ArtEconomy24

Galleria Borghese, i mecenati in Italia parlano francese

musei e biennali

Galleria Borghese, i mecenati in Italia parlano francese

Galleria Borghese, retro, copyright Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Galleria Borghese
Galleria Borghese, retro, copyright Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Galleria Borghese

“Conta la sensibilità: i gruppi francesi lasciano gli italiani alla guida delle loro aziende, riconoscono l'affinità elettiva che abbiamo con il Paese”. Pietro Beccari, ceo e presidente dell'azienda di moda Fendi con un debole per la cultura, ha appena annunciato che nel prossimo triennio la maison romana del gruppo LVMH sosterrà economicamente la Galleria Borghese per il “Caravaggio Research”, un database complesso e soprattutto completo su uno dei più importanti artisti italiani al mondo che costerà complessivamente 1,3 milioni di euro se si sommano tutte le voci del bando pubblicato sul sito del museo e confermato dagli interessati.

L'impegno di Fendi nei prossimi tre anni va ben oltre questa cifra. “È chiaro che Fendi si farà carico di tutte le spese successive di promozione delle mostre e dei loro programmi itineranti” precisa Anna Coliva, direttore della Galleria Borghese. Il museo capitolino ha in collezione sei dipinti di Caravaggio, si tratta del corpus pittorico più consistente e quindi di un ottimo punto di partenza per lo studio di tutta la carriera pittorica dell'artista. Le opere saranno prestate nel triennio ai musei americani e a quelli dell'Estremo Oriente. Il 21 novembre “il San Girolamo”, il “Giovane con canestro di frutta” e il “David con la testa di Golia” saranno esposti per due mesi al Getty di Los Angeles. Tra trasporto e assicurazione difficile spendere meno di 250mila euro assicurano gli organizzatori di mostre dello stesso autore.

Fino a oggi Fendi ha speso circa 10 milioni di euro come mecenate. Una briciola per un'azienda che nel 2016 ha avuto un incremento definito dalla casa madre “robusto” e ha superato il miliardo di euro di fatturato.

“Uno dei nostri obiettivi è creare posti di lavoro con i ricercatori - sottolinea Beccari e spiega - sul Caravaggio research lavoreranno studiosi e non lo faranno certo gratis. Le attività di Fendi hanno già creato posti di lavoro con il ristorante Zumma, i restauri della Fontana di Trevi, la mostra Matrice a Palazzo della Civiltà che abbiamo lasciato gratuitamente aperta al pubblico anche durante il fine settimana, l'installazione in Largo Goldoni dell'opera Foglie di pietra, entrambe di Giuseppe Penone>.

In occasione del restauro della Fontana di Trevi, costato 2,18 milioni nel 2015 la maison riuscì a portare a casa una piccola targa commemorativa e la famosa sfilata immortalata da tutti i media internazionali.

Quale ritorno si aspetta la casa di moda? “Il ritorno d'immagine a livello internazionale è fortissimo, per noi vale più delle pagine pubblicitarie. Tre capolavori di Caravaggio saranno esposti al Getty di Los Angeles grazie a Fendi e lo stesso succederà in altri musei internazionali”. Naturalmente non finisce qui. “Organizzeremo eventi aziendali nel museo”; in occasione della mostra del Bernini in programma il 30 ottobre è previsto uno special dinner prima della preview con i clienti stranieri della maison. Il ministro Dario Franceschini attribuisce il successo dell'accordo alla riforma dei musei: “I direttori non sono più appendici della Soprintendenza. I musei italiani si sono avvicinati a quelli europei, abbiamo abbattuto le barriere pubblico-privato legando i grandi nomi delle imprese italiane di moda nel mondo, con musei eccellenti”.

Per il momento esistono solo due banche dati: una tedesca dedicata a Lucas Cranach, l'altra olandese su Rembrandt. La prossima sarà quella di Caravaggio. Perché Caravaggio? “Fino agli anni Cinquanta le opere di Caravaggio erano valutate poco rispetto a un Correggio o un Raffaello. Poi è iniziata la ricerca, gli studi e la sue stime sono salite. Questo fa il valore di un museo che ne ospita le opere, non solo il merchandising e i biglietti d'ingresso” spiega Coliva. Infine, la prima mostra della Galleria Borghese che Fendi supporterà sarà' dedicata a Gian Lorenzo Bernini, e sarà' una prosecuzione delle celebrazioni per i 20 anni dalla riapertura (1997) del museo. Sarà inaugurata il 31 ottobre (fino al 4 febbraio 2018) e vedrà le concessioni di opere provenienti tra l'altro dal Louvre, dalla National Gallery e dal Victoria & Albert Museum di Londra, dal Thyssen Bornemisza di Madrid, dal Staatliche Museum di Berlino e dal Metropolitan Museum di New York.

© Riproduzione riservata