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Francobolli, l’«Unificato» riscrive i valori del mercato

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Francobolli, l’«Unificato» riscrive i valori del mercato

Rivoluzione nel mondo dei cataloghi filatelici nazionali: l'edizione 2018 dell'«Unificato», edito da Cif (Commercianti Italiani Filatelici srl) appena pubblicato, è la prima a presentare con coraggio la realtà di un mercato che si è molto ridimensionato negli ultimi anni a causa della crisi finanziaria. I risultati delle aste nella scorsa stagione, come d'altronde ArtEconomy24 ha riportato in precedenti servizi, hanno evidenziato come i buoni francobolli, quando reperibili e di assoluta prima qualità, sono stati trattati con realizzi (commissioni comprese) che hanno raggiunto solo il 20-30% delle quotazioni dei cataloghi più cari e il 5-10% per gli esemplari di qualità inferiore, mentre i rari aerogrammi delle trasvolate italiane, settore sempre al vertice pure a livello internazionale, sono stati trattati anche al 40-50% del valore in catalogo. Ma non oltre. Sono dati ormai consolidati su cui un estensore di catalogo deve riflettere, se vuole essere realistico, deve ridimensionare la quotazione se il mercato soffre di eccedenze ed aumentarla se il mercato ne registra la rarefazione. Ovviamente il catalogo deve innanzitutto essere un riferimento per i commercianti al dettaglio che acquistano dai collezionisti e nelle aste stesse, ove – quando il materiale è reperibile – si possono ottenere prezzi più vantaggiosi rispetto al mercato al dettaglio sui cui pesano gli oneri finanziari.

Gronchi rosa vs Charlie Chaplin

La nuova edizione dell'«Unificato», come ha spiegato ad ArtEconomy24 Sebastiano Cilio, presidente dell'Associazione Nazionale Professionisti Filatelici: “vuole attirare l'appassionato con prezzi di mercato veri, che il collezionista si attende di pagare all'acquisto di un oggetto filatelico in condizioni perfette, con buona centratura e con uno giusto sconto applicato dal commerciante, in base alla rarità e alla richiesta (un giusto sconto dovrebbe aggirarsi intorno al 20-30% rispetto alla quotazione «Unificato»). Nel caso, invece, che sia il collezionista a vendere un oggetto al commerciante, si deve attendere uno sconto pari al 50-60% della quotazione «Unificato». Per esemplari di una certa rarità, perfetti con ma centratura eccezionale, è riportata anche la quotazione «Unificato» con una maggiorazione in percentuale (dal 20 all'80% in genere)”. A titolo di esempio, prendiamo due oggetti significativi della collezione della Repubblica italiana. Del “Gronchi rosa” del 1961, emesso e ritirato dalla vendita lo stesso giorno dopo che ci si era accorti di un grave errore politico nella cartina geografica del Perù, ne esistono allo stato di nuovo circa 65mila esemplari: è un francobollo popolare ma non raro e per anni la sua quotazione ha sfiorato i 2mila euro. Nella precedente edizione sull'«Unificato» era stato ridimensionato a 1.400 euro, mentre nella nuova edizione 2018 la sua quotazione è stata ulteriormente ridimensionata a 950 euro, prezzo al dettaglio in armonia con i realizzi all'asta, che si aggirano ormai da più di un anno intorno ai 500-550 euro, ai quali va aggiunto la commissione del 20-22%, quindi pagati intorno ai 650 euro. La differenza con la quotazione dell'«Unificato» è giustificata da un leggero sconto applicato dal commerciante alla propria clientela e al giusto margine di guadagno. In caso sia il commerciante ad acquistarlo dal collezionista, rispetto alla quotazione del catalogo, applicherà uno sconto intorno al 50% e lo pagherà quindi intorno ai 450 euro. Il secondo oggetto è un oggetto molto più raro, ma non così popolare: il foglietto pubblicitario tirato in soli 6mila esemplari numerati per il centenario della nascita di Charlie Chaplin e inserito solo nell'annata completa delle emissioni italiane del 1989 venduta all'estero, foglietto in continua ascesa: nella scorsa edizione era quotato 850 euro, ora è salito a 950 euro, ovvero alla stessa quotazione del “Gronchi rosa”! A dimostrazione che il catalogo non riporta solo ridimensionamenti, ma anche “reali” aumenti di prezzi, che dovrebbero avvicinare il collezionista a tutti i comparti della filatelia nazionale, antica e moderna, con maggiore fiducia.


