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Aste italiane. Pandolfini: la notifica non è più un tabù

Mercato dell'arte

Aste italiane. Pandolfini: la notifica non è più un tabù

Tra le prime aste di antiquariato della nuova stagione in Italia emergono due aste di Pandolfini con pochi lotti ma di grande prestigio proposte in contemporanea con la Biennale dell'antiquariato di Firenze. In particolare ha goduto una buona risposta di mercato quella dedicata alle opere notificate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Firenze grazie al loro eccezionale interesse storico-artistico (la prima vendita di opere pittoriche notificate) che dimostra la riuscita di un nuovo trend, come opere vincolate dalMiBact, perciò non esportabili, ma fruibili e commerciabili in Italia e proposte quindi a prezzi ben più contenuti di opere di ugual prestigio circolanti nel mercato internazionale, siano sempre più appetibili da un collezionismo preparato residente nel nostro paese.

Un Rolex vale più di un Luca Giordano. La prima delle due aste Pandolfini organizzate a Firenze il 28 settembre era dedicata ai “capolavori da collezioni italiane”: 13 lotti proposti, ma solo cinque aggiudicati, totalizzando 891.750 euro. Il top lot è l'unica opera non di antiquariato, ovvero un orologio da polso Rolex, considerato oggi uno status symbol, uno dei più ricercati cronografi, un esemplare Cosmograph Daytona con quadrante “Paul Newman Panda” del 1970, che da una stima di 100-150mila euro ne ha realizzati 381.200. L'esemplare ha superato di poco un capolavoro di Luca Giordano, un olio su tela del 1660, “Apollo e Marsia”, realizzato in epoca giovanile che è tornato sul mercato dopo 40 anni dalla sua comparsa in asta a Londra da Christie's nel 1988 quando era stato aggiudicato per 60.500 sterline. Ora Pandolfini ha battuto la stessa opera per 356.800 euro. Alla stima minima di 100mila euro è stato aggiudicato un capolavoro di Giovanni della Robbia del 1520 circa, un medaglione in terracotta invetriata policroma, diametro esterno 85 cm, con stemma e impresa della famiglia Bartolini Salimbeni entro cornice con ghirlanda di frutti, verzura e fiori con piccoli animali: la sua pregevole fattura esalta l'importanza dei Bertolini nella committenza artistica del Rinascimento fiorentino. La seconda asta, dedicata alle opere notificate dal MiBact, proponeva 14 lotti (solo sette aggiudicati) con un fatturato di 923.450 euro. Un dipinto del XIX secolo è risultato il top lot di questa vendita: “El difeto xe nel manejo” del veneziano Giacomo Favretto, ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano nel 1881, in più riprese pubblicato sulla stampa: è l'opera più iconica dell'autore assieme a “Il Sorcio”, autore che offre una nota comica e briosa su quasi tutte le sue tele. Qui due giovanotte robuste hanno portato un ombrello da aggiustare ad un vecchio ombrellaio ambulante e lo guardano con un tono un po' beffardo, il vecchio apre l'ombrello e voltandosi verso di loro pronuncia la frase che fa titolo all'opera, venduta per 283.600 euro (stima a richiesta). Altro capolavoro pittorico venduto in asta è rappresentato da un Polittico di Taddeo di Bartolo costituito da otto tavole databili al 1416 e raffiguranti Santi smembrato nel XIX secolo, assieme ad altri pannelli ora conservati in musei americani, da un'unica composizione conservata nella Chiesa di San Domenico a Gubbio: il polittico, stimato 150-200mila euro e aggiudicato per 186mila, è entrato nella collezione della FondazioneCassa di Risparmio di Perugia. Senza dimenticare la splendida tempera su tavola realizzata da Piero di Cosimo nel 1500-1505 e appartenuto alla collezione privata di Maria Callas, “Tritoni e Nereidi, con Satiri e Ittiocentauro”, aggiudicata per 149.400 euro (contro una stima di 130-160mila): la tavola assieme al suo pendant oggi a Washington costituiva il complesso decorativo eseguito dall'artista nella dimora dei Vespucci, una delle più importanti famiglie nobiliari fiorentine.

