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La Biennale Paris, proposte antiche e moderne per i collezionisti

Mercato dell'arte

La Biennale Paris, proposte antiche e moderne per i collezionisti


Galleristi internazionali, italiani compresi, sono d'accordo nel ritenere La Biennale Paris, che di terrà al Grand Palais dall'11 al 17 settembre quest'anno in versione annuale, non solo come la più importante fiera d'arte francese (95 i galleristi partecipanti), ma anche un evento che può reggere il confronto con pochi altri concorrenti, il TEFAF a Maastricht, il FRIEZE MASTERS a Londra e il TEFAF a New York. Struttura espositiva di grande charm, qualità e rarità delle opere esposte, sono le chiavi vincenti de La Biennale, opportunità imperdibile per i galleristi francesi e non solo di acquisire nuovi clienti, sia collezionisti privati che curatori di musei, provenienti da tutto il mondo. Come ha dichiarato a Il Sole 24Ore Eric Coatalem, prestigioso gallerista parigino di Old Masters, che ritorna al Grand Palais dopo diversi anni, “soprattutto l'edizione 2016 ha offerto grandi opportunità di affari”. È per questo che si è impegnato quest'anno per presentarsi al meglio, sostenendo che “l'appeal di un'opera d'arte per un collezionista è determinato dalla più bella qualità, da un'immagine che desti sorpresa e dalla datazione dell'opera che rappresenti un momento chiave nella carriera dell'artista”. Spiccheranno nel suo stand opere del XVII e XVIII secolo francese, in particolare rare nature morte oggi assai ambite sul mercato internazionale, come Un Bouquet di Fiori in un'urna in bronzo dorato di Jean-Baptiste Monnoyer del 1665, olio su tela 208 x 160 cm, proposto intorno a 1 milione di euro, o come l'olio su tela 51,5 x 69,5 cm di Louyse Moillon (pittrice francese di epoca barocca le sue opere vennero acquistate da re Carlo I d'Inghilterra), Natura morta con fichi, asparagi, prugne e albicocche in un vaso in ceramica blu (400mila euro). Italiano di nascita, ma radicato ormai a Parigi, al 137 della prestigiosa Rue de Faubourg Saint-Honoré, Giovanni Sarti celebre dealer di antiche opere pittoriche italiane, proporrà, tra l'altro, un olio su tela del pisano Orazio Riminaldi del 1625, Re Clodoveo, 134 x 98 cm, personaggio riconoscibile per l'ascia da guerra e il vaso di Soissons su cui appoggia la mano, simbolo dell'alleanza tra il clero cattolico e Clodoveo, probabilmente commissionato a Roma da un committente francese (proposto per 380mila euro).

Il Moderno. Non solo antiquariato, ma anche arte del XX secolo a La Biennale, come un capolavoro di astrattismo geometrico presentata da Damien Boquet Art Gallery, galleria parigina specializzata nelle avanguardie dal 1900 al 1940, Composition di Auguste Herbin del 1918, 65 x 46 cm, apparso per la prima volta sul mercato quando l'astrattismo emerse in Europa con Kandinsky, Mondrian, Delaunay. L'opera, considerata una pietra miliare nella carriera di Herbin, assimilò l'eredità del Cubismo in direzione di una più radicale modernità, e sarà proposta intorno a 600mila euro. La Galleria Robilant+Voena di Londra e Milano affiancherà ad antichi dipinti anche opere del XX secolo, come un olio su tela del 1950 di Giorgio Morandi, Fiori, 30x26 cm (300mila euro). Arte moderna e design anche da Robertaebasta di Milano, dopo il successo raccolto nella scorsa edizione: uno splendido e grande piatto in maiolica del 1925 “Gio Ponti Pontesca” dell'artista italiano oggi più richiesto, realizzato da Richard Ginori, è proposto a 38mila euro.
Arte altra e gioielli. Nella capitale dell'arte tribale, come è Parigi, non potevano mancare a La Biennale gallerie del settore, come la Galerie Meyer Oceanic Art di Parigi specializzata in antiche arti oceaniche ed eschimesi, che già nel 2016 aveva partecipato all'evento. Anthony Meyer ha così dichiarato: “esporrò per la prima volta in Europa, al di fuori di un museo, un gruppo di figure arcaiche in legno rinvenute negli anni '60 nelle grotte del fiume Korewori in Papua Nuova Guinea: dei 300 esemplari, 85 furono acquistati dal Museo Etnologico di Basilea, mentre le altre disperse sul mercato, io ne ho raccolto un gruppo di 10 oltre che proporrò al Grand Palais oltre ad antichi capolavori scultorei provenienti dalla Nuova Guinea, dalle isole del Rarotonga e dalla Nuova Zelanda, oltre a importanti opere eschimesi con un range di quotazioni tra 25mila e 650mila euro”.
Tra le maison di alta gioielleria, Boghossian di Ginevra presenta una collezione che svela una nuova tecnica per ottenere la maggiore luminosità dei diamanti, come in una collana “Merveille” decorata con diamanti bianchi (12,76cts) da un lato e gialli (37,56+14,74cts) sull'altro, indossabile in due modi distinti, assieme a un paio di orecchini con diamanti gialli (13,63+4,24cts) e bianchi (3,72cts).

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