e divisionista, fino al Futurismo, alla Metafisica, al Surrealismo, il Ritorno all'Ordine. L'Astrattismo, la nuova Scuola Romana di Piazza del Popolo. Arte Povera e Arte Concettuale. E poi Fluxus, la Transavanguardia, gli Anacronisti e i Nuovi Figurativi. ArtEconomy24 ha intervistato Ovidio Jacorossi, presidente e azionista della società che ha in gestione Musia e tutta la collezione.

Musia che spazio è e con quale forma giuridica?
Musia si trova nel cuore di Roma, in via dei Chiavari, e qui la mia collezione troverà spazio e luce. Si tratta di un area di circa 1.000 metri quadrati, nata sulla stratificazione di elementi architettonici di epoche diverse, dall'età romana al Rinascimento. Gli ambienti sono vari, tra cui due ingressi, uno al civico 7 e uno al 9, che corrispondono alla Galleria 7 e alla Galleria 9. La 7 è dedicata all'esposizione di opere della mia collezione, mostre di tipo strettamente scientifico e rappresentativo, ed è uno spazio strutturato come una realtà associativa, senza scopo di lucro, con l'obiettivo di promuovere l'arte contemporanea attraverso le mie acquisizioni e la mia esperienza da imprenditore, poiché la cultura e la mia collezione è stata sempre la linea di comunicazione diretta o indiretta delle imprese della mia famiglia. La Galleria 9, invece, è una S.r.l. ed è dedicata alla vendita di opere d'arte sia di opere selezionate della collezione stessa, sia legate a collaborazioni espositive con gallerie d'arte, il tutto in costante dialogo con gli input visivi e culturali provenienti dalla Galleria 7. I ricavi provenienti dalla 9 saranno tutti quanti reinvestiti in Musia e nelle relative attività, specie quello di tipo collezionistico e scientifico.

Franco Piruca, Deadalus - 1978 olio su tela (cm 178 x 154) collezione Jacorossi Roma

Le due realtà, una associativa senza scopo di lucro, e l'altra, invece, commerciale in che modo saranno in connessione a livello gestionale?
Grazie a Inars S.r.l., società di mia proprietà, di cui sono presidente e socio assieme a mio figlio, che farà in modo che le due strutture siano in dialogo e sostegno reciproco.

Sandro Chia, Organi - 1988 olio su tela (cm 300 x 180) collezione Jacorossi Roma

Con che bugdet di spesa vi troverete ad operare per la programmazione della stagione 2017/2018 ?
Un 300mila euro che consentiranno a Musia di partire.

Quanto è costata la ristrutturazione dello spazio di questi 1.000 metri quadrati. Da chi è stata finanziata? Lo spazio è di Sua proprietà?
La ristrutturazione è costata circa 1 milione e mezzo di euro. A questi vanno aggiunti più 300-400mila euro per le attrezzature e gli arredi. Lo spazio è di mia proprietà, nel senso che è proprietà della Inars che ne ha finanziato anche la ristrutturazione e le attività espositive di partenza. Inars, inoltre, è la società che ha la proprietà di tutta la mia collezione di opere d'arte.

E quante e quali opere ci sono attualmente in collezione?
Duemilacinquecento opere di tutto il Novecento italiano, con Roma epicentro.

Tutto questo dunque diventerà una Fondazione in futuro?
Ovviamente non lo escludo, intanto mettiamola in moto.

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