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Otto milioni di euro a Documenta per arrivare a fine anno

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Otto milioni di euro a Documenta per arrivare a fine anno

Documenta a Kassel
Documenta a Kassel

Si è chiusa il 17 settembre la 14ª edizione di Documenta. Della spettacolare esposizione di arte contemporanea che si svolge ogni cinque anni nella città di Kassel, questa edizione, intitolata Learning From Athens, sarà ricordata per le numerose polemiche e critiche non solo sul fronte artistico curatoriale, ma anche economico.
Fondata nel 1955 dal pittore e professore d'arte Arnold Bode (1900-1977) per risollevare le sorti della città di Kassel nel dopoguerra, Documenta ha rappresentato da sempre un importate veicolo economico grazie all'indotto generato sul territorio.

Ma quest'anno la mostra, divisa tra due città - Kassel e Atene - in parte per attirare l'attenzione sui fallimenti del sistema capitalistico che ha portato al quasi-default della Grecia nel 2010, ha dovuto fare i conti con un impegno economico non indifferente, che ha portato a un disavanzo nelle finanze di Documenta GmbH, la società che gestisce la mostra, per cui la città di Kassel e lo Stato federato di Assia, in cui si trova Kassel, sono dovuti intervenire per assicurare la solvibilità fino alla fine dell'anno mettendo a disposizione un prestito a garanzia di 8 milioni di euro, di cui quattro dalla città e quattro dallo Stato federato (non 3,5 come era stato detto nei giorni scorsi).

Secondo quanto ha dichiarato il sindaco di Kassel Christian Geselle (SPD) in una conferenza stampa tenuta insieme al Ministro della cultura dello Stato federato di Assia Boris Rhein (CDU) giovedì 21 settembre, il budget totale per l'edizione 14ª di Documenta per gli anni dal 2014 al 2018 ammonta a 34 milioni di euro. Circa la metà è stata elargita attraverso fondi pubblici provenienti dalla città di Kassel, dallo Stato di Assia e dalla Fondazione culturale federale tedesca; l'altra metà è assicurata dall'autofinanziamento attraverso sponsor, tra cui la Sparkasse Finance Foundation e Volkswagen, oltre a altri sponsor privati e fondazioni, biglietteria, merchandising. Nel budget totale di 34 milioni sono inclusi due milioni di euro concessi per la mostra ad Atene per gli anni dal 2015 al 2017. Nel periodo dal 1° gennaio al 31 luglio (che considera quindi l'apertura della sede di Atene) il deficit di bilancio di Documenta è di 5,4 milioni di euro. Benché i ricavi nel periodo fino al 31 luglio avrebbero superato le aspettative, attestandosi a 29,6 milioni rispetto a 26,3 milioni, la spesa sarebbe stata più elevata. La differenza è pari a 5,4 milioni di euro. Questo deficit di bilancio deve essere distinto dal deficit di liquidità del business plan di Documenta, pari a 7 milioni di euro e calcolato fino alla fine dell'anno e per farvi fronte la città e lo Stato hanno messo a disposizione un prestito a garanzia per 8 milioni di euro, di cui uno è pensato come cuscinetto.

A contribuire al deficit ci sarebbe stato il costo per l'apertura della seconda sede ad Atene, ma ancora non è chiaro dove si sia speso male e di chi sia la responsabilità. I revisori di bilancio sono ancora al lavoro. Intanto il sindaco e il ministro della cultura hanno rassicurato che nel 2022 Documenta 15 ci sarà e si svolgerà a Kassel. Ci saranno, però, dei cambiamenti strutturali per assicurare il controllo dei costi durante tutto il processo della mostra per evitare sorprese alla fine, com'è accaduto in questo caso. Per il momento non è a rischio la testa dell'amministratore delegato della società Documenta Gmbh Annette Kulenkampff, la quale invece ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa Dpa che: “Documenta, rispetto ad altri eventi culturali come i festival teatrali, riceve un budget troppo limitato dalle istituzioni politiche”. La maggior parte del budget viene investito nella produzione delle opere. Documenta Gmbh, infatti, contribuisce in modo significativo al finanziamento delle opere per la mostra, che nella maggior parte dei casi sono nuove produzioni, ma che poi rimangono di proprietà dell'artista.

Dal canto suo, il direttore artistico Adam Szymczyk si è difeso in una dichiarazione firmata dal team curatoriale affermando di aver comunicato i suoi piani chiaramente e che la sfida era ciò che aveva entusiasmato le istituzioni, mentre ora è chiaro che il loro assenso non era incondizionato. Inoltre ha denunciato il fatto che i politici abbiano reso pubblica l'insolvenza di Documenta per presentarsi come i salvatori di una crisi che loro stessi hanno lasciato accadere. Nella stessa occasione sono stati dichiarati i numeri dei visitatori: 850.000 a Kassel e 330.000 ad Atene, in totale un record di quasi 1,2 milioni. Ma c'è da dire che questa edizione si è svolta su un lasso di tempo superiore al normale, 163 giorni invece di 100 giorni, appunto perché divisa in due città. Documenta 12, che si è svolta solo a Kassel, ha avuto 904.992 visitatori. Il budget dell'edizione curata da Carolyn Christov-Bakargiev, che si è svolta dal 9 giugno al 16 settembre 2012, è stato di 30,7 milioni di euro e sono stati esposti i lavori di 194 artisti.

Non è la prima Documenta a chiudere in rosso. Secondo quanto ha raccontato il collezionista di Kassel e mecenate di Documenta Hansjörg Melchior al quotidiano Hessenschau, su 14 edizioni di Documenta, 12 hanno superato il budget iniziale, le prime quattro così tanto che Arnold Bode era stato esautorato. Anche la Documenta di Harald Szeeman, la quinta, aveva lasciato un buco di 800mila marchi, per cui si era giunti alla costituzione di una società, appunto Documenta Gmbh, affinché ci fosse un amministratore delegato che controllasse l'operato del direttore artistico. Ma non è stato facile. Le uniche due che si sono concluse senza deficit sono state quelle del 2007 e del 2012.

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