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Parcours des Mondes si confronta con linguaggi contemporanei

Mercato dell'arte

Parcours des Mondes si confronta con linguaggi contemporanei

L'elemento che ha caratterizzato l'edizione 2017 dei Parcours des Mondes, la fiera non fiera di arte extraeuropea più importante al mondo, che si è tenuta a Parigi dal 12 al 17 settembre, è stato senza dubbio il dialogo tra arte contemporanea e arte “altra”. Questo dialogo, presente da tempo ma un po' in sordina, quest'anno ha avuto l'imprimatur dalla mostra: “Le Lion et la perle” che è si è tenuta nell'Espace Tribal. Infatti in questo spazio, che è il contenitore ufficiale della manifestazione parigina dedicato agli incontri e alle presentazioni di libri, una ventina di opere della Nigeria hanno dialogato con tre quadri della collezione di arte contemporanea di Peres, realizzati da Melike Kara e Donna Huanca. Parallelamente numerose altre gallerie hanno accostato ai reperti tradizionali opere di arte contemporanea.

Non potendo segnalarle tutte e rinviando alle note della galleria di immagini, qui ci limitiamo a ricordare che da Pascassio Manfredi la consueta selezione di opere dell'Indonesia era introdotta da una monumentale fotografia di Newton raffigurante la modella McMenamy, mentre da Alain Lecomte i reperti della mostra: “Batéké” si confrontavano coi due quadri di Akpéhou Djonda.
In alcuni casi questi accostamenti avevano solo la funzione di evocare il rapporto tra due correnti della creatività artistica estremamente lontane nel tempo e nello spazio, mentre in altri casi si concretizzavano in proposte di acquisto parallele.

Naturalmente è difficile valutare quanto il dialogo con l'arte contemporanea abbia inciso sui risultati della manifestazione, anche perché molti espositori continuano a mostrare un riserbo veramente incomprensibile. Tuttavia tutti i galleristi con cui abbiamo parlato hanno dichiarato di aver venduto un numero significativo di reperti. Per alcuni espositori sono andate bene le vendite dei pezzi più costosi e di quelli meno costosi, mentre hanno incontrato una certa difficoltà per quelle intorno ai 30-50.000 euro.

In particolare per gli espositori francesi questi risultati sono stati molto positivi, perché sono venuti dopo un anno quasi senza vendite, che attribuiscono alle incertezze della campagna elettorale.

In ogni caso in questa edizione c'erano pochissime opere attorno al milione di euro, mentre, in alcuni casi, con poche migliaia di euro era possibile acquistare pezzi interessanti.

“Anche se corro il rischio di ripetermi - ha dichiarato in esclusiva ad ArtEconomy24, Pierre Moos direttore generale della manifestazione - devo dire che pure quest'anno si è confermata la crescita costante dei Parcours con risultati decisamente migliori di quelli dell'anno precedente. Non so se questo dipende dalla rigorosa selezione che abbiamo fatto, ma in ogni caso voglio sottolineare che noi ci siamo impegnati a controllare non solo la qualità delle opere in vendita, ma anche che avessero un buon rapporto qualità / prezzo”.

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