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Londra, l’arte contemporanea è salda da Sotheby’s e…

Mercato dell'arte

Londra, l’arte contemporanea è salda da Sotheby’s e Phillips

L'asta serale d'arte contemporanea promossa da Sotheby's la sera del 5 ottobre, a cui è seguita il mattino seguente un più ampio catalogo, ha portato un venduto di 50,3 milioni di £, entro la stima (46,7-64,7 milioni di £) grazie all'aggiunta delle commissioni, con percentuali di venduto dell'88% per numero e dell'85% per valore, grazie a solo cinque invenduti (fra cui però un Basquiat milionario garantito dalla casa d'aste) sui 43 proposti dopo quattro lotti ritirati.
Si tratta di un valore piuttosto elevato e comparabile con la stagione precedente; tuttavia il clima in sala non era particolarmente acceso, forse anche per i risultati meno che entusiasmanti della precedente asta d'arte italiana che, per la verità, comprendeva ben 10 lotti di artisti internazionali che avrebbero forse meglio figurato nel catalogo generale.

Luci e ombre

A guidare l'asta sono stati i lavori di maestri già affermati del calibro di Cy Twombly, con una grande tela del 1962 aggiudicata a 6,4 milioni di £ entro la stima, inseguita anche dalla galleria Nahmad, Philip Guston con “Odessa' del 1977 a 3,8 milioni di £ e Josef Albers con una classica ‘Square' del 1957, lungamente contesa fino al nuovo prezzo record di 2,3 milioni di £.
Buoni risultati anche per i ‘Mobile' di Calder con un lavoro del 1960 aggiudicato a 2,8 milioni di £ oltre le stime ed un secondo del 1961 a 1,7 milioni di £.

Fra gli artisti viventi è spiccata, invece, una grande composizione del 1998 in 15 parti di David Hockney, raffigurante il Grand Canyon, contesa fino a 6 milioni di £, oltre la stima.
La day sale di Sotheby's vende il Basquiat invenduto la sera precedente
La principale ‘vittima' della sera precedente, ‘Bronze' di Basquiat, stimato 5-7 milioni di £, è stata immediatamente riproposta da Sotheby's che la possedeva in virtù della garanzia accordata nell'asta giornaliera come primo lotto, trovando un compratore per 5,1 milioni una volta aggiunte le commissioni.
L'asta giornaliera del 6 ottobre ha portato 16,4 milioni di cui appunto quasi un terzo dovuti al lavoro riproposto dalla sera precedente.

L'asta pomeridiana di Phillips
Il pomeriggio del 6 ottobre Phillips ha proposto un catalogo di 36 lotti con risultati discreti, sostenuti in particolare da un ampio uso delle garanzia di parte terza.

Ben 32 lotti sono andati venduti durante l'asta, pari all'89% per numero e al 94% per valore, per un ricavo di 23,4 milioni di £ una volta aggiunte le commissioni, sfiorando quindi la stima alta di 24,3 milioni.
Il risultato positivo è dipeso fortemente dalle ben sei garanzie di parte terza fra i primi dieci lotti per realizzo.
A guidare l'asta un lavoro di Polke ‘Tanzrin' conteso fino a 3,4 milioni, garantito direttamente dalla casa d'aste; altri due artisti non viventi si sono piazzati fra i sei lotti che hanno superato il milione di £: Warhol con una composizione di coltelli per 2,6 milioni, entro le stime, e Basquiat con un lavoro che ha raddoppiato le stime a 1,6 milioni di £.

Hanno battuto le stime anche i due pittori preferiti dal mercato al momento: il romeno Adrian Ghenie con “The Collector 4” ha superato 2 milioni rendendo inutile la garanzia di parte terza da una stima di 1-1,5 milioni di £, e Hurvin Anderson con una tela “Peter's Series: Black” ha ottenuto 1,8 milioni, il doppio della stima alta.
Sono finite verosimilmente, invece, al garante ben quattro lavori fra i primi dieci realizzi, tutti sotto o alla stima bassa: una grande foto di LA di Andreas Gursky per 1,7 milioni con le commissioni, una ‘Map of China' in legno recuperato di Ai WeiWei, e due lavori di Damien Hirst, entrambi a 730mila £.
Presenti anche tre lotti di arte italiana, tutti in ambito spazialista: Scheggi ha ottenuto il miglior realizzo a 525mila £, oltre la stima alta, mentre Castellani si è fermato 200mila con una superficie bianca e Bonalumi a 225mila £ con “Binaco e Nero”.

Diversi i lotti che tornavano sul mercato con intervalli molto brevi: il lavoro di Ai WeiWei era andato venduto appena un anno fa.
L'asta giornaliera di Phillips ha realizzato altri 4,9 milioni di £ con 127 lotti venduti su 179 (71% per numero, 77% per valore), con un lavoro di Marisa Merz del 1986 passato di mano a tre volte la stima alta a 162.500 £.

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