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Mast, a Bologna c'è la 3a biennale Foto/Industria

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Mast, a Bologna c'è la 3a biennale Foto/Industria

Mimmo Jodice. Napoli, 1973 (© Mimmo Jodice)
Mimmo Jodice. Napoli, 1973 (© Mimmo Jodice)

Inaugurata il 12 ottobre e in scena fino al 19 novembre a Bologna, Foto/ Industria è la biennale di fotografia dell'industria e del lavoro organizzata dalla Fondazione Mast di Isabella Seràgnoli. Il direttore artistico della manifestazione, giunta alla terza edizione, è François Hebel, già direttore dei Rencontres d'Arles e dell'agenzia Magnum Photos, che ha centrato la questione sull'identità dei fotografi che hanno collaborato con il mondo dell'impresa, incubatore di energie sociali e tecnologie, e scelto come tema l'illusione, elemento “costitutivo dell'atto fotografico” sebbene spesso trascurato a favore del realismo sociale. Hebel ha presentato dodici mostre in altrettanti spazi espositivi della città di Bologna, dal Mambo alla Pinacoteca Nazionale, dal Museo Civico Archeologico al Teatro San Leonardo. Luoghi che permettono di intrecciare l'evoluzione del linguaggio fotografico con lo sviluppo culturale della città in uno spirito di collaborazione pubblico-privato che si rivela vincente, con i visitatori che accedono gratuitamente alle mostre previa compilazione di un modulo in partnership con la ristorazione locale.

Altre due mostre, di cui una alla photogallery di Mast e l'altra all'ex Ospedale dei Bastardini, sono curate inoltre da Urs Stahel, responsabile della collezione fotografica di Mast. Si tratta rispettivamente di un progetto negli stabilimenti di Philip Morris a Bologna del fotografo italiano Carlo Valsecchi, e di una mostra antologica di Thomas Ruff a partire dalla serie fotografica dedicata alle macchine, per finire con le esplosioni di pixel di jpeg, dove il fotografo fa i conti con la circolazione virtuale delle immagini in bassa risoluzione e le devastazioni di un mondo antropocentrico. Ruff, in mostra anche alla Whitechapel Gallery di Londra, è rappresentato dalla galleria Lia Rumma dalla fine degli anni '80, che ne ha realizzato una personale già nel 1991, e ne ha un'altra in programma per il prossimo anno negli spazi di Napoli. Intanto il suo lavoro è in vendita da 8 mila euro per la serie degli Interiors fino a 110 mila euro per Stars e Substrat.

Tra le mostre curate da François Hebel spicca per rilevanza il contributo della prestigiosa collezione Walther che ha offerto un prestito tematico sull'industrializzazione in America, con un album fotografico vernacolare che documenta gli eventi di una città mineraria nel Kentucky, e la serie American Power di Mitch Epstein. Epstein, vincitore del Prix Pictet nel 2011 proprio con queste fotografie, leva il velo sul lato oscuro dell'american dream mostrando il costo di una crescita sregolata ai danni dell'ambiente e del benessere collettivo. Il suo lavoro è in vendita a prezzi da 11-35 mila euro presso la galleria Thomas Zander di Colonia, e visibile anche al Science Museum di Londra e presto in libreria per i tipi di Steidl. Protagonista anche la storia della fotografia del Novecento, con il lavoro di Alexander Rodchenko - il record in asta è Construction No.95, 1919 battuto a Londra da Sotheby’s lo scorso novembre per 3.646.250 £ - dedicato al mondo della produzione e agli ideali del costruttivismo sovietico, arrivato dal MAMM Museo di Arte Multimediale di Mosca. Per arrivare, poi, agli anni '70 e ‘80 con il maestro della fotografia documentaria americana Lee Friedlander, insignito dell'Hasselblad Award nel 2005 e rappresentato da Fraenkel Gallery con prezzi a partire da 9.500 dollari e record in asta a 52.500 dollari.

La fotografia italiana, invece, oltre a Carlo Valsecchi offre Mimmo Jodice, che collabora con la galleria Massimo Minini da cinque anni e con opere a 15-60 mila euro a seconda di anno, tiratura e carta fotografica utilizzata. La mostra, dal titolo gli anni militanti, è l'occasione per conoscere una produzione centrata sul suo impegno politico negli anni '70, prima che si dedicasse ai suggestivi paesaggi partenopei e allo sguardo profondo sulla statuaria antica. Una storia più contemporanea è quella raccontata da Michele Borzoni, membro del collettivo fotografico TerraProject attivo da oltre dieci anni. L'opera Forza Lavoro è una proiezione di un centinaio di fotografie – di cui le stampe vanno da 1500 euro in su e due sono nella collezione del museo MAXXI di Roma – che scandiscono gli effetti della crisi economica e dei mutamenti in atto nel settore industriale in Italia, dalle aste fallimentari al lavoro nero e a quello dei centri logistici. Il finale, però, è dedicato ai workers buyout con ritratti di eco ottocentesca dei lavoratori che hanno salvato le aziende in fallimento trasformandole in cooperative. Una nota umana e positiva a questa edizione di Foto/Industria.

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