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Chart Copenhagen: focus sull’arte nordica

Mercato dell'arte

Chart Copenhagen: focus sull’arte nordica

La sede della Fiera CHART con l'installazione di Ai WeiWei, un monumento all'immigrazione fatto di salvagenti. Courtesy Giovanni Gasparini
La sede della Fiera CHART con l'installazione di Ai WeiWei, un monumento all'immigrazione fatto di salvagenti. Courtesy Giovanni Gasparini

L'arte contemporanea non vuole dire solo Londra e Berlino: sempre più capitali europee capiscono il valore del settore per lo sviluppo economico e culturale del paese, promuovendo settimane dell'arte. Nell'ambito di questa esperienza spicca il ruolo di Copenhagen come pivot dell'arte del nord Europa, cui è stata dedicata la settimana dal 28 agosto al 3 settembre.

L'elemento commerciale catalizzatore dell'attenzione è la fiera CHART, tenutasi dal 31 agosto al 3 settembre, una fiera commerciale giunta al quinto anno e capace di sviluppare rapporti importanti anche con il mondo del design e del non-profit. Le 33 gallerie tutte geograficamente del nord Europa hanno attirato quasi 20mila fra visitatori e collezionisti, ponendosi così alla guida di questa nicchia di mercato sviluppatasi grazie alla presenza tradizionale di collezionisti locali diffusi e fedeli, con pochissima enfasi sugli aspetti di investimento.

Testimonianza di questo collezionismo 'puro' sono le grandi strutture museali della Carlsberg e Louisiana, che insieme coprono 5mila anni di storia dell'arte.
La Galleri Brandstrup ha sfruttato direttamente la connessione con il Museo Louisiana presso cui si sta svolgendo una retrospettiva di Marina Abramovic, proponendo opere identiche a quelle del Museo quali una sedia 'da meditazione' con cristalli e diverse edizioni di fotografie di performances degli ultimi 15 anni.

Fra le poche gallerie che hanno presentato artisti già affermati, la Galleri Bo Bjerggaard ha offerto un dialogo fra i disegni bicolori del danese Per Kirkby e opere simili del 'nostro' Jannis Kounellis, recentemente scomparso, con prezzi a richiesta attorno ai 10mila euro.
Sempre fra i nomi già affermati ma del contemporaneo, la locale Galleri Nicolai Wallner ha proposto una surreale scultura/balcone della coppia danese Elmgreen&Dragset per circa 70mila euro e una coppia di palloncini colorati 'da soffitto' di Jeppe Hein per 20mila euro; la galleria rappresenta anche l'artista tedesca Cornelia Bates, i cui dipinti sono offerti anche nella sede cittadina per 14.000 euro.

Molto forte la presenza di fotografia e media non tradizionali in generale: la finlandese Taik Persons, promotrice storica della scuola di fotografia di Helsinki, ha esposto foto in bianco e nero di Anna Reivila per prezzi attorno a 2.500 euro per i formati più ampi (edizione di 5), di cui diverse vendute.
Il lavoro grafico dell'islandese Toril Johannessen, intitolato 'Words & Years' frutto di ricerche quasi maniacali, era offerto da OSL Contemporary a circa 1.200-2.000 euro a seconda dell'edizione, mentre un'altra galleria islandese, Hverfisgalleri, ha presentato 'sculture' da pavimento in metallo di Kristinn Hrafnsson con prezzi da 1.500 a 4.500 euro a seconda delle dimensioni dell'edizione.

Ma il premio per l'installazione più originale, difficile da vendere, va alla AnnaelleGallery che ha presentato una performance, un video-selfie dell'artista greca Virgina Mastrogiannaki.

Il direttore della fiera, Simon Friese, giunto al quinto anno, si è detto soddisfatto per la dimensione contenuta e di collaborazione curatoriale favorita dagli spazi aperti e luminosi della centralissima Kunsthalle e della scuola d'arte di Copenhagen, ed ha manifestato l'intento di aprire una sezione dedicata al design, mentre il numero e la provenienza delle gallerie è destinata a rimanere tale, al fine di mantenere la forte identità nordica della fiera.
Durante la settimana ha avuto luogo anche una seconda fiera d'arte, prevalentemente con gallerie non nordiche: Code Art Fair ha presentato infatti un programma fortemente internazionalizzato (molte le gallerie inglesi e tedesche) negli spazi fieristici fuori dalla città; si tratta del secondo anno di una iniziativa in qualche modo complementare alla 'nordica' e ben sperimentata CHART. Purtroppo la distanza geografica non ha permesso eventuali sinergie fra le due.

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