ArtEconomy24

Sotheby’s, il titolo vola e l’Italia cresce, parola di…

mercato dell’arte

Sotheby’s, il titolo vola e l’Italia cresce, parola di Filippo Lotti

Filippo Lotti
Filippo Lotti

Nel primo semestre 2017 Sotheby's ha fatturato in Italia 14,2 milioni di euro grazie ad una sola asta che si è tenuta a Milano il 4 maggio 2017. È il terzo risultato di sempre per la casa d'aste in Italia con un incremento del 18,6% sulla medesima asta dello scorso anno (11.968.525 euro) e del +3,6% su tutto il semestre 2016 (che comprendeva due aste). Il risultato è stato ottenuto con 104 lotti, con una media di 167.000 euro a lotto e percentuali di venduto del 78,8% per lotto e del 95,3% per valore. In top ten, i grandi dell'arte italiana: Fontana, Manzoni, Burri, Morandi e Castellani, ma anche dei due Albers degli anni '60. Fontana e Morandi hanno realizzato due record per la serie rispettivamente dei crocefissi (Fontana lot.40 stima €80.000-120.000 aggiudicato a € 331.500) e delle teapot (Morandi, Natura morta, cm 30x30, stima €180.000-250.000 venduto a €511.500).

Il titolo della casa d'asta guidata da due anni dal ceo Tad Smith quotata a Wall Street sembra godere di ottima salute: si susseguono buy back e gli analisti sono positivi sul titolo che è aumentato del 45% nell'anno, superando l'S&P 500. All'inizio di gennaio, le azioni erano negoziate sotto i 40 dollari e ieri 27 luglio hanno chiuso a 56,75 dollari. Gli analisti attribuiscono l'incremento del titolo in parte alla maggiore fiducia nel recupero del mercato dei capolavori: le vendite di Sotheby's per la prima metà dell'anno sono aumentate dell'8% a 2,54 miliardi di dollari.

La settimana prossima Smith divulgherà i risultati del terzo trimestre, un periodo molto importante nel calendario delle attività, perché include le aste di maggio con i risultati delle maggiori aggiudicati di New York di arte impressionista, moderna e contemporanea, tra cui la vendita di 110,5 milioni di dollari per un'opera di Jean-Michel Basquiat.

Arteconomy24 ha intervistato il Managing Director Senior Director di Sotheby's Italia, Filippo Lotti.

Nel complesso in Europa il semestre com'è andato?
Siamo contenti per i numeri del primo semestre: in Europa c'è un mood positivo, c'è la tendenza a rinforzare e strutturare le aree più strategiche dei mercati più solidi e c'è anche qualche progettino per rinforzare lo staff in Italia. La contrazione del mercato ormai ce l'abbiamo alle spalle, mentre per i concorrenti con staff più grandi dei nostri i problemi si pongono ora (Christie's con South Kensington, Amsterdam, ecc. ndr). Per questo manifesto personale dispiacere perché una competizione sana è buona per tutti. Dopo il tempo dell'ottimizzazione ora per Sotheby's è quello della fiducia reciproca, dove valgono le persone di qualità, l'expertise e il patrimonio di relazioni. Si lavora con spirito di crescita.

Un commento sullo stato di salute attuale del mercato dell'arte?
Siamo molto contenti dell'esito dell'asta del 4 maggio dove c'erano anche opere importanti che venivano da altri continenti. Ora stiamo lavorando per l'autunno, la raccolta delle opere per le Italian sale del 5 ottobre a Londra è in fase di completamento. Milano ha un ruolo importante anche per le partecipazione internazionale, le opere verranno presentate in Italia e il catalogo sarà pronto a metà settembre. Il risultato di maggio in Italia dimostra che la selezione della qualità e il valore della presentazione delle opere con un marketing attentissimo nel mondo, insieme allo stato di conservazione, alla provenienza e al prezzo calibrato, sono una garanzia.
Certo, appena si prende qualche rischio il mercato si ferma: è un mercato più difficile, ma più maturo e più sano. I prezzi pazzi non ci sono più e le cose sono abbastanza individuabili. Solo se ci sono desideri particolari vi sono risultati maggiori, in tal caso conta la presentazione attraente. I rischi sono calcolati e il risultato dipende chirurgicamente da qualità dell'opera e qualità dei prezzi.

