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Biennale Parigi, grande fasto ma calo delle vendite

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Biennale Parigi, grande fasto ma calo delle vendite

VUE GENERALE Didier Plowy
VUE GENERALE Didier Plowy

La Biennale 2017 di Parigi, da quest'anno con cadenza annuale, ha chiuso i suoi battenti, nei fastosi spazi al di sotto della cupola del Grand Palais, domenica 17 settembre. E mentre si attende di scoprire le meraviglie che dal 23 settembre sino al 1° ottobre verranno esposte a Palazzo Corsini a Firenze per la 30ª Biennale Internazionale dell'Antiquariato, l’evento parigino ha attirato 32.678 visitatori, inclusi 5.016 nel giorno di apertura (l'edizione del 2016 aveva registrato una presenza totale di 30mila visitatori).

ArtEconomy24 ha raccolto innanzitutto la dichiarazione ufficiale di Christopher Forbes, presidente de La Biennale, e il parere di un noto gallerista di nazionalità italiana, Giovanni Sarti ora residente e con galleria a Parigi. “Per questa prima edizione annuale siamo all'inizio di un processo che ci porta a reinventare la fiera – ha spiegato Christopher Forbes –. Grazie anche al Board dei direttori e del Comitato onorario presieduto da sua altezza lo Sceicco Hamad Bin Abdullah Al Thani del Qatar, abbiamo creato una certa immagine de La Biennale, che consideriamo il più spettacolare del Saloni internazionali. Il sistema di vetting è il più rigoroso nel mondo, mentre sono stati mobilitati nuovi collezionisti provenienti da molti paesi. Non dimentichiamo l'appeal offerto al Salone dall'esposizione della collezione della famiglia Barbier-Mueller, una delle più importanti a livello internazionale formata in 110 anni di passione e studio. Inoltre le due aperture notturne martedì 12 e giovedì 14 hanno portato a La Biennale 7.760 visitatori”. Molto più cauto il parere di Giovanni Sarti, autorevole dealer specializzato nella pittura italiana del XV, XVI e XVII secolo: “La Biennale mi è sembrata un po' sotto tono rispetto all'edizione dello scorso anno, forse dovuto a un'attrazione inferiore che esercita una fiera annuale rispetto a una biennale. Purtroppo abbiamo rimarcato la quasi totale assenza di collezionisti internazionali, i visitatori infatti erano prevalentemente francesi. Abbiamo comunque avuto la visita di tre importanti musei americani. Abbiamo venduto tre opere, col dovuto riserbo che contraddistingue la nostra privacy in tal senso”.

Arte moderna e design sugli scudi.ArtEconomy24 e Claudine Colin Communication hanno raccolto alcune informazioni sulle vendite effettuate al termine de La Biennale, pur riscontrando il generale riserbo dei dealer nel fornire dettagliate informazioni a riguardo, in particolare dal punto di vista finanziario. Tra le vendite comunicate, la risposta del mercato è chiara: emerge la domanda di design e arte moderna. “Abbiamo osservato alla Biennale visitatori molto eleganti, musei e tanto interesse con un ottimo momento di incontri con la clientela più selezionata nelle aperture notturne – racconta

Mattia Martinelli della galleria italiana Robertaebastadi Milano. – Come galleria abbiamo figurato con opere importanti tra cui Fontana, Boetti e Printz: il nostro stand che sembrava una casa arredata con pezzi straordinari ha riscosso molto successo. La Biennale non è una mostra, ma un'esperienza. C'è stato comunque un calo dei visitatori, dovuto al fatto che il pubblico non ha ancora assimilato che l’evento è diventato annuale e, di conseguenza, anche le vendite sono state inferiori allo scorso anno. Abbiamo venduto una guache intelata di Alexander Calder intorno ai 90mila euro”.

