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A Berlino nasce il primo museo della Street Art

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A Berlino nasce il primo museo della Street Art

Yasha Young - Fotograf Tomas Flint
Yasha Young - Fotograf Tomas Flint

Il 16 settembre, a Berlino, nel quartiere di Schöneberg, verrà inaugurato il primo museo dedicato alla Street Art, l'arte urbana per eccellenza, che dalle strade, dai muri e dai vicoli della città, passerà alle sale dell'Urban Nation for Urban Contemporary Art. Il museo sorgerà in un edificio a due piani dalla facciata beige ricoperta di graffiti, ristrutturato in modo da accogliere al meglio i lavori monumentali degli artisti di strada. E' stato finanziato in parte grazie al contributo di 900.000 euro stanziato dalla Berlin Lotto Foundation , fondazione nota per la promozione di progetti sociali, culturali, ambientali e caritatevoli.

Perché a Berlino? Perché Berlino non è solo uno dei maggiori hotspot dell'arte in Europa, ma è da tempo indicata come la mecca della Urban Art. Tratti del famigerato Berliner Mauer che ha diviso in due la città per 28 anni (dal 1961 all'89) sono definiti la più grande galleria di pittura a cielo aperto per via dei graffiti e dei murales che li ricoprono; diversi quartieri sono oggi noti per i graffiti e i murales, come i quartieri di Kreuzberg e Mitte, tanto che sono stati ideati dei tour guidati alla scoperta di questi lavori. In Muhlenstrasse, lungo il fiume Spree, si trova quel pezzo del Muro di Berlino lungo più di oltre 1 km chiamato East Side Gallery, trasformato, appunto, in opera d'arte. Certo, il rischio di snaturare il concetto stesso della Street Art inserendola all'interno di un museo è forte, essendo una forma di espressione artistica nata dalla rabbia, dal bisogno di protesta e di contestazione, dalla volontà di infrangere i Muri con il colore e il segno. Pensare la Street Art chiusa dentro un museo può far nasce qualche perplessità, sorte anche tra gli artisti come Blu ed altri in Italia un anno fa a Bologna in occasione della mostra “Street Art Banksy & Co. L'arte allo stato urbano” inaugurata a Palazzo Pepoli da Genus Bononiae.

L'atteso museo sarà diretto da Yasha Young (1972), gallerista tedesco-americana. “ URBAN NATION sarà un museo d'arte urbano unico che si unirà al paesaggio museale multilivello della capitale tedesca e metterà Berlino ancora di più al centro dell'arte urbana. Artisti provenienti da tutto il mondo sono già stati coinvolti e lo saranno ancor più in futuro in mostre e nei progetti sociali di URBAN NATION” spiega ad ArtEconomy24 Yasha Young. “L'obiettivo del museo è quello di creare uno spazio per incontrarsi, sperimentare e comprendere l'arte. L'URBAN NATION sarà una piattaforma per ideare progetti sociali, sviluppare ricerche accademiche e scambi artistici”.

Mancano tre giorni alla cerimonia di apertura, cosa avete in programma per la grande prima?

“Apriremo con una mostra intitolata UNique UNito, UNstoppable. Durerà per circa un anno. Saranno esposte opere di tutte le generazioni di artisti dell'arte urbana (dai vecchi maestri della Street Art, all'arte urbana moderna e contemporanea)” prosegue Yasha Young.

“La mostra di apertura è stata curata da dieci artisti internazionali e curatori. Circa 130 artisti hanno contribuito alla realizzazione delle opere create esclusivamente per il museo. Saranno mostrate anche lavori di artisti italiani come NEMO, NEVER 2501, Pixel Pancho o Alessio-B”.

Le tecniche adottate dagli artisti urbani nei loro lavori sono molto varie. Possono presentare problematiche di carattere conservativo in futuro?

“Le tecniche utilizzate dagli artisti saranno un argomento importante. Molte tecniche non sono ancora state documentate, aspetto che offre un grande campo di ricerca per URBAN NATION”.

Il museo ospiterà anche la biblioteca di Martha Cooper che sarà il cuore pulsante del museo. Una biblioteca dedicata alla Street Art il cui nucleo centrale della collezione è stato donato dalla celebre fotografa americana che ha documentato tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento la generazione degli street artist americani, raccontando la Street Art di New York degli albori, illustrandone i graffiti in un libro ormai di culto intitolato Subway Art, ritenuto fondamentale per la conoscere il mondo underground newyorkese.

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