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Falsi Modigliani, a Genova almeno tre dipinti contraffatti

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Falsi Modigliani, a Genova almeno tre dipinti contraffatti

Particolare del ““Ritratto di Maria” ( 1918 circa), olio su cartone ( 66x54 cm), una delle opere ritenute false
Particolare del ““Ritratto di Maria” ( 1918 circa), olio su cartone ( 66x54 cm), una delle opere ritenute false

A meno che un dipinto, un disegno o una scultura di Modigliani non abbia un provenienza perfetta e non figuri nei 337 dipinti elencati nel Catalogo ragionato di Ambrogio Ceroni, non vi è garanzia di autenticità. Questo è il ritornello che ripetono gli esperti delle case d'asta e i galleristi. Si, perché quello delle contraffazioni delle opere di Amedeo Modigliani (1884-1920) è un bel pasticcio che dura da decenni. Il suo apice venne toccato tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, ma ancora oggi crea serie problematiche, in parte dovute all'assenza di una censimento scientifico completo dell'intera produzione del maestro. Stiamo parlando di uno dei più quotati artisti del Novecento che pur avendo prodotto poche tele durante la sua breve vita, nel 2015 in asta ha registrato il turnover più alto della sua storia di mercato con 223,6 milioni di dollari, grazie al record da 152 milioni (170,4 con le commissioni) ottenuto dal «Nu couché» del 1917-18, proveniente della collezione Mattioli e acquistato da Liu Yiqian, il più importante art investor cinese.

In sostanza, a quasi 100 anni dalla morte dell'artista, non esiste ancora un catalogo ragionato esaustivo che tuteli i collezionisti dal problema dei falsi, che spesso vengono inseriti per legittimarli all'interno di mostre dal profilo scientifico discutibile (http://www.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2017-03-22/parigi-gara-salon-du-dessin-e-asta-i-modigliani-paul-guillaume-150215.shtml?uuid=AE3mdFr).

Il 16 luglio scorso la Procura di Genova ha emesso un decreto di sequestro per 21 dipinti dei 70 esposti ritenuti falsi esposti alla mostra Amedeo Modigliani a Palazzo Ducale (16 marzo -16 luglio 2017). L'accusa era partita da Marc Restellini, esperto di Modigliani, curatore di mostre e in passato collaboratore dell'Istituto Wildenstein, e Carlo Pepi, fondatore dell'Istituzione Casa Natale Modigliani . La mostra è stata prodotta da Palazzo Ducale e da MondoMostre Skira. Sono stati indagati con l'accusa di falso di opere d'arte e ricettazione Joseph Gutmann, mercante d'arte ungherese prestatore di 11 quadri, Massimo Vitta Zelman presidente di Mondo Mostre Skira e Rudy Chiappini, curatore della mostra.

Ora è arrivata la conferma da parte Mariastella Margozzi, funzionaria del Mibac, che indica nella sua relazione come false tre opere, mentre altre nove ritenute molto dubbie potrebbero esserlo altrettanto. Secondo la relazione di Mariastella Margozzi, sicuramente contraffatte risultano il “Ritratto di Maria” , “Nudo disteso” e “Cariatide rossa”. Gli avvocati Cesare Dal Maso e Massimo Boggio ieri hanno fatto ricorso al Riesame per chiedere il dissequestro delle tele.

Non si tratterebbe solo di una guerra tra esperti, a quanto sembra. A leggere le schede redatte nel catalogo della mostra di Genova, quel che emerge è l'assenza di storia alle spalle dei dipinti bollati come contraffatti.

MERCATO DI MODIGLIANI IN ASTA
In dollari. (Fonte:@Artprice.com)

Il “Ritratto di Maria” datato 1918 circa, un olio su cartone ( 66x54 cm), è stato concesso in prestito da una collezione privata americana. Il quadro ritrae una bambina seduta su una sedia e stando a quanto riportato nella scheda in catalogo, sembra effettivamente sbucato fuori dal nulla: le uniche esposizioni del quadro sono avvenute a Bonn nel 2009, a Praga 2010-2011 e a Seul 2015.

