ArtEconomy24

Lawrence Abu Hamdan vince l'Abraaj Group Art Prize 2018

premi e concorsi

Lawrence Abu Hamdan vince l'Abraaj Group Art Prize 2018

Installazione mostra: Earshot, 2016 presso Portikus, Francofortet, GermaniaPhoto courtesy: Helena Schlichting, the artist e Portikus
Installazione mostra: Earshot, 2016 presso Portikus, Francofortet, GermaniaPhoto courtesy: Helena Schlichting, the artist e Portikus

Lawrence Abu Hamdan (1985, Amman, Giordania) si è aggiudicato il premio Abraaj Group Art 2018 giunto alla decima edizione. Il riconoscimento, del valore di 100mila dollari, è assegnato agli artisti provenienti dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dall'Asia meridionale, per la realizzazione di un futuro progetto. Inoltre il lavoro di Abu Hamdan, insieme a quello degli altri tre finalisti Basma Alsharif dalla Palestina, Neil Beloufa dall'Algeria e Ali Cherri dal Libano sarà esposto durante l'edizione 2018 di Art Dubai, che si aprirà dal 21 al 24 marzo 2018.

Lawrence Abu Hamdan

Fondato da Abraaj Group, società di private equity e investimenti con 11 miliardi di dollari di asset in gestione, il premio sostiene gli artisti contemporanei. Abu Hamdan, che vive e lavora a Berlino ed è rappresentato dalla galleria londinese Maureen Paley, è conosciuto per le sue installazioni e video relativi al suono nei quali declina impegno politico e sperimentazione visiva. Nel 2013 il documentario audio di Abu Hamdan, The Freedom of Speech Itself, è stato presentato come prova al Tribunale britannico dove l'artista è stato chiamato a testimoniare come testimone esperto. Nel corso della sua carriere ha effettuato analisi soniche per inchieste legali e di recente il suo lavoro è stato protagonista della campagna “No More Forgotten Lives” per la difesa dei bambini internazionali. Le indagini audio forense dell'artista sono condotte come parte della sua ricerca per Forensic Architecture presso il Goldsmiths College di Londra dove svolge un dottorato di ricerca e docente associato.

In questi giorni una sua opera è entrata a far parte della collezione della Tate in seguito alle acquisizioni che il museo inglese ha effettuato in occasione di Frieze London.

Si tratta del video “Rubber Rubber Coated Steel” del 2016 che riporta sullo schermo i fatti accaduti nel 2014 in Cisgiordania, quando i soldati israeliani uccisero due adolescenti, Nadeem Nawara e Mohamad Abu Daher. L'organizzazione per i diritti umani Defence for Children International ha contattato Forensic Architecture per indagare sull'incidente. Il caso si basava su un'analisi audio-balistica dei colpi di pistola registrati per determinare se i soldati avessero usato pallottole di gomma, come hanno affermato, oppure infrangendo la legge sparando munizioni sui due adolescenti disarmati.
Le sue opere sono state esposte alla Whitechapel Gallery di Londra, al MACBA di Barcellona, alla Tate Modern di Londra e alla Biennale di Taipei. Sono anche parte delle collezioni del MoMA di New York, del Van Abbemuseum di Eindhoven, del Centre Pompidou di Parigi e dell'Arts Council in Inghilterra.

© Riproduzione riservata