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Firenze, Urs Fischer protagonista della Biennale dell'Antiquariato

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Firenze, Urs Fischer protagonista della Biennale dell'Antiquariato

E' difficile dissociare il nome di Urs Fischer, artista svizzero (Zurigo, 1973) residente a New York, da Monsieur François Pinault, collezionista e uomo d'affari proprietario dei più importanti marchi del lusso e socio di maggioranza della casa d'aste Christie's. Pinault infatti nel 2012 ospitò a Palazzo Grassi un importante personale di Urs Fischer che fu anche la prima mostra personale dedicata ad un artista vivente, con oltre 39 opere dello scultore svizzero provenienti (ovviamente) dalla Pinault Collection e da altre importanti collezioni internazionali.
Artista eclettico, visionario, irriverente e geniale, Fischer si è formato studiando fotografia a la Schule für Gestaltung e successivamente al De Ateliers ad Amsterdam e al Delfina Studio Trust a Londra.
Le opere di Fischer spaziano dal design all'editoria, dalla pittura alla scultura, grazie alla notevole abilità con la quale sa lavorare materiali disparati come il pane, utilizzato per la ricostruzione degli Chalet a grandezza naturale, o la cera adoperata per le sculture-candela per cui è diventato celebre.

Il progetto di Urs Fischer in Piazza della Signoria a Firenze
L'artista svizzero sarà protagonista assoluto della seconda edizione di “In Floren-ce 2017” in occasione della 30 ª edizione della Biennale di Internazionale dell'Antiquariato di Firenze a partire dal 22 settembre sino al 21 gennaio 2018 : “Fischer è un artista di primissimo livello che stimo molto e che ritengo una delle poche star nel panorama dell'arte di oggi” - spiega ad ArtEconomy24 Fabrizio Moretti, Segretario Generale della BIAF - “per me è una grandissima soddisfazione aver potuto realizzare questo progetto, grazie soprattutto alla mediazione di Francesco Bonami. Il progetto prevede una monumentale installazione in Piazza della Signoria in dialogo con la Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, intitolata “ Big Clay”, una scultura in metallo di grandi dimensioni (circa 12 metri) le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale e totemico” conclude Moretti.

La scultura “Big Caly” è stata prestata dalla V.A.C. Foundation Collection fondata a Mosca nel 2009 da Leonid Mikhelson, paperone russo proprietario di Novatek, il maggior produttore privato russo di gas. Si tratta di una scultura astratta inizialmente modellata a mano in cera e successivamente ingrandita con lo scanner per essere riprodotta in alluminio.
Fischer posizionerà altre due opere sull'Arengario di Palazzo Vecchio, due figure umane, trasformate in candele, che si consumeranno lentamente durante la durata della mostra, quali simboli della finitezza umana e della durevolezza dell'arte: le due figure saranno quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti.
Urs Fiscer spiegato da Francesco Bonami. “Conosco Urs Fischer dal 1998 - rac-conta ad ArtEconomy24 Francesco Bonami. “Presentai un suo lavoro alla Biennale di Venezia del 2003 quando ero direttore. Ritengo Fischer un artista rinascimentale, nel senso che è capace di fare tutto e lavorare con tutti i materiali: realizza i propri cataloghi, sa lavorare la cera, il pane e la creta, oltre a dipingere e disegnare mobili.

Com'è nata l'idea di creare le due sculture-candela a grandezza naturale che saranno posizionate sull'Arengario di Palazzo Vecchio?
Le due cere non sono state realizzate su commissione come mi è capitato di leggere in qualche articolo (le due figure sono appunto quelle di Francesco Bonami e di Fabrizio Moretti, ndr.), al contrario nascono da un'idea dell'artista. Infatti Fischer non lavora su commissione. Realizza ritratti, prevalentemente di uomini, il più delle volte sconosciuti, che vede camminando per strada, i cui lineamenti del volto hanno qualcosa di particolare.
Urs Fischer non è così noto in Italia rispetto a Jeff Koons, Damien Hirst o Maurizio Cattelan. I riflettori del BIAF faranno crescere la sua notorietà anche tra i collezionisti italiani?
Penso che la Biennale dell'Antiquariato di Firenze farà crescere più che altro la sua notorietà tra il pubblico. Tra i collezionisti di arte contemporanea Fischer è un artista già noto da tempo.

Certo, Maurizio Cattelan, Damien Hirst o Jeff Koons, sono molto popolari perché hanno saputo lavorare bene sulla comunicazione, curando la propria immagine. Fischer non è un'artista Pop con una propria Factory che produce opere in modo industriale; è un artista tradizionale che sa lavorare con tutto. Solitamente gli artisti contemporanei sono più legati ad un materiale specifico che a ciò che voglio dire. Con Fischer è diverso.
La cera nell'arte. Materiale malleabile per eccellenza, la cera è stata utilizzata da sempre dagli artisti. In passato nel Rinascimento venne adoperata come medium per la creazione di ritratti in quanto materiale ritenuto perfetto per replicare in modo mimetico l'epidermide e modellare la fisionomia degli effigiati. Stessa funzione l'ebbe durante la Rivoluzione francese quando Madame Tussauds realizzò le maschere mortuarie di condannati alla ghigliottina come Maria Antonietta e Maximilien Robespierre. Nel Seicento la cera colorata servì per realizzare incredibili riproduzioni anatomiche che sostituirono lentamente la dissezione dei cadaveri, come quelle conservate al Museo della Specola di Firenze . Alla fine del XIX secolo la cera fu il materiale più amato da Medardo Rosso per via degli effetti che la luce creava sulle superfici sfaldate delle sue sculture. E gli artisti contemporanei non sono stati certo da meno: da Maurizio Cattelan, Bruce Nauman e Urs Fischer a Berlinde De Bruyckere (Gand, 1964), apprezzata artista belga che ha riprodotto brandelli di carne, ossa, frammenti di corpi umani e di animali in modo così mimetico e dettagliato da rimandare alle antiche riproduzioni anatomiche seicentesche.

