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Leonardo tra le sabbie del deserto, il Louvre apre ad Abu Dhabi

Musei e biennali

Leonardo tra le sabbie del deserto, il Louvre apre ad Abu Dhabi

(Photo Courtesy Mohamed Somji)
(Photo Courtesy Mohamed Somji)

Riuscireste ad immaginare “La Belle Ferronnière” di Leonardo da Vinci tra le sabbie dorate del deserto di Abu Dhabi? Forse no. L'11 novembre il bel ritratto di dama sarà una delle gemme dell'arte occidentale che accoglierà come un'odalisca i visitatori presenti all'inaugurazione del nuovo Louvre sull'isolotto artificiale di Saadiyat (Isola della Felicità) di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti. Il tanto atteso “museo universale ”, come è stato definito, è frutto dell'accordo siglato nel 2007 dal Governo francese e dallo Stato federale degli Emirati Arabi, per lanciare Abu Dhabi come polo dell'arte e della cultura.

Un accordo della durata di 30 anni e 6 mesi che prevede la cessione del prezioso marchio ” Louvre”, oltre a garantire mostre temporanee per i prossimi 15 anni e prestiti di opere d'arte per 10 anni per la contropartita di 1 miliardo di euro complessivi che gli Emirati Arabi Uniti si impegnano a versare durante questo periodo al Louvre di Parigi e gli altri 13 musei partner. Solo la concessione del brand “Louvre” per la durata di 30 anni pare valga da sola 400 milioni, mentre altri 600 milioni di euro verranno elargiti in cambio dei prestiti.

Louvre Abu Dhabi (Photo Courtesy Mohamed Somji)

Il logo del Louvre di Abu Dhabi è stato disegnato dallo studio Philippe Apeloig di Parigi. Il ministro della cultura, Francoise Nyssen ha definito il Louvre di Abu Dhabi una “pietra miliare nello sviluppo della cooperazione tra gli Emirati Arabi Uniti e la Francia, dieci anni dopo la firma dell'accordo intergovernativo”.
Si tratta del primo museo del suo genere nel mondo arabo. Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente di Abu Dhabi Tourism & Culture Authority (TCA Abu Dhabi) e Tourism Development & Investment Company (TDIC), ha dichiarato: “Il Louvre Abu Dhabi incarna la nostra convinzione che le nazioni crescano sulla diversità e l'accettazione, con una testimonianza curatoriale che sottolinea come il mondo sia sempre stato interconnesso. Il museo rappresenta l'ultima innovazione in una lunga tradizione di conservazione culturale promossa dai leader fondatori degli Emirati Arabi Uniti.

L'apertura era attesa per il 2012, ma tutto slittò a data da definirsi. Poi nel 2014 con la mostra “Nascita di un museo. Un'esposizione”, un'anteprima con 150 capolavori provenienti dalla collezione permanente del museo Louvre Abu Dhabi, il Louvre di Parigi mandò un segnale positivo, facendo intendere che si era vicini al traguardo.

Louvre Abu Dhabi (Photo Courtesy Mohamed Somji)

Il Louvre di Abu Dhabi e il progetto di Jean Nouvel. Un progetto elegante e faraonico quello dell'architetto francese Jean Nouvel, vincitore del Pritzker Prize: una citta-museo caratterizzata da “un dôme argenté”, una fluttuante cupola argentata di 180metri in stile arabeggiante, da cui filtra la luce naturale e da una innovativa struttura architettonica che si estende su 8.600 mila mq per più di 600 opere esposte (300 prestate da 13 istituzioni museali francesi), 23 gallerie permanenti con un percorso cronologico e tematico. Questo “gift to the world” così come lo ha indicato il direttore Manuel Rabaté, permetterà ai visitatori di ammirare l'incredibile edificio e contemplare capolavori di tutte le epoche e di tutto il mondo. La collezione infatti spazia dalle origini dell'arte al presente, dalla preistoria all'arte contemporanea. L'isola artificiale di Saadiyat (27 km quadrati) diventerà un avamposto culturale, un distretto pronto ad accoglie oltre al Louvre, una nuova sede del Guggenheim progettata dallo studio di Frank Gehry, e il Museo Nazionale Zayed progettato da Norman Foster, oltre alberghi di lusso, ville sontuose e campi da golf.