È più in particolare rispetto all'asta di maggio a Milano?
Limitatamente all'asta di maggio, il 66% delle opere presentate hanno superato la stima minima, che coincide con il prezzo di riserva. Ci sono state gare con un solo partecipante e poi punte di opere con 15 partecipanti. I primi 10 valori sono stati rilevanti: Fontana il primo per il oltre 1 milione e al 10° posto con 400mila euro: tutti valori rilevanti. Sono stati 131 i partecipanti da 19 paesi, da tutti i continenti eccetto Africa e Australia.
Altro dato essenziale dell'asta è il criterio di ammissione delle opere: meno opere, solo 104, con una media di aggiudicazione di 167mila euro. Insomma il risultato di una qualsiasi asta dipende dal catalogo e in termini generali per noi l'asta di maggio rappresenta il terzo risultato dopo il novembre 2015, con il risultato eccezionale dei due Studi di Josef Albers.

Sta per essere approvata con il Ddl Concorrenza una modifica alle norme sulla circolazione delle opere d'arte, cosa ne pensa?
Sarà fondamentale soprattutto per le aste single owner, in modo da poter proporre le opere in asta con gli attestati di libera circolazione già pronti.
Certo le soglie di valore, 13.500 euro, sono ben al di sotto di quelle di altri paesi Ue e ci domandiamo su quali prezzi verranno conteggiate? Saranno considerati i prezzi d'asta netti senza le commissione o sui prezzi completi? I clienti già fanno domande ed è un bene che ora ci sia una nuova legge ma come verrà applicata?

Per le prossime aste quali artisti tenete d'occhio?
Tutti gli artisti della Scuola romana, il Pop e l'Informale. Siamo molto contenti di Agnetti, anche in mostra da noi, con un seguito ormai internazionale come molti artisti italiani Post-war. Ci sono molti artisti sottovalutati e non ancora apprezzati che meritano attenzione: ci piace Alik Cavaliere e Giuseppe Gallo,
se ce lo propongono e lo prendiamo. Il prossimo appuntamento a Milano è il 29-30 novembre.

Programma di lavoro per l'asta del secondo semestre?
Stiamo lavorando su qualche sorpresa, ci piacerebbe integrare con qualcos'altro, c'è l'intenzione di fare qualcosa oltre al moderno.

Old master?
Anche qui vale il discorso sulla qualità, ma è un mercato più ristretto ad un'elite, che diventa attrattivo su stime corrette. I risultati dell'asta di Londra sono stati frizzanti con una partecipazione larga.

Come cambia il collezionismo?
Osserviamo dal reperimento di opere grandi collezionisti poliedrici, che hanno costruito le loro collezioni comprando direttamente da artisti viventi. Spesso sono opere ferme in collezione da 40-50 anni. Ma ci sono anche collezionisti tra i 40 e 50 anni che stanno entrando nel mercato. La percentuale di compratori in Italia è del 60%, forse solo la Francia è più “francocentrica”, per il resto la partecipazione è diffusa.

E come lavorate con il web?
A Londra le offerte dall'online arrivano fino a mezzo milione di sterline, il web è uno strumento entrato nel quotidiano della nostra vita. È in genere uno strumento molto gradito, ma per il futuro è possibile che saremo indipendenti dall'accordo con la piattaforma Invaluable.

I nuovi bidder dove li pescate?
Ogni asta di e.commerce porta il 15-20 % di “first time bidder” e questo fa crescere anche le persone che raccolgono le opere: è una sorta di palestra. Il modello di business è assolutamente intelligente con struttura leggera concentrata su aste locali ed esportazione ove è possibile.

© Riproduzione riservata