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MoMA vende durante ArtBasel un Léger al Museum of Fine Arts di Houston

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MoMA vende durante ArtBasel un Léger al Museum of Fine Arts di Houston

Fernand Léger, il dipinto nell'attico di Rockefeller
Fernand Léger, il dipinto nell'attico di Rockefeller

In attesa di conoscere le opere dei Rockefeller che saranno battute in asta da Christie's nella primavera 2018 un dipinto appartenuto alla potente famiglia americana sta per traslocare dalla sede attuale dove è custodito dal 1977, il MoMA, Museum of Modern Art di New York, in seguito alla donazione da parte di Rockefeller, al The Museum of Fine Arts di Houston, dove sarà esposto il prossimo autunno, per il tramite della galleria svizzera Galerie Gmurzynska.
Ecco i fatti. Partiamo dal 1938 quando Nelson Rockefeller commissionò a due pittori francesi la decorazione della parete di due camini nel suo attico sulla Fifth Avenue a New York.

I due mural furono realizzati rispettivamente da Fernand Léger ed Henri Matisse. L'opera di Matisse, Le Chant (1938), che raffigura quattro donne, ha un'interessante storia di passaggi di mano. Donato da Rockefeller al MoMA nel 1976, un anno prima del Legér, è stato venduto dal museo di New York per 440.000 dollari a un importante dealer e in seguito è approdato al Museum of Fine Art di Houston come prestito da parte del miliardario Joe Lewis.

Henri Matisse, Le chant (1938).Photographer: Will Michels/The Museum of Fine Arts, Houston, The Lewis Collection, © 2017 Succession H. Matisse / Artists Rights Society (ARS), New York

Dopo aver avuto destini diversi ora i due mural tornano a condividere lo stesso spazio. Nel mese di giugno, in occasione della potentissima fiera Art Basel, l'opera di Fernand Léger (poco più di 3 metri di lunghezza) raffigurante un motivo astratto ispirato alle piante nei colori primari, è stato consegnato dal MoMA alla Galerie Gmurzynska, che ha esposto il lavoro e ha anche realizzato una maquette dell'ambiente con un camino per rendere l'atmosfera simile a quella dell'attico di Rockefeller. Il prezzo richiesto dall'istituzione di New York era pari a 6 milioni di dollari. No comment sull'effettivo prezzo di vendita.

L'operazione colpisce per una serie di motivi. In primo luogo è raro che un museo abbia scelto una fiera, seppur la più blasonata e quindi il mercato secondario, per la vendita di un'opera della collezione. Di norma i musei preferiscono per queste vendite le case d'asta per ragioni di maggiore trasparenza, anche se talvolta per ottenere prezzi più alti gli art dealer sono di gran lunga preferiti.

La vendita da parte del MoMA solleva altre questioni: in particolare il fatto che l'istituzione abbia necessità di “fare cassa” per far fronte all'impegno economico della ristrutturazione e dell'ampliamento. Il MoMA ha tuttavia dichiarato che la vendita dell'opera di Fernand Léger non è correlata a una raccolta fondi per l'espansione di 400 milioni di dollari, progetto che mira ad aumentare lo spazio espositivo del 30% da concludersi entro il 2019. La motivazione va ricercata nella volontà di raffinare la collezione e raccogliere fondi da destinare a nuove acquisizioni.

Dal canto suo il Museum of Fine Arts di Houston secondo quanto indicato nella situazione patrimoniale al 30 giungo 2016 può contare su un fondo di dotazione pari a 1.495 milioni di dollari in calo rispetto ai 1.527 milioni di dollari dell'esercizio precedente. A livello operativo la gestione 2015-16 si è chiusa con un sostanziale pareggio: a fronte di un miglioramento dei ricavi operativi passati a 62,5 milioni di dollari da 59,4 milioni, il museo ha sostenuto costi in aumento a 62 milioni di dollari da 61 milioni di un anno prima.

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