Forbice più ampia tra opere importanti e antiquariato medio. Continua il successo delle collezioni formate dal gusto e dalla passione di un solo collezionista. È il caso della prima asta autunnale di Wannenes di Genova, organizzata il 18 e 19 settembre, dal titolo “Collezioni di Ezio Governale e altre importanti proprietà” che ha totalizzato 1.392.736 euro con una percentuale di venduto per lotto del 72,6% e per valore del 139,1%. “Questi risultati sono il segno evidente di un risveglio importante dell'arredo e dell'oggetto d'arte, ottenuti in una asta classica, che ha attratto collezionisti di varie tipologie - commenta Guido Wannenes, a.d. della casa d'aste, – un segmento collezionistico che offre spazi enormi di incremento del mercato e registra una forte crescita in particolare nel mercato italiano rispetto a quello internazionale”. Protagoniste della vendita, distribuita in tre sessioni, sono state due console in legno intagliato, scolpito e dorato a mecca del XVIII secolo con piano impiallacciato in diaspro di Sicilia, riccamente lavorate nell'intaglio e nell'uso di mascheroni e figure, e che insieme hanno totalizzato 105.400 euro. Una coppia di cassettoni siciliani impiallacciati in ebano viola del XVIII secolo con piano in marmo verde, sono stati esitati a 43.400 euro, mentre una fastosa console romana del XVII-XVIII secolo intagliata, scolpita e dorata con piano impiallacciato in fior di pesco, è stata aggiudicata a 34.720 euro. Delle altre proprietà che arricchivano il catalogo si segnala una grande bottiglia della fine del XIX secolo a decoro naturalistico della manifattura ungherese Zsolnay battuta a 11.368 euro. Le miniature, argenti e objects de vertu provenienti dalla collezioni del conte Henri de Chambord (1820-1883) re di Francia per pochi giorni nel 1830 con il nome di Enrico V, hanno ottenuto una percentuale del 79,1% di venduto per lotto e del 401,8% per valore: il cofanetto reliquario neogotico in argento dorato e smalti realizzato a Parigi nel 1852 dall'orafo Poussielge-Rusant è stato battuto dopo una serrata lotta di rilanci a 18.600 euro. Dal 19 al 22 settembre è stata la volta di Babuino Casa d'aste di Roma che ha realizzato una vendita di arredi antichi con un fatturato di 326.813 euro e il 70% di lotti venduti: un'importante coppia di consoles romane in legno dorato, risalenti allo Stato Pontificio del secolo XVIII, da una stima di 7-9mila euro ne ha realizzate 15.650. Il 25 e 26 settembre Boetto di Genova ha effettuato una vendita di antiquariato e pittura del XIX secolo che ha fatturato circa 1 milione di euro e il 58% di lotti venduti. Come ha dichiarato Paolo Capozzi della casa d'aste genovese: “anche in questa seduta abbiamo potuto notare come si stia sempre di più allargando la forbice tra gli oggetti importanti e l'antiquariato medio. Quasi tutti gli oggetti, soprattutto dipinti, di un certo valore artistico sono stati venduti, mentre come sempre più spesso sta accadendo l'antiquariato medio, malgrado i prezzi in questo momento assolutamente vantaggiosi, trova difficoltà nel trovare acquirenti”. Un arazzo di Bruxelles del secolo XVI raffigurante una scena classica, 310 x 350 cm, è stato venduto per 35mila euro, mentre un olio di Gio Raffaele Badaracco, pittore genovese del periodo barocco, “Mosè salvato dalle acque”, ha trovato acquirente per 25mila euro. Non soffre crisi il collezionismo mondiale delle armi antiche con un mercato in crescita: è il parere degli esperti di Czerny's di Sarzana che il 16 settembre ha organizzato la prima asta nel settore della nuova stagione con un fatturato di circa 900mila euro e l'80% di lotti venduti. Tra i top lot, un paio di pistole a pietra focaia in cassetta di Evans, stimata 16mila euro e aggiudicata a 20.074 e un'importante sciabola da generale dell'alleanza contro Napoleone I, stimata 12.500 euro e aggiudicata a 17.287. La stessa Casa ha organizzato il 29 settembre una vendita di ceramiche cinese ed arte cinese ed asiatica, un mercato, a parere degli esperti della Casa, in lieve crescita grazie alle richieste di collezionisti europei ed asiatici: uno specchio in giada bianca stimato 2mila euro ne ha realizzati 2.985, mentre un vaso rouleau in porcellana stimato 1.800 euro ne ha realizzati 2.736.

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