La galleria Art Cuéllar-Nathan di Zurigo (arte moderna) ha venduto un dipinto di Max Liebermann ad un nuovo cliente per 900mila euro. “L'edizione ci ha permesso di incontrare una nuova generazione di giovani collezionisti e di curatori, il che porterà benefici e risultati a lungo termine” affermano dalla galleria svizzera. La Bailly Galerie di Parigi e Ginevra (arte moderna) ha effettuato importanti vendite tra 100mila e 300mila euro e intrapreso nuovi contatti con collezionisti americani e belgi. La Galerie Downtown, ben nota a Parigi specializzata in design del XX secolo, ha effettuato importanti vendite fino a 300mila euro, in particolare a nuovi collezionisti svizzeri, francesi, inglesi ed americani. Ugualmente la Galerie Fleury sulla nota Avenue Matignon di Parigi, specializzata in arte moderna del XX secolo, ha concluso vendite fino a un massimo di 400mila euro di importanti tele fauviste e impressioniste e ha colto l'opportunità d’incontrare nuovi collezionisti americani, tedeschi, italiani e perfino asiatici.

La galleria Kunsthandel Kolhammer di Vienna, dealer specializzato in Art Nouveau, Art Deco e design del XX secolo, è rmasta soddisfatta della loro prima partecipazione alla Biennale, con numerose vendite che hanno toccato fino ai 100mila euro. LaGalerie Jacques Lacoste di Parigi, specializzata nel design francese dagli anni '30 caratterizzato da una geometria rettilinea agli anni '50-'60 caratterizzato da una geometria longilinea, ha effettuato importanti vendite per tutto il periodo del Salone, con punte fino a 1 milione di euro e ha avuto l'opportunità d’incontrare nuovi collezionisti americani, libanesi e svizzeri”. Design pure è la specializzazione della Galerie Mathivet di Parigi: “abbiamo deciso di presentare opere diverse, in particolare ceramiche di Pierre-Adrien Delpayrat di Art Nouveau che hanno goduto una grande interesse. Molte le vendite ai decoratori come pure a privati collezionisti”. L'Opera Gallery, dealer internazionale di arte moderna con gallerie non solo a Parigi, ma anche a Londra, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente, ha dichiarato diverse vendite, tra cui un lavoro di Pierre Soulages per 2 milioni di euro. Von Vertes di Zurigo, galleria specializzata in arte moderna, in particolare di fauvismo, espressionisti e surrealisti, hanno scambiato per oltre 1,5 milioni di euro un'opera di Jean Dubuffet, “The Prowling Dog”, e un'opera di Raoul Dufy, “The Bathing Area”, per oltre 800mila euro.

Nel settore antico fascino per l'arte asiatica. Per la parigina Galerie Christophe Hioco, specializzata in arte asiatica: “questa edizione è stata molto positiva in termine di vendite, per esempio abbiamo venduto una bellissima testa indiana di Yaksi, del IV-V secolo epoca Gupta, scolpita in una bella pietra rossa arenaria, per 200mila euro”. Il trend è stato chiaro sin dal giorno dell'inaugurazione per la Galerie Kevorkian di Parigi, specializzata in arte asiatica ed islamica: “le più importanti opere archeologiche pre-islamiche e islamiche, come pure gli oggetti d'arte islamici, le miniature e i manoscritti indiani, sono stati immediatamente venduti all'inizio del Salone, in particolare un’eccezionale antichissima ascia risalente alla fine del III - inizio del II millennio a.C.”. “Abbiamo incontrato nuovi clienti, specialmente francesi e americani, decoratori d'interni, come pure nostri vecchi clienti, principalmente svizzeri e tedeschi, con trattative concluse e in corso” hanno dichiarato dalla Cahn International Ag, galleria di Basilea specializzata in reperti archeologici di pregio, presente dal 5 ottobre aFrieze Masters a Londra e dal 28 ottobre al Tefaf di New York.

São Roque galleria di antiquariato di Lisbona ha promosso con soddisfazione l'arte antica portoghese, in particolare ha venduto tra l'altro per 600mila euro una scultura in avorio del XVII secolo raffigurante Gesù come Buon Pastore. La celebre galleria parigina Steinitz, tra i più prestigiosi dealer nel settore degli arredi antichi, ha dichiarato di aver effettuato diverse vendite sopra i 500mila euro, in particolare a nuovi collezionisti europei e delle penisola arabica.

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