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Ferrari celebra il 70° anniversario con successi estetici e commerciali

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Ferrari celebra il 70° anniversario con successi estetici e commerciali

La Ferrari Testarossa Spider modello unico, già proprietà di Gianni Agnelli, vincitrice del Concorso d'Eleganza a Fiorano
La Ferrari Testarossa Spider modello unico, già proprietà di Gianni Agnelli, vincitrice del Concorso d'Eleganza a Fiorano

La Ferrari ha approfittato della pausa nella Formula 1 nel weekend del 9-10 settembre per radunare una folla di clienti e supporter presso la pista di Fiorano per celebrare il 70° anniversario della Casa, alla presenza dei leader della società Sergio Marchionne, John Elkann, Piero Ferrari e dei piloti attuali e passati come Vettel e Lauda.

Ma la scena è stata rubata dalle auto presenti ai due eventi principali in programma: il concorso d'eleganza e un asta di memorabilia (11 lotti) e auto (42) tutte rigorosamente col Cavallino Rampante.

Il Concorso comprendeva oltre un centinaio di auto in diverse categorie, dalle prime stradali degli anni '50 con diversi pezzi unici da museo alle più recenti supercar di fine millennio, passando per auto da competizione, nonché lussuosissime cabriolet e eleganti Gran Tour.

Il compito della giuria internazionale guidata da Adolfo Orsi, esperto di auto italiane e memoria storica della Maserati, nonché osservatore attento del mercato delle auto classiche, non è stato facile.

Alla fine oltre ai vincitori delle diverse categorie sono stati premiati due vincitori assoluti: si tratta di un rossa 340 MM Vignale Spider (vincitrice della Mille Miglia 1953 con Giannino Marzotto) del collezionista modenese Umberto Camellini e dell'unica Ferrari Testarossa modello 1984 convertita in Spider per l'Avvocato, in splendido argento, del collezionista inglese Ronald Stern. Quest'ultima è passata di mano al salone di Parigi Retromobile del febbraio 2016 in asta da Artcurial per 1,2 milioni di euro.

Il Concorso per le auto storiche svolge un ruolo essenziale per il mantenimento e lo sviluppo del brand, legando la produzione attuale di diverse migliaia di auto alla tradizione di esclusività.

La Ferrari certifica l'originalità e assiste nel restauro delle sue auto garantendo così il mercato, similmente a come fanno le Fondazioni che raccolgono l'eredità degli artisti.

Ciò si riflette sui valori delle auto in concorso (si raggiungevano facilmente diverse centinaia di milioni di euro di controvalore) e sul mercato in asta, come dimostrato dall'asta tenutasi il pomeriggio del 9 settembre, organizzata da RMSotheby's, che ha realizzato un totale di 63 milioni di euro.

Gli 11 lotti iniziali di automobilia sono tutti andati venduti con risultati spesso ben oltre le attese, fra cui spiccano i 600mila euro (con commissioni) spesi per un modello in scala 1:2 per le prove aerodinamiche della Ferrari 812, auto che si può ordinare per circa 300mila euro.

Ma le vere protagoniste sono state le 42 auto in catalogo (una aggiunta all'ultimo, il Prototipo de LaFerrari), di cui l'ultima una non ancora prodotta LaFerrari Aperta offerta a favore della Charity 'Save the Children' e aggiudicata per ben 8,3 milioni di euro (quasi 10 milioni una volta aggiunta l'Iva!).

A fare shopping nella cornice speciale di Maranello si sono ritrovati collezionisti di tutto il mondo, fra cui spiccano padre e figlio De Laurentiis, la cui società ora non si limita a produrre film, avendo allargato lo scopo alla commercializzazione di auto da collezione. I due hanno comperato ben cinque lotti: Ferrari 488 Spider 'Green Jewel' del 2016, esemplare unico esposto in diversi saloni, per quasi 1,1 milioni di euro con le commissioni; Ferrari 575 Superamerica per poco meno di 370mila euro, invero un prezzo piuttosto alto per questo modello; Ferrari 275 GTB Alloy del 1966 per quasi 3 milioni di euro; ed infine due supercar moderne, una F40 del 1989 per 1,1 milioni e una F50 del 1997 per 1,8 milioni, rigorosamente rosse, rispettivamente alla stima bassa e appena sotto prima dell'aggiunta delle commissioni.

È invece sfuggita ai due la Ferrari Enzo nera, inseguita inutilmente fino alla soglia dei due milioni (prezzo finale oltre 2,3 milioni di euro), ben oltre il prezzo raggiunto la sera del 6 settembre (tre giorni prima) a Londra da una colore blu.
A guidare le aggiudicazioni una 250 GT LWB California Spider del 1959 passata di mano dopo un solo vero rilancio a 7 milioni, sotto la stima bassa di 7,5-9,5 milioni (poco sotto gli 8 milioni con le commissioni), mentre la 250 GT SWB Berlinetta Competizione del 1960 è rimasta invenduta da una stima di 8,5-10 milioni di euro.

Fra gli esemplari unici va in Giappone una Ferrari 250 Europa Coupé carrozzata da Vignale, vincitrice di diversi concorsi, e aggiudicata poco oltre 2,5 milioni da una stima di 2,8-3,2 milioni, raggiunta solo con l'aggiunta delle commissioni.

La più anziana delle auto in catalogo, una 195 Inter Coupé carrozzata Touring del 1950 dall'elegante livrea blu, è rimasta invenuta in asta ma è passata di mano nelle trattative immediatamente successive per 900mila euro (stima bassa 1,1 milioni).

Stessa sorte per una 500 Superfast Serie II, mentre altre quattro auto restano invendute, pari al 10% per numero (15% prima delle trattative private post-asta).

Complessivamente le auto degli anni '50 e '60 hanno dominato il catalogo con 15 lotti di cui solo uno invenduto (tenendo conto del post-asta), ma solo uno aggiudicato oltre la stima alta prima dell'aggiunta delle commissioni e nove sotto le stime basse, segno di un certo distacco fra le aspettative dei venditori e compratori.

Fra le Ferrari degli anni successivi spicca il prezzo record per una 400i del 1983, grazie non solo agli appena 3mila chilometri percorsi ma soprattutto per la provenienza celebre da parte di Keith Richards dei Rolling Stones: 345mila euro sono oltre quattro volte il prezzo 'normale' per il modello, ma evidentemente adeguate per un vero ammiratore del musicista!

Diverse le auto dagli anni ‘90 ad oggi proposte, fra cui cinque modelli da competizione non fruibili su strada, fra cui rimaste al palo la 333SP del 1994 stimata 2,8-3,3 milioni e una 448 GT3 del 2011.

L'asta ha dunque confermato la forza del mercato soprattutto per le auto più recenti e i modelli in qualche modo 'unici', talora con realizzi sorprendenti, ma anche una certa cautela dei compratori davanti a stime importanti per le auto dei decenni che hanno già visto i maggiori incrementi di prezzo negli ultimi tre-quattro anni (50 e 60). In ogni caso si è trattato di una eccellente celebrazione per il marchio di auto più importante al mondo.

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