Per l'inaugurazione del Museo è stata commissiona la creazione di un'opera all'artista americano Jenny Holzer (1950) che ha realizzato appositamente tre pareti in pietra incise intitolata “For Louvre Abu Dhabi” (2017), dove sono citati importanti testi storici: dagli scritti riportati su una tavoletta bilingue della mesopotamia di Akkadia e Sumera sul Mito della Creazione di Muqaddimah di Ibn Khaldun, alla edizione annotata del 1588 dei “Saggi” di Michel de Montaigne.
L'artista Giuseppe Penone (1947), invece, ha creato diverse opere site-specific: “Foglie di luce” (2017), un vasto albero di bronzo con specchi posti nei suoi rami per riflettere la “pioggia della luce”, e l'opera “La propagazione” (2017), un muro di pia-strelle in porcellana di Sèvres che raffigura cerchi concentrici disegnati a mano pro-venienti dall'impronta digitale dello sceicco Sheikh Zayed, padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti. Inoltre per il 21 dicembre è prevista una special exhibition: “From One Louvre to Another: opening a museum for everyone”, che traccerà la sto-ria del Musée du Louvre di Parigi.

Le polemiche. In questi dieci anni non sono mancate le polemiche. Partico-larmente infuocate quelle di Jean Clair che si è scagliato contro con il fran-chising del Louvre di Abu Dhabi, definendolo “un parco di intrattenimento a pagamento”, “un centro commerciale a cielo aperto”, “un aeroporto interna-zionale dell'arte”. Per il critico d'arte, più che valorizzare il patrimonio ed esportare le conoscenze universali che hanno presieduto l'apertura del Mu-seo Nazionale nel 1793, il Louvre di Abu Dhabi non è altro che il tentativo di “rimpinguare il bilancio di un Ministero della Cultura che in questi ultimi vent'anni ha moltiplicato le uscite a titolo di investimento - nuovi musei, nuovi poli culturali, nuove biblioteche - ma non ha messo in conto il bilancio di fun-zionamento (La crisi dei musei. La globalizzazione della cultura, Skira, 2008). Per Jean Clair, la gestione contabile applicata agli oggetti culturali non ha niente a che vedere con la missione di un museo “che è quella di arricchire, conservare e trasmettere la memoria artistica di un paese alle generazioni fu-ture”.
I capolavori provenienti da 13 musei francesi. Dai 13 musei di Francia saranno prestate 300 opere, tra cui molti capolavori. L'accordo siglato prevede, infatti, il noleggio temporaneo agli Emirati di opere appartenenti alle collezioni nazionali francesi come “La Belle ferronnière” di Leonardo da Vinci (in prestito dal Musée du Louvre); l'Autoritratto di Vincent van Gogh (Musée d'Orsay et de l'Orangerie); una rara saliera d'avorio dal Regno del Benin (Musée du Quai Branly - Jacques Chirac); un Globo di Vincenzo Coronelli della Bibliothèque Nationale de France; il capolavoro “Napoleone che attraversa le Alpi” di Jacques-Louis David (Château de Versailles); la scultura di Jean d'Aire del gruppo Burghers of Calais di Auguste Rodin (Musée Rodin); una cassa reliquiaria del XIII secolo (Musée de Cluny - Musée national du Moyen Âge); una caraffa cinese con forma persiana (Musée des Arts Décoratifs); la Corazza di Marmesse (Musée d'archéologie nationale - Saint Germain en Laye); la statua di Apollo del Belvedere di Primaticcio dal Château de Fontainebleau; e la scultura “Femme debout II” di Giacometti dal Centre Pompidou.

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