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«L'arte africana trova collezionisti nella sua terra». Parola di Tokini Peterside, fondatrice di Art X Lagos

Tokini Peterside, fondatrice e direttrice di  Art X Lagos
Tokini Peterside, fondatrice e direttrice di Art X Lagos

In attesa di visitare 1:54 Contemporary African Art Fair che si inaugurerà domani 5 ottobre a Londra, ArtEconomy24 ha intervistato Tokini Peterside, fondatrice e direttrice di Art X Lagos, la prima fiera internazionale dell'Africa occidentale, con sede nella omonima metropoli nigeriana. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, si svolgerà dal 3 al 5 novembre a Lagos e vedrà protagonisti gallerie ed artisti provenienti da tutto il continente africano.

Cosa ti ha spinto a fondare Art X Lagos?

Ho creato questa fiera per offrire agli artisti africani una manifestazione internazionale che portasse collezionisti ed appassionati d'arte da tutto il mondo nella loro realtà locale. Per me è essenziale che gli artisti del continente possano affermarsi a livello globale senza essere obbligati ad abbandonare la loro terra per recarsi in Europa o negli Stati Uniti.

Perché hai scelto la città di Lagos?

Lagos è una metropoli che ospita all'incirca 20 milioni di abitanti ed è considerata la capitale commerciale ed economica nella Nigeria. E' una città ricca e dinamica, che ha offerto i natali a numerosi artisti, musicisti e scrittori. Ha indubbiamente il potenziale per diventare una prestigiosa meta culturale nel continente africano.

Come è stata accolta la prima edizione della fiera dal pubblico e dai galleristi?
E' stata un grande successo sia a livello di pubblico, con più di 5.000 visitatori in tre giorni, sia a livello di vendite di opere tra i 2.000 e i 30.000 dollari, con risultati eccezionali per le gallerie specializzate in scultura africana. Fin dalla prima edizione ho tentato di creare una fiera accessibile a tutti: oltre che a coinvolgere benestanti collezionisti, mi sono rivolta a persone normali per educarle ad apprezzare l'arte contemporanea. A questo fine, ho condotto una vasta campagna di marketing, basata principalmente sui social media e su video interviste ad artisti sul nostro sito.

Quali sono gli artisti rappresentati nella prima edizione della fiera?

Tra gli stand di Art X Lagos 2016 sono stati esposti i lavori di 65 artisti, in gran parte molto giovani, provenienti da dieci paesi africani. Il mio team ha dedicato interviste speciali al pittore ghanese Jeremiah Quarshie, rappresentato dalla Gallery 1957, i cui ritratti hanno quotazioni che oscillano tra i 10.000 e i 13.000 euro, e all'artista nigeriana Taiye Idahor, le cui opere - valutate tra i 1.700 e 4.000 euro - sono state esposte dalla galleria SMO Contemporary Art nel 2016. Nel video Jeremiah ha sottolineato quanto sia importante apprezzare l'arte africana nel suo continente d'origine piuttosto che in Europa o negli Stati Uniti. L'artista ghanese sta preparando per la prossima edizione di Art X Lagos una nuova serie che esplora il concetto di potere di una comunità in opposizione a quello individuale. Anche Taiye Idahor è sensibile a questa tematica del potere, che ha però indagato all'interno dell'universo femminile, esplorando il ruolo che oggi la donna ricopre in Africa nel mondo del lavoro e della famiglia.

Come avete finanziato la fiera?

Quella dei fondi è stata una delle sfide più ardue: le istituzioni pubbliche locali non sono ancora in grado di fornire contributi governativi e le gallerie africane non sono nella posizione di pagare ingenti somme per gli stand. Per questa ragione i progetti artistici in Nigeria si sviluppano quasi esclusivamente come iniziative private, anche se mi auguro che questo in futuro possa cambiare. Art X Lagos è riuscita a coinvolgere una serie di aziende private come sponsor, in primis Access Bank che ci ha finanziati fin dalla prima edizione della fiera. Senza questi fondi, sarebbe stato davvero complesso realizzare il nostro progetto.

Come si sta sviluppato il collezionismo nigeriano?

In Nigeria sta crescendo il numero di collezionisti che riconoscono l'arte come un investimento di valore, mentre fino a qualche anno fa le venivano attribuiti prevalentemente fini decorativi. Questo cambiamento è frutto del lavoro della casa d'asta Arthouse Contemporary Lagos che ha introdotto la trasparenza dei prezzi sul mercato e di conseguenza la possibilità di valutare un'opera in modo oggettivo. Ne sono ben consapevoli i collezionisti nigeriani, tra i quali spiccano il principe Yemisi Shyllon, con una collezione che conta più di 6.000 opere; l'avvocato Gbenga Oyebode, grande mecenate delle arti, e Femi Lijadu che fa parte del nostro consiglio d'amministrazione.

Come viene percepita l'arte africana in questo momento?

L'interesse per l'arte africana è indubbiamente in crescita. Lo vediamo in primo luogo con la fiera 1:54 a Londra, diventata appuntamento fisso anche a New York dal 2015, che ha cominciato il suo percorso cinque anni fa e che ha svolto un ruolo fondamentale nel rendere i collezionisti di tutto il mondo consapevoli della varietà artistica che si riscontra nel continente africano. Già da diversi anni la casa d'asta Bonhams dedica aste internazionali all'arte contemporanea africana ed ora anche Sotheby's ha fondato un dipartimento ad hoc. Per tutte queste ragioni, l'arte del continente sta gradualmente diventando una sezione fondamentale del mercato d'arte internazionale. Chi lavora nel settore comincia inoltre ad interrogarsi sul valore stesso dell'etichetta “arte africana”, in quanto percepita come semplificativa e limitativa rispetto all'enorme varietà di prospettive artistiche che si ravvisano nel continente.

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