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Frieze Masters: vendite e qualità

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Frieze Masters: vendite e qualità

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Frieze Masters, giunta alla sesta edizione, ha aperto le porte in preview su invito il 4 ottobre mattina alle 11, ed è visitabile dal pubblico dal 5 al 8 ottobre. Ormai sempre più affollata e apprezzata, al punto da rappresentare spesso e sempre di più la prima scelta durante la preview in contemporanea con Frieze London e Frieze Sculpture, Masters offre quest'anno un parterre di 130 gallerie internazionali, suddivise tra main section, spotlight - dedicata a presentazioni particolari di artisti del XX secolo e a cura di Toby Krams del Blaffer Art Museum - e collection che mette in mostra opere d'arte e oggetti a cura di Sir Norman Rosenthal. Scopo della fiera è catalizzare tutta l'arte non contemporanea, quindi dalle sculture tribali a quelle medievali, dai dipinti di era bizantina alle neo-avaguardie degli anni ‘60, fino alla fotografia modernista. I risultati non si sono fatti attendere: nelle prime ore di preview, Donald Ellis Gallery / di New York, ad esempio, ha venduto una scultura di donna in avorio datata tra 500 A.C. e 200 D.C. per 1,2 milioni di dollari, mentre sul contemporaneo Almine Rech Gallery ha passato di mano due opere pittoriche pop di Tom Wesselmann per 350-700mila dollari.

Tra i numerosi stand monografici, di grande impatto visivo e successo commerciale era la riproduzione dello studio dell'inglese Peter Blake da Waddington Custot di Londra, con oltre 40 opere – alcune private, altre in vendita a 8-350mila sterline – immerse in un ambiente strabordante di oggetti, memorabilia, americana, micro-collezioni di ogni tipo, e un trenino giocattolo in continuo movimento. L'artista, celebre per la copertina del disco dei Beatles Sgt Pepper, di cui l'originale era esposto in un angolo a indurre una speciale attenzione da parte dell'osservatore, ha rivelato le sue ossessioni come la boxing e il glamour hollywoodiano, creando un parallelo tra la fiera commerciale e il mondo circense.

Due stand personali, dedicati rispettivamente a Lynda Benglis ed Eleanor Antin, continuavano idealmente la nuova piattaforma di Frieze London dal titolo Sex Work, curata da Alison M. Gingeras e focalizzata sul lavoro radicale di artiste donne negli anni '70 e '80. Le sculture e i ritratti performativi di Benglis, disseminati in uno stand condiviso dalle gallerie Cheim & Read di New York e Thomas Dane Gallery di Londra – e a gennaio anche a Napoli, coniugavano una critica al sessismo con forme sperimentali in acciaio, glitter, poliuretano espanso e alluminio. Le due performance di Antin presentate da Richard Saltoun di Londra a prezzi tra 20-25mila dollari per ciascuna stampa, offrivano invece una riflessione sulla donna nella società e nella storia dell'arte, con fotografie relative a un viaggio nel paesaggio politico e naturale americano con 100 stivali da lavoro, e i ritratti dedicati ai travestimenti storici dell'artista. Galleria Zero di Milano, che torna nella capitale inglese preferendo Masters a Frieze London, ha presentato per la prima volta al pubblico le foto-graffie di Vincenzo Agnetti, che l'artista – noto esponente dell'arte concettuale italiana degli anni '60 – espose al Pac di Milano nel 1980. Le opere, vendute a prezzi da 24mila euro in su, sono pannelli di legno e carta fotografica incisa a mano e trattata con acrilico, e come notato dalla figlia Germana, si offrono come “grandi finestre che guardano il nero siderale del mondo interiore, graffiato in modo da lasciar emergere un paesaggio virtuale e poetico”.

Pace Gallery, invece, ha introdotto il pubblico europeo all'universo pop e ironico di Saul Steinberg, il celebre disegnatore americano di origini rumene che ha vissuto anche in Italia e ispirato artisti e scrittori, da Saul Bellow a Italo Calvino e Roland Barthes. La sua collaborazione per la rivista New Yorker, durata oltre sessant'anni, ha fruttato 85 copertine e più di 600 illustrazioni capaci di restituire uno spaccato della società americana in trasformazione. In stand opere su carta, mixed media e sculture vendute a prezzi tra 3.500 e 60mila dollari, ed eccezionalmente il tavolo di lavoro dell'artista, anch'esso in vendita per circa un milione di dollari. Da Daniel Blau di Monaco di Baviera, opere di numerosi artisti erano giustapposte alle fotografie di test nucleari americani del 1951-58, scattate per documentare le evoluzioni della ricerca dello stato americano in campo militare. Le fotografie, stampe cromogeniche c-print, kodachrome e dye transfer - il procedimento a colori per trasferimento di coloranti, erano in vendita a 4-27mila euro e si mimetizzano perfettamente tra le altre opere a indurre una riflessione sul rapporto tra arte e propaganda. Numerose, infine, le intersezioni tra fiera e programmazioni museali, con lo stand di Michael Rosenfeld di New York che continuava idealmente la mostra “Soul of a nation”, in scena alla Tate Modern fino al 22 ottobre e dedicata agli artisti afroamericani militanti tra gli anni 1960-70 nell'ambito del movimento per i diritti civili.

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