Urs Fischer conteso in asta, galleria e dai musei internazionali. Meno noto in Italia rispetto a Koons o Hirst, Fischer può essere ritenuto per molti aspetti artisticamente più interessante. Il suo curriculum è di tutto rispetto: il successo è arrivato con la Biennale di Venezia del 2011 pur avendo già partecipato nelle precedenti edizioni del 2003, 2007. Nel 2011 in occasione della 50 ª edizione fece sciogliere proprio a Firenze in Piazza della Signoria una copia in cera a grandezza naturale del “Ratto delle Sabine” del Giambologna, scultura tardo rinascimentale conservata nella adiacente Loggia dei Lanzi. Nel 2013 il MOCA di Los Angeles gli dedicò una grande e suggestiva retrospettiva con lavori creati negli ultimi 20 anni. Le speculazioni finanziarie che si celano dietro il lavoro di un artista contemporaneo posso spingere oggi i proprietari a cedere più velocemente le proprie opere, mentre in passato tra la realizzazione e la messa all'incanto di un'opera passavano normalmente molti anni. Difficilmente i collezionisti si liberavano di un dipinto o di una scultura in breve tempo come è accaduto per “Sodium (2015)”, un dipinto astratto di Fischer realizzato su un grande pannello di alluminio dalla vernice ancora fresca: appena due anni dopo la sua realizzazione è stato messo all'incanto da Christie's l'11 maggio 2017 a New York totalizzando 787.500 dollari (700.000-900.000). Proveniva dalla Zadig & Voltaire Collection, nota luxury fashion label e venne acquistato in origine attraverso Larry Gagosian gallerista che nel 2017 dedicò negli spazi della galleria di Hong Kong una importante personale all'artista.
I prezzi di aggiudicazione per i lavori di Fischer possono raggiungere nelle aste internazionali anche i sei zeri. Sempre a maggio 2017 da Christie's una scultura in cera (254 x 107 x 136 cm) “Julian” è stata venduta per 3.367.000 di dollari da una valutazione di 2,8 – 3,5 milioni, segnando il secondo prezzo più alto di aggiudicazione per l'artista zurighese. Il record spetta infatti a un enorme “Teddy bear” in bronzo dipinto, “Untitled” (realizzato tra il 2005 e il 2006), creato in due esemplari + 1 p.a. , che nel 2011 ha raggiunto 6.800.000 dollari (buyer's premium inclusi) benché le aspettative degli esperti della casa d'aste fossero orientate sui 10 milioni. L'orsacchiotto (si fa per dire) risultava piuttosto impegnativo con i sui 7 metri d'altezza e 20 tonnellate di peso, soprattutto quando venne collocato in Park Avenue Plaza a New York, un mese prima del sensazionale incanto.

Prezzi importanti si registrano anche nelle fiere. Ad Art Basel, la fiera più importante d'arte contemporanea, le opere di Fischer catalizzano solitamente l'attenzione del pubblico. Lo scorso giugno una suggestiva scultura in cera che riproduceva il celebre e iconico lavoro di Auguste Rodin “Le Baiser”, toccata ripetutamente dai visitatori più curiosi, veniva offerta per 500.000 dollari dalla galleria Sadie Coles.
Trattandosi di opere effimere, i collezionisti insieme alla scultura-candela acquistano anche lo stampo che ne permette la riproduzione.
Fu la Sadie Coles Gallery a vendere sempre ad Art Basel nel 2014 un dipinto astratto di Fischer di grandi dimensioni per 600.000 dollari . In Italia ad aver trattato Urs Fischer è la Galleria Massimo De Carlo
che all'artista dedicò nel 2016 una mostra intitolata “Battito di ciglia” .
Ora Fischer torna in Italia, sotto i riflettori della Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze. Se nel 2015 l'inedita presenza in Piazza della Signoria dell'icona del contemporaneo Jeff Koons con la replica in acciaio inox dorato della scultura “Pluto and Proserpina” di Bernini non fece altro che catalizzare l'attenzione sul BIAF, sottolineandone l'apertura verso l'arte contemporanea, per Urs Fischer essere presente per la seconda volta nella città medicea ha un significato diverso. Il ritorno da protagonista assoluto nella culla del Rinascimento italiano con questo suggestivo progetto artistico ideato da Francesco Bonami e Fabrizio Moretti potrebbe essere infatti l'occasione d'oro per consolidare la propria notorietà tra il pubblico ed entrare definitivamente nella Hall of Fame.

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