Il fascino della filatelia antiquariale al giusto prezzo

Ai giusti prezzi di mercato tutta la filatelia antiquariale è degna di attenzione, ognuno si potrà avvicinare in base alla propria passione e posizione geografica, a cominciare dagli antichi Ducati italiani: nell'asta Ferrario del 19 luglio scorso il rarissimo “non emesso” da 20 baiocchi dello Stato Pontificio del 1858, in condizioni perfette (solo un altro esemplare singolo esistente in mani private, oltre a un foglio completo nei Musei Vaticani) da una base di 40mila euro + diritti d'asta ne ha realizzati 91.500. Annoverano grandi rarità le emissioni classiche del Regno unito, ovvero degli ultimi decenni del XIX secolo fino allo svolgersi della prima guerra mondiale che porterà all'annessione delle terre redenti: da Laser Invest di Porto Mantovano il 29 e 30 settembre saranno proposti sei esemplari delle rarissime “Buste Parlanti” del 1877, predisposte alla vendita seguendo un criterio pratico di origine pubblicitaria (la ditta distributrice di queste buste, Gasparri & C., era autorizzata a vendere queste buste affrancate ad un prezzo inferiore rispetto al costo del francobollo stesso grazie all'introito dovuto alla raccolta pubblicitaria delle ditte inserzioniste). Un esemplare di queste buste spedito da Napoli per città in data 20 settembre 1877 e affrancato col valore da 5 centesimi verde grigio, accompagnato da firme e certificati peritali, quotato 55mila euro sull'«Unificato», parte da una base di 15mila euro. Nella stessa asta uno dei 37 esemplari esistenti dell'alto valore da 10 Korone violetto, su grande frammento annullato “Trieste” dell'emissione austriaca del 1918 sovrastampato “Regno d'Italia – Venezia Giulia – 3 XI 18” dopo l'annessione dei territori redenti all'Italia («Unificato» 85mila euro annullato) parte da una base di 15mila euro. Di particolare fascino iconografico e storico le emissioni del Regno degli anni ’20 e ’30, alcune particolarmente lunghe, di epoca fascista comprese le affascinanti serie di posta aerea degli anni ’30 dedicate alle celebri trasvolate italiane e i rari aerogrammi trasporto a bordo delle stesse, senza dimenticare i francobolli emessi per i servizi nel periodo, alcuni molto rari: all'asta di Casati di Monza del 13-14 ottobre prossimi una rarissima serie di 8 valori del 1924, di eccezionale qualità e certificata da Sebastiano Cilio, per “l'Opera Nazionale Protezione Assistenza Invalidi Guerra” degli Enti Semistatali (francobolli creati per contabilizzare le spese postali degli Enti che godevano la franchigia e addebitarne l'importo al Ministero da cui dipendevano), quotata sull'Unificato 27mila euro, partono da una base di 7mila euro.

L’Italia delle Colonie

La filatelia antiquariale italiana comprende pure une delle collezioni più belle, storicamente affascinanti, con assolute rarità, spesso poco conosciute, rappresentata dalle nostre ex Colonie africane e dalle Occupazioni italiane all'estero. Molti di questi francobolli sono assai rari, soprattutto in perfetto stato di conservazione e ben centrati. Nella stessa asta di Cesati i quattro esemplari nuovi e perfetti per il Servizio di Stato “Coroncina” emessi nel 1934 in Cirenaica, Eritrea, Somalia e Tripolitania per il volo reale da Roma a Mogadiscio («Unificato» 20mila euro le serie di 4) partono da una base di 5mila euro. Segue un periodo assai complesso della storia d'Italia, il quinquennio della seconda guerra mondiale, a cui gli studiosi cominciano seriamente ad affacciarsi, essendo da sola una raccolta di grande fascino museale che potrebbe associarsi agli anni dell'immediato dopoguerra, detti della ricostruzione, l'alba cioè della filatelia contemporanea. A questo ultimo settore è dedicato il quarto volume del “Novellario – Encicatalogo della Posta in Italia” curato da Franco Filanci ed edito da Cif/Unificato, un'autentica storia enciclopedica della storia postale italiana.

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