ArtEconomy24

Firenze, la Biennale di antiquariato vende senza strafare

Mercato dell'arte

Firenze, la Biennale di antiquariato vende senza strafare

Allegoria dell'amore” di Bernardino Licinio (1490 – Venezia – 1550) da Robilant + Voena, prezzo richiesto 750.000 euro
Allegoria dell'amore” di Bernardino Licinio (1490 – Venezia – 1550) da Robilant + Voena, prezzo richiesto 750.000 euro

Come è andata la Biennale di Firenze? La manifestazione diretta da Fabrizio Moretti si conferma come unico appuntamento italiano per l'arte antica, in particolare quella italiana. Resta da capire se gli affari si sono conclusi prima della mostra, durante una delle cene per collezionisti organizzate dagli antiquari o semplicemente negli stand della fiera che ha riunito a Palazzo Corsini dal 23 settembre al 1° ottobre 80 antiquari internazionali. Di sicuro i visitatori sono stati tanti: 30mila concentrati sui due fine settimana. Il valore delle opere ha avuto una forbice compresa tra i 10mila euro dei “pocket globes” i mappamondi tascabili del Settecento in legno e carta veneziani esposti e venduti da Piva & C insieme a raffinate porcellane passate di mano per circa 20mila euro fino a pezzi più importanti come una meravigliosa e unica fontana rinascimentale in marmo bianco esposta da Massimo Bartolozzi in una cornice di piante di bosso quotata intorno ai 700mila euro o la scultura il San Giovanni Evangelista di Giovanni Angelo del Maino, (figura del compianto in legno di tiglio, h. 143 cm documentato tra il 1496 e il 1536) - presentato da Mehringer Benappi e premiato dal vetting come scultura più bella della Biennale.

Le vendite ci sono state e qualcuna anche importante come “Allegoria dell'amore” il dipinto di Bernardino Licinio (1490 – Venezia – 1550) venduto da Robilant + Voena. La richiesta era di 750mila euro, ma un po' di sconto non si nega a nessuno, soprattutto ai collezionisti italiani che hanno rappresentato la parte più consistente dei compratori di questa edizione. Voena ha venduto anche due dipinti che fanno parte di una serie di 12 dedicanti agli apostoli realizzata da Jusepe de Ribera detto Lo Spagnoletto.

Il grande assente è stato il reparto dell'ebanisteria: negli ultimi anni i mobili hanno faticato molto a trovare compratori. Una rara diplomatica veneziana in bois de rose ha destato interesse da Piva & C. A Palazzo Corsini gli stand sono piuttosto risicati quindi gli antiquari tendono a esporre oggetti in linea con le richieste del mercato: dipinti e sculture. “Le fiere sono davvero tante e oggi per vendere facciamo dei miracoli” osserva Marco Voena che è già a Londra per Frieze Master. Tra i galleristi soddisfatti menzioniamo Salamon & C che ha venduto due fondi oro di Mariotto di Nardo di Cione per circa pare 350mila euro alla Galleria dell'Accademia di Firenze che ha comprato anche da Giovanni Pratesi un busto in marmo di Giovan Battista Niccolini di Lorenzo Bartolin.

Tra i mercanti stranieri era presente anche Giovanni Sarti, italiano ormai naturalizzato in Francia. Sarti come qualche collega era reduce dalla Biennale di Parigi.

In entrambi i casi non è rimasto troppo soddisfatto. “Sono due mostre molto legate al territorio. Inoltre credo che siano troppe le fiere di antiquariato, alla fine vendere è molto difficile”. Conferma in linea con Voena. In ogni caso ha venduto una tavola fondo oro del Maestro di San Jacopo a Mucciana, “Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria con San Giuliano, Sant'Antonio abate, San Giovanni Battista e due Angeli” del 1400-1405 circa per cui chiedeva 160mila euro. Anche l'antiquario milanese Roberto Caiati conferma che di compratori disposti a spendere ne sono passati pochi, però è egualmente riuscito a vendere una coppia di sculture in alabastro realizzate su disegni di Rubens raffiguranti “Imperatori Giulio Cesare e Ottaviano Augusto” realizzati nelle Fiandre nella metà del XVII secolo. Il prezzo era di 80mila euro. Caiati è contento perché il compratore è un collezionista cecoslovacco arrivato appositamente per la Biennale. Pare abbia comprato solo nel suo stand.

Francesca Antonacci – Damiano Lapiccirella Fine Art oltre alla vendita de “La Primavera” di Cagnaccio di San Pietro, uno dei più importanti rappresentanti dell'iperrealismo italiano, ha in corso una seria trattativa per tre pannelli di Giulio Aristide Sartorio intitolati “Dal mito delle Forze brute domate alle conquiste ultime della scienza”, “Dalle grandi scoperte traverso le tristi età, al risorgere vivo della Stirpe” e “Avvenimento d'Arte e di Cultura”, realizzati per ornare la sala del Lazio in occasione dell'Esposizione Internazionale del Sempione di Milano nel 1906, che facevano parte di un lungo fregio di oltre 40 metri con il quale l'artista intendeva celebrare l'energia dell'Italia nella storia e le conquiste dell'uomo. La Biennale è stata positiva anche per Frascione Arte che ha venduto a un collezionista americano la tavola “Sacra Famiglia con santa Elisabetta e san Giovannino” del pittore fiorentino Domenico Cresti detto Il Passignano, opera della fine del Cinquecento. In fase avanzata anche le trattative per due dipinti tipici del barocco napoletano di Agostino Beltrano che raffigurano rispettivamente “Giuditta con la testa di Oloferne” e “David con la testa di Golia festeggiato dalle fanciulle ebree”.

Anna Cunningham, direttrice della Agnews di Londra, torna a casa soddisfatta, tra le vendite dichiara il “Ritratto di gentiluomo” del pittore cinquecentesco Antonio Campi e dell'olio su anello Sant'Antonio e il centauro di Benedetto di Montagna (Vicenza 1481 – 1550). Romano Fine Art ha venduto a collezionisti francesi, che hanno acquistato un disegno di Baldassarre Franceschini detto il Volterrano “Studio per Perseo con la testa di Medusa” del 1656 – 1658 circa, preparatorio per l'omonimo dipinto dell'artista conservato alla Neue Scloss, Staatsgalerie – Schleissheim di Monaco di Baviera. Giuliano Matteucci, de la Società di Belle Arti, ha confermato di aver collocato tutte le opere più importanti presentate, tra cui dipinti di Giovanni Fattori e Francesco Hayez, e di essere in trattativa per una delle opere più suggestive di Guglielmo Ciardi, grande tela della metà degli anni Ottanta intitolata “Calma in laguna” che mancava dal mercato da oltre trent'anni.

© Riproduzione riservata