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Finarte compra il 100% di Minerva Auctions

MERCATO DELL’ARTE

Finarte compra il 100% di Minerva Auctions

La casa d'aste Finarte prova a uscire dall'empasse e acquista Minerva Auctions di Roma, azienda che fattura ogni anno intorno ai sei milioni di euro, i dipartimenti trainanti sono i gioielli e l'arte moderna e contemporanea che realizzano quasi un milione ciascuno a semestre. In totale la casa d'asta romana ha aggiudicato con sette aste nel primo semestre di quest'anno, diritti d'asta inclusi, 4.817.200 euro (inclusa una trattativa privata di 1.100.000 euro conclusa col Mibact) con un incremento del 10,8% sul primo semestre 2016 e il 60% di venduto per numero di lotti e il 70% in valore. Svetta il comparto dell'Arte Moderna e Contemporanea con 970.687,5 euro.
Il nuovo presidente della nuova Finarte e stratega dell'operazione di merger con Minerva è Rosario Bifulco, uomo della finanza e ad della società di privat equity quotata Mittel. Bifulco era già nel cda dell'azienda farmaceutica Sorin e ha progettato l'ospedale Humanitas a Milano. A lui spetterà il rilancio finanziario della casa d'asta.

Alla guida della società, invece, per quanto riguarda la parte operativa sarà Fabio Massimo Bertolo già numero uno di Minerva ed ex esperto di libri antichi di Christie's Italia, artefice del record mondiale nel semestre del Sidereus Nuncius di Galilei (1610), il testo all'origine della rivoluzione scientifica moderna, aggiudicato per 400.000 euro, seconda aggiudicazione di tutti i tempi in Italia per un libro a stampa. Mentre per il ruolo di presidente sarà designato uno dei soci che nel 2014 hanno acquistato dal fallimento il marchio Finarte Casa d'aste, che nel primo semestre ha conseguito un risultato stabile rispetto allo stesso periodo 2016, pari a 1.490.590 euro (-2,4%) .

Top secret per ora il prezzo di vendita. L'ultimo a entrare nella compagine degli azionisti è il neo cavaliere del lavoro Francesco Mutti, 49 anni e ad della omonima fabbrica di salsa di pomodoro e derivati. Un gruppo che pare pesi intorno ai 250 milioni di euro.
Perché questa acquisizione? Di sicuro i soci di Finarte, tutti esterni al mercato dell'arte, a parte l'antiquario parigino Giovanni Sarti, sono tutti molto appassionati, dopo aver rivisto il piano industriale hanno scelto di sviluppare una casa d'aste con più dipartimenti che si integrino gli uni con gli altri e garantiscano credibilità e ritorno economico. Resterà per ora la sede romana e il logo di Minerva Auctions che probabilmente organizzerà esposizioni anche a Milano come già fanno le big italiane come Cambi, Pandolfini e Wannenes.
E chissà forse con i nuovi capitali si riuscirà a sviluppare anche un progetto di vendite d'asta nel Sud Italia. In ogni caso è una forte spinta verso il consolidamento del mercato d'asta italiano, oggi molto frammentato, con player di medie dimensioni che potrebbero diventare più grandi e forse un domani ambire anche al segmento di gamma alta nel moderno e contemporaneo nel quale ci sono solo Christie's e Sotheby's

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