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A Berlino si torna alla fiera d'arte tradizionale

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A Berlino si torna alla fiera d'arte tradizionale

Positivo il primo test di Art Berlin, la nuova fiera per l'arte moderna e contemporanea che si è svolta a Berlino dal 14 al 17 settembre dopo il takeover di Abc da parte della società Kölnmesse, che organizza Art Cologne. I visitatori sono stati 33.000. I galleristi si sono detti molto soddisfatti di questo ritorno al formato di fiera tradizionale, che ha portato chiarezza rispetto a quello che era diventata Abc, “un caos”.

La storia. Abc era nata nel 2008 per iniziativa di alcuni dei più influenti galleristi berlinesi come una mostra in cui le opere erano in vendita, ma venivano allestite liberamente nello spazio, senza le pareti degli stand.

All'epoca questo formato sperimentale era considerato più adatto alla città di Berlino rispetto alla fiera tradizionale, rappresentata da Art Forum, che infatti nel 2011 aveva dovuto chiudere, non avendo più l'appoggio dei galleristi locali. Negli anni, però, Abc si è dimostrata come una via di mezzo che non riusciva a soddisfare le aspettative commerciali dei galleristi. L'anno scorso era stata introdotta una complicata struttura espositiva per cui non erano state ripristinate le pareti degli stand, ma degli angoli per definire in qualche modo lo spazio espositivo. I partecipanti erano scesi a una sessantina, 40 in meno rispetto all'anno precedente. Ad aprile di quest'anno, poi, è arrivato l'annuncio della cooperazione con Art Cologne: la fiera di Colonia finanzia la nuova fiera e la organizza insieme al team di Abc grazie alle sue competenze e ai suoi contatti.
All'ingresso della nuova fiera Art Berlin, adesso, sembra di fare un salto nel passato. Il grande capannone industriale che ospitava Abc è diviso in classici stand dalle pareti bianche. L'offerta di opere d'arte che prima, per via delle condizioni espositive, era dominata dalle grandi installazioni, è ora composta prevalentemente da lavori bidimensionali: dipinti, fotografie, opere su carta. Oltre all'arte contemporanea delle gallerie di ricerca trovano adesso posto anche alcuni maestri dell'arte moderna come Dix, Grosz, Picasso, presentati dai dealer.

Le voci dei galleristi. “L'arrivo di Kölnmesse è un evento positivo” commenta Daniel Marzona, che in fiera ha mostrato un unico lavoro, una fotografia della Neue Nationalgaleriedel tedesco Axel Hütte (48.000 € + Iva), “perché Abc non funzionava più, mentre una certa professionalizzazione, un nuovo programma Vip e nuovi contatti che arrivano da Art Cologne possono solo giovare. Anche il fatto che vengano mischiati dealer e gallerie di ricerca è positivo. Forse non funzionerà subito, ma ci sono buone possibilità che si sviluppi in senso positivo”.
“È un ottimo formato” fa eco Heike Tosun di Soy Capitán, “ci sono molti visitatori, anche stranieri. Ho venduto a collezionisti di Berlino che non conoscevo, che frequentavano l'Art Forum e ora sono tornati”. In stand c'erano lavori di Camilla Steinum, norvegese, classe 1986, che indaga i contrasti tra i materiali come il tessuto e il metallo, e disegni di Grace Weaver, americana, classe 1989, che tematizza i piccoli drammi quotidiani dei Millenials (le opere in stand andavano da 2.400 a 7.500 euro).
Anche per la galleriaKonrad Fischer c'è stato un notevole miglioramento in termini di professionalizzazione, per cui Art Berlin può diventare una seconda fiera in Germania accanto ad Art Cologne. Nonostante non ci si aspettasse molto, il pubblico ha mostrato interesse anche per le opere più care. In stand c'erano lavori dell'irlandese Aleana Egan da 13.000 euro, di Gregor Schneider da 50-85.000 euro, fino ad un'opera di Daniel Buren da 150.000 euro e una scultura di Tony Cragg da 220.000 euro (tutti prezzi al netto dell'Iva).
Anche per Gregor Hose della galleriaJohann König l'atmosfera in fiera è stata positiva, ma sono mancati i compratori internazionali. Le opere in stand andavano da uno specchio di Monica Bonvicini, di cui è stata inaugurata in questi giorni una personale alla Berlinische Galerie, per 22.000 euro, fino a una grande installazione di Alicia Kwade da 180.000 euro (prezzi al netto dell'Iva).

Il sostegno delle istituzioni. Ma alcuni commentatori hanno fatto notare come la città di Berlino non sia riuscita da sola a creare un evento importante che fungesse da motore del mercato dell'arte, per cui si sia dovuti ricorrere ad una soluzione che alcuni galleristi avevano auspicato già negli anni 90.
D'altro canto, secondo quanto ha riferito ad Arteconomy24 Maike Cruse, la direttrice di Abc e ora di Art Berlin, la città non ha dato il suo sostegno all'evento. Il Senato per l'economia, l'energia e le aziende di Berlino ha preferito per il sesto anno promuovere con 280.000 euro (investimento rimasto invariato negli anni) Berlin Art Week, un evento di marketing che raccoglie varie mostre ed eventi in città nella settimana della fiera e ha attratto 100.000 visitatori, mentre ilSenato per la cultura contribuisce indirettamente alla settimana dell'arte attraverso un premio per gli spazi indipendenti (annunciatil il 15 settembre) che conferisce 30.000 euro a venti spazi (600.000 euro in tutto) e ha finanziato con 250.000 euro la retrospettiva dedicata ad Harun Farocki al Neuer Berliner Kunstverein(dal 14 settembre al 28 gennaio). A loro si unirà l'anno prossimo la Gasag, azienda storica berlinese, fornitrice di energia da 170 anni, intenzionata a entrare tra i finanziatori della Berlin Art Week (i numeri dell'investimento non sono ancora pubblici).

Il premio per le gallerie. Un primo passo in direzione del mercato sembra essere, invece, un nuovo premio per le gallerie dal valore di 15.000 euro finanziato dal Senato per l'economia e promosso dall'Associazione delle gallerie di Berlino e dall'Associazione dei commercianti e degli industriali. È andato alla galleria Sexauer(le altre due candidate erano KMe Katharina Maria Raab), presente in fiera con uno stand dedicato all'artista austriaco Thomas Feuerstein, che ha creato la scultura più piccola del mondo insieme ad un team di scienziati. Anche al suo stand ci sono state delle vendite.
Il formato classico della fiera, per quanto controverso e criticato di questi tempi, in questo caso si è rivelato vincente. Ora è da vedere se la fiera riuscirà a definire una sua identità e ad attrarre collezionisti internazionali. E se i galleristi tedeschi rimarranno fedeli.

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