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Aste italiane, gioielli vintage e coralli a gran richiesta dai collezionisti stranieri

Dorotheum un diamante Francy Intense Yellow di 4,66 carati montato con diversi diamanti di circa 4 carati totali su una clip e valutato 50-80mila euro
Dorotheum un diamante Francy Intense Yellow di 4,66 carati montato con diversi diamanti di circa 4 carati totali su una clip e valutato 50-80mila euro

Prime vendite nazionali di gioielli e orologi della nuova stagione: si conferma alta la partecipazioni di acquirenti stranieri e scarsa quella italiana. Cresce l'attenzione per i gioielli vintage e per i coralli. Creazioni vintage della celebre maison Buccellati attireranno l'attenzione del mercato a Vienna nella prossima importante asta Dorotheum del 19 ottobre.

I gioielli più costosi fuggono all'estero. Presso International Art Sale di Milano si è tenuta l'asta di gioielli e orologi il 27 settembre con un fatturato di 784mila euro e una percentuale di lotti venduti del 52%. Come ha illustrato ad ArtEconomy24 Gianfranco Saccucci, responsabile della Casa: “molto pochi sono stati i compratori italiani, mentre sono sempre presenti i buyer stranieri che acquistano i lotti più costosi. Il deprezzamento del dollaro americano ha condizionato qualche rilancio. Il top lot dell'asta è stato un bracciale in platino, rubini e diamanti di Nannini, anni '30, con rubini Myanmar e diamanti che con una riserva di 27mila euro è stato aggiudicato a 76mila. Tra gli orologi, un Vacheron & Costantin Geneve, cronometro in oro anni '50, contatore a 30', cassa massiccia, quadrante argentato con lancette dauphine in oro, valutato 2-3mila euro e aggiudicato a 24mila euro”. Il 3 ottobre sono seguite a Milano le due vendite di gioielli e orologi di Aste Bolaffi che si è svolta al Grand Hotel et de Milan in un'affollata sala Puccini. La vendita di gioielli ha avuto un realizzo complessivo di 1,1 milioni di euro. Top lot, un diamante taglio smeraldo di 5,29 carati, purezza VVS2, aggiudicato a 161.500 euro contro una base di 130mila. Le altre due migliori aggiudicazioni sono state quelle di una coppia di anelli con diamanti taglio cuscino rispettivamente di 5,84 e 5,93 carati aggiudicati a 60mila euro al telefono a un cliente francese (contro una base di 30mila), e quella di un anello con diamante di 8,20 carati che, partito da 30mila euro, ne ha raggiunti 52.500. Grande battaglia tra clienti in sala e al telefono per il pregiato paio di orecchini di Bulgari in diamanti taglio baguette di circa 20 carati complessivi aggiudicati a 37.500 euro (base 15mila) e per l'anello in zaffiro Kashmir senza segni di riscaldamento, con montatura in platino e diamanti degli anni Venti ceduto a 30mila euro, il doppio della base. Successo per la selezione dei gioielli firmati, come l'affascinante spilla di Schlumberger per Tiffany in forma di fiore con zaffiri e diamanti, ceduta a 35mila euro da una base di 7mila, e i lotti di Van Cleef & Arpels come gli orecchini in corallo e diamanti, aggiudicati a 13mila euro contro una base di 4mila. Interessanti, inoltre, i realizzi messi a segno dai gioielli in corallo, in particolare dell'importante collana formata da 37 sfere di corallo Momo giapponese (lotto 186) battuta a 22.500 euro contro una base di 6mila. L'asta di orologi ha fatturato 217mila euro con il 73% di lotti venduti. Le migliori aggiudicazioni sono state quelle del Rolex Oyster Cosmograph Daytona del 1973 aggiudicato al telefono a 42.500 euro (stima 32mila) e dell'orologio da tasca a remontoir svizzero d'inizio ‘900 con grande complicazione, ripetizione a minuti e automi, movimento Le Coultre, con quadrante smaltato ceduto a 13.750 euro, quasi tre volte la base d'asta.
Da Dorotheum va in asta la leggenda Buccellati. L'azienda Buccellati, fondata nel 1919, crea gioielli, orologi e accessori di lusso in uno stile inconfondibile i cui canoni sono discrezione, classe e armonia. L'azienda, oggi Buccellati Holding Italia, formata dalla fusione delle aziende con i già esistenti marchi Mario Buccellati e Gianmaria Buccellati, i due celebri orafi, rispettivamente padre e figlio, nell'agosto 2017 è diventata di proprietà del gruppo cinese Gangsu Gangtai Holding. Lo stile Buccellati ha riscosso da sempre un successo internazionale e presso l'aristocrazia dell'epoca, tra cui le famiglie reali di Italia, Belgio, Spagna ed Egitto e perfino in Vaticano. I gioielli e argenti Buccellati vengono tuttora prodotti in piccoli laboratori da artigiani altamente qualificati, considerati i migliori in Italia, ai quali viene trasmesso lo stile e le tecniche della maison. Molti di essi sono i figli e i nipoti di quegli artigiani che lavorarono per Mario, il fondatore, questo ha fatto sì che si siano create una continuità ed una identità di famiglia tale per cui gli stessi continuano la collaborazione per anni e perfino per generazioni. Ora la casa d'aste Dorotheum di Vienna, polo d'attenzione anche da parte della clientela italiana, organizzerà un'importante vendita di gioielli il 19 ottobre in occasione della quale saranno dispersi numerose creazioni Buccellati, compresi gioielli provenienti da famiglie aristocratiche europee, come ad esempio un bracciale in diamanti per un totale di 17 carati, produzione anni 1920-30, stimato 14-20mila euro, una parure di orecchini pendenti, anello, brillanti a taglio vecchio di 13 carati e diamanti, produzione 1920-30, stimata 90-150mila euro, una coppia di orecchini pendenti in brillanti di circa 6 carati e 3,30 carati di smeraldi, stimati di 16-20mila euro, mentre un raffinato anello in brillanti per un totale di 2,30 carati ha stima 7-10mila euro. Un altro punto focale dell'asta sono i diamanti di alta caratura e qualità, come un anello con un diamante a taglio smeraldo di 6,21 carati valutato 130-190mila euro, un diamante Francy Intense Yellow di 4,66 carati montato con diversi diamanti di circa 4 carati totali su una clip e valutato 50-80mila euro ed un eccezionale paio di orecchini pendenti a clip con 16 carati totali a tagli di differenti stimato 130-200mila euro.

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