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Londra, avvio debole per l'arte italiana del dopoguerra da Sotheby's

MERCATO DELL’ARTE

Londra, avvio debole per l'arte italiana del dopoguerra da Sotheby's

Lot 28 - Michelangelo Pistoletto, Motociclisti, 1967, stima £ 1.200.000-1.600.000, aggiudicato £ 1.508.750
Lot 28 - Michelangelo Pistoletto, Motociclisti, 1967, stima £ 1.200.000-1.600.000, aggiudicato £ 1.508.750

La prima delle due aste serali, quella di Sotheby's, che per tradizione Londra dedica all'arte italiana del dopoguerra ha trovato un'accoglienza piuttosto fredda: circa un terzo dei 45 lotti è rimasto invenduto, pari ad un quarto per valore, per un realizzo di 18,4 milioni di sterline, sotto la stima bassa pre-asta di 19,5 milioni di £, anche dopo l'aggiunta delle commissioni.

Il catalogo presentava per la prima volta un mix con lavori di artisti non italiani ma in qualche modo collegati ai loro omologhi del Belpaese: dei dieci lavori proposti, tre sono rimasti invenduti e altrettanti non hanno raggiunto le stime basse prima dell'aggiunta delle commissioni, e solo due hanno superato le stime alte (Mack e Uecher, esponenti del Gruppo Zero).

Focus sull'arte Italiana
Dei rimanenti 35 lotti d'arte italiana ben 12 non hanno trovato acquirenti, fra cui metà degli otto lavori di Fontana proposti.
Due ‘Concetto Spaziale' di Fontana si sono piazzati fra i sei lavori che hanno superato la barriera del milione: una tela rossa con tre tagli della serie delle ‘Attese', aggiudicata dopo un solo rilancio contro la riserva appena oltre la stima bassa di 1,5 milioni, una volta aggiunte le commissioni, ed una composizione con tagli e buchi su campo bianco del 1960 aggiudicata alla galleria Nahmad per 1,350 milioni di £.

Sono rimasti, invece, invenduti due lavori scultorei del periodo classico figurativo e del periodo spazialista, cosi come una tela con tagli multipli ma su fondo verde.
A guidare i realizzi quindi è stato un lavoro di Alighiero Boetti, un grande arazzo formato da lettere del 1982 titolato ‘Addizione', che ha sfiorato 2,3 milioni con le commissioni, vicino alla stima alta di 2,5 milioni di £, rendendo cosi superflua una delle tre garanzie di parte terza presenti in catalogo, mentre il secondo prezzo nell'asta per lo stesso artista lo ha registrato una ‘Mappa' del 1983, quasi certamente finita a chi la garantiva per 850mila £ dopo l'aggiunta delle commissioni. Solo uno dei cinque lavori di Boetti in catalogo non ha trovato riscontri, un lavoro su carta, mentre nell'ambito dell'arte spazialista una ‘Superficie Rigata‘ composta da Castellani nel 1961 ha attirato l'attenzione del gallerista Ben Brown e ha superato agilmente la stima alta fermandosi a 1,1 milioni di £.

Solo uno dei tre lavori in catalogo di Pistoletto è passato di mano: la galleria Tega di Milano ha portato a casa un grande specchio del 1967 ‘Motociclisti' per 1,5 milioni di £, entro la stima.
Buoni risultati anche per due maestri figurativi: una classica natura morta di Morandi del 1952 passato di mano a 1,450 milioni, oltre le stime, mentre una grande tela a toni rossi di Marino Marini, ‘L'orchestra' della fine degli anni'50, si è fermato a 765mila £, entro le stime.
Fra i lavori di artisti solitamente meno presenti in aste serali sono emersi discreti risultati per Carol Rama, i cui prezzi sono in ascesa soprattutto per il lavori degli anni '70 con tubi di gomma di bicicletta, ma anche per Ettore Spalletti e Gino De Dominicis; quest'ultimo gode di una retrospettiva presso la galleria Luxembourg & Dyan a Londra. Diverse gallerie hanno presentato offerte, fra cui è spiccato l'attivismo di Cardi che ha aggiudicato un lavoro di Agnetti alla stima bassa e una scultura di Paolini sotto le stime.

Alcune considerazioni
La scelta della casa d'aste di allargare il catalogo con opere non italiane non sembra per il momento riuscita: forse il mercato per l'arte italiana è giunto ad una maturità tale da poter essere riassorbito in quello dell'arte internazionale in generale, ma i compratori sembrano apprezzarne ancora la specificità.
Forse la difficoltà a reperire lavori di qualità può spingere in quella direzione, ma si corre cosi il forte rischio di incorrere in realizzi inferiori alle aspettative e molti invenduti.
Le attese sono ora tutte rivolte verso il catalogo proposto da Christie's per la sera del 6 ottobre, con un numero simile di lotti italiani ma valori decisamente più elevati: solo allora si saprà se si tratta di un rallentamento generalizzato o specificamente legato al catalogo proposto.

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