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Asta di design Sant'Agostino: 800mila accessi, fatturato di 1,2 milioni e 7% in bitcoin

Albini Franco, tavolo mod TL2, prod. Poggi 1950, cm 71x180x70, realizzo 8.500 euro
Albini Franco, tavolo mod TL2, prod. Poggi 1950, cm 71x180x70, realizzo 8.500 euro

Il Design del XX secolo ha un nuovo primato nel mondo delle aste, non dovuto questa volta a record di opere, che comunque rimangono tra le più ambite internazionalmente, ma è il primo settore ad essere finanziariamente trattato nei pagamenti anche con le cryptovalute. È stata la casa d'aste Sant'Agostino di Torino ad organizzare la prima vendita che accetta il pagamento anche in bitcoin. Lo ha fatto il 23 e 24 ottobre nell'incanto che ha registrato circa 800mila accessi al suo sito e servizi giornalistici da ogni parte del mondo tra tv, giornali, web e radio. La società Aornet OOD, leader nel settore del Mining delle cryptovalute, ha supportato tecnicamente la casa d'aste in questo innovativo progetto, grazie al senior partner Agostino Ghiglia.

L'asta, voluta dalla proprietaria della società torinese Vanessa Carioggia con il fratello Claudio e curata dal consulente per il Design Emanuele Visentino, ha totalizzato 1,2 milioni di euro con l'85% di venduto e cosa che più colpisce in termini finanziari col 7% del pagamento tramite bitcoin, in gran parte dai compratori esteri. Infatti la maggior parte dei lotti sono stati acquistati all'estero, Francia, Inghilterra e Usa in testa, ma non sono mancati acquirenti italiani appartenenti alle maggiori famiglie dell'industria, della moda e dell'imprenditoria.

Successo in asta della creatività italiana. “Ico Parisi, Gio Ponti e Franco Albini si confermano i designer più richiesti al mondo”, dichiara Vanessa Carioggia. “Le aziende storiche del made in Italy, come Stilnovo, Fontana Arte, Stilux, ArredoLuce, Venini , Cassina e Isa hanno visto decuplicare il valore dei lotti posti in vendita rispetto alla base d'asta”. Albini, presente con la libreria LB7 e il tavolo TL2, pubblicato nel Repertorio del Design Italiano, ha raggiunto i 12mila euro per la libreria e 8mila per il tavolo. Il lampadario di Stilnovo degli anni '50 è passato da 800 di base d'asta a 8.500 euro diritti inclusi, il lampadario di Napoleone Martinuzzi degli anni '30, pubblicato sul catalogo di Venini, ha triplicato il prezzo di base d'asta con un'aggiudicazione di 6.100 euro, il tavolo da pranzo mod. 1950.55 di Ico Parisi pubblicato sul catalogo ragionato dell'autore da 1.300 euro è stato aggiudicato a 7.300 euro. Dell'architetto Gio Ponti sono stati esitati e venduti la scrivania e il tavolo realizzati per la Banca Nazionale del Lavoro negli anni '50, varie coppie di poltroncine e poltrone, lampadari e lampade come la lampada da terra mod. Pirellone, prodotta da Fontana Arte, esitata a 2.100 euro.

Su quale ricchezza si basano le cryptovalute? “Non si può rispondere alla domanda se prima non si evidenzia su quale valore reale si basa il sistema monetario tradizionale spiega ad ArtEconomy24 Ghiglia, senior partner di AORNET OOD -. Nel 1971 l'allora presidente Usa Nixon cancellò gli accordi di Bretton Woods ed eliminò il cosiddetto “Gold Standard”, svincolando il dollaro dall'oro e rivoluzionando il sistema monetario. Alla fine del 2014 il debito mondiale complessivi, secondo Mc Kinsey, era pari a 199.000 miliardi ossia tre volte il Pil mondiale. Dall'era Nixon in poi, quindi, le Banche Centrali emettono moneta esclusivamente in base alla capacità di fiducia e alla forza economica di una Nazione. Per dirla con Marx, da oltre mezzo secolo, si è passati dalla moneta merce alla moneta come puro segno. Le cryptovalute sono file criptati ossia sequenze alfanumeriche create da computer e controllate all'interno di una rete peer to peer, ossia una rete paritaria e paritetica di individui. Non è la credibilità delle Banche Centrali o la fama o l'auspicabile buona fede dei banchieri (come avviene per le monete correnti) a dare valore alla cryptovalute, ma la moltitudine dei singoli individui che decidono di produrre ed estrarre le medesime e dalla moltitudine di individui che fidandosi (come altre moltitudini per ora più numerose si fidano del valore delle monete correnti o dei titoli finanziari) le scambiamo anche tramite meccanismi di trading non controllati dalle banche. Le cryptovalute sono la manifestazione più evidente del concetto di democrazia digitale” conclude l'esperto.

E sono proprio quei mercati per loro natura internazionali a sfruttare la disintermediazione del bitcoin, che tuttavia attende nuovi alleati sul fronte degli investimenti e degli utilizzi. Chissà quale sarà la prossima casa d'asta a dotarsi di questo veloce pagamento?

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