Stessa situazione per quanto riguarda la tela “Cariatide rossa”, un olio che risalirebbe al 1913, che sul retro raffigura una coppia di sposi. Anche in questo caso non ci sono informazioni precedenti alle esposizioni avvenute a Praga (2010-2011) e in Brasile (2010-2011). Il dipinto, appare privo di storia alle spalle. In effetti, di fronte a un dipinto di Modigliani risalente al 1913, anno presunto di esecuzione dell'opera, non ci si domanda a chi sia appartenuta la tela in precedenza? Chi siano gli effigiati? Nessun riferimento a uno dei mercanti del maestro? L'opera è stata prestata al Palazzo Ducale di Genova da un collezionista privato di San Francisco e tra le precedenti provenienze la scheda in catalogo riporta: De Hauke&Co., New York; collezione privata San Francisco; Weintraub Gallery, New York; Pearls Gallery, New York.

Il “Nudo disteso (Ritratto di Céline Howard), moglie dello scultore americano Cecil Ho-ward, assicurato in mostra per 36,8 milioni di euro, datato 1918 circa, proviene da una col-lezione privata svizzera. La tela originariamente sarebbe appartenuta appunto ai coniugi Céline e Cecil Howard (ovviamente se non fosse contraffatta); poi a Vincent Chastenet de la Maisoneuve (Parigi); successivamente risulta passata nelle disponibilità di Guy Chastenet de la Maisoneuve. Venne esposta a Tokio (1996), Roma ( 1997-1998), Taiwan (2011), Bonn (2009), Brasile ( 2011-2012) e Seul (2015).

Marc Restellini , ritiene che il fine di questa, come di alcune altre esposizioni dedicate a Modigliani in passato, sia quello di legittimare opere false, e si scaglia contro il mercante d'arte ungherese Guttmann e Christian Parisot, ex presidente de-gli archivi Modigliani, in passato già implicato in vicende legate ad altri falsi del pittore li-vornese. Parisot è alla guida degli Archives Légales Amedeo Modigliani (Parigi, n° 13 rue Portefoin). Venne nominato da Jeanne Modigliani, figlia del pittore, morta nel giungo del 1983.

“Affermare che la situazione del catalogo ragionato delle opere di Modigliani è un pasticcio è un eufemismo” ha dichiarato alcuni mesi fa lo studioso Kenneth Wayne in occasione di un simposio alla New York University che aveva per tema appunto le contraffazione e i furti di opere d'arte. Kenenth Wayne è curatore del Portland Museum of Art, dell'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo e vicedirettore del Museo Noguchi di New York. Per 30 anni si è dedicato allo studio dell'opera di Modigliani ed è fondatore del Modigliani Projec che si propone di fare nuova luce su un mercato pieno zeppo di falsi e di false autentiche. Wayne sta lavorando con altri esperti alla realizzazione di un nuovo catalogo ragionato delle opere del maestro che uscirà entro il 2020, in occasione della celebrazione del centenario della morte dell'artista (24 gennaio 1920). Si tratta di un supplemento alla pubblicazione di Ambrogio Ceroni, data alle stampe per la prima volta nel 1958 e aggiornata nel 1970, considerato ancora oggi, pur con le sue lacune ( 337 in tutto le opere censite), il punto di riferimento per gli operatori del mercato dell'arte.

Anche Restellini ha annunciato la pubblicazione di un catalogo ragionato di Modigliani, ma online, con accesso a pagamento, che conterà circa 100 opere di più rispetto alle 337 presenti nel catalogo di Ceroni. In realtà era attesa una pubblicazione cartacea per la fine del 2016. Il progetto di ricerca iniziò nel 1997 in collaborazione con il marchand d'art Daniel Wildenstein e il Wildenstein Institute, ma dopo 16 anni il rapporto con l'Istituto Wildenstein si è incrinato e interrotto e dal 2015 il lavoro è stato portato avanti dal solo Restellini.

Intanto la Tate Modern di Londra sta curando i dettagli della retrospettiva che si terrà dal 23 novembre 2017 al 2 aprile 2018 che comprenderà ben 12 rarissimi nudi. La mostra, infatti, intende anche celebrare i cento anni dalla realizzazione degli “scabrosi nudi” che vennero esposti con scandalo il 3 dicembre 1917 alla Galleria Berthe Weill di Parigi, al 50 di Rue Taitbout, unica personale dedicata in vita a Modigliani. In tempi non sospetti.

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