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Ceramiche Mutina: da Fiorano a Parigi per This is Not a Prize

premi e concorsi

Ceramiche Mutina: da Fiorano a Parigi per This is Not a Prize

A meno di un anno dall'esordio ad Artissima, Mutina for Art ha celebrato un nuovo importante passo nel panorama dell'arte contemporanea. Il progetto, ideato dal ceo delle ceramiche Mutina Massimo Orsini con la curatela di Sara Cosulich, si è arricchito di uno spazio espositivo a Fiorano, sede dell'azienda, con una mostra di artisti internazionali che spazia dalle fotografie di Fischli & Weiss, Hiroshi Sugimoto, Cindy Sherman e Wolfgang Tillmans, alle sculture installazioni di Giorgio Andreotta Calò, Franz Erhard Walther e Felix Gonzalez-Torres. La mostra, dal titolo “Think of This as a Window” e visitabile fino a febbraio, sviluppa il concetto di tempo nell'arte contemporanea e offre uno sguardo nella collezione personale di Orsini, che con Mutina for Art svela le affinità tra i due mondi, non solo produttive ma concettuali, in un periodo che vede anche una straordinaria attenzione e riscoperta di questo materiale. “Questa prima mostra ci da l'opportunità di raccontare dall'inizio, anche simbolicamente, una storia e un messaggio - spiega Sara Cosulich, e aggiunge -per il futuro immaginiamo percorsi diversi: collezioni che interagiscono, tematiche, collaborazioni con gallerie o opere di artisti realizzate specificatamente per lo spazio”.

Il premio. Un'idea di progettualità fluida, che si rispecchia in «This is Not a Prize», il premio di Mutina a un artista contemporaneo internazionale, che quest'anno è stato assegnato dal palcoscenico della 44ª Foire Internationale d'Art Contemporain Fiac al tedesco Jochen Lempert, presentato dalla galleria catalana ProjecteSDdi Barcellona con opere da 1.000 a 70.000 euro. Per l'occasione, la squadra di Mutina ha vistro altresì la collaborazione del designer Ronan Bouroullec e del curatore del Nouveau Muse National de Monaco, Cristiano Raimondi. Lempert, in mostra al Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo e presto anche allo Sprengel Museumdi Hannover, usa la fotografia come strumento di indagine della natura e combina un interesse scientifico – ha studiato biologia – con la poesia del linguaggio fotografico e una certa ironia nella costruzione di un immaginario misterioso, a tratti astratto. Il “non-premio” consiste in un contributo di 5.000 euro, seguito dal supporto dell'azienda a un suo progetto ancora da sviluppare. Per il vincitore della prima edizione, Giorgio Andreotta Calò, l'impegno di Mutina si è tradotto nel sostegno alla sua partecipazione al Padiglione Italia della Biennale di Venezia, in scena fino al 26 novembre.

Arte e impresa. “This is Not a Prize sfida la descrizione limitata di premio come qualcosa di definito e concluso nel momento della sua assegnazione - ribadisce Sara Cosulich. - L'artista selezionato è accompagnato nella realizzazione di un suo progetto ambizioso, consapevoli che dall'interazione con un artista in cui crediamo possono nascere idee e stimoli per l'azienda stessa” aggiunge. Un progetto, dunque, concepito per formalizzare il potenziale dialogo tra arte contemporanea e ceramica, e mostrare i veri e reciproci benefici per due mondi finora alleati solo sul fronte della lavorazione del materiale. Un'operazione che, però, si inserisce in una visione già molto innovativa: “Mutina ha scelto un approccio diverso dalle altre aziende della ceramica: lavora solo con designer di fama mondiale, invitati a progettare le collezione, sperimentare i materiali e rinnovare il potenziale di un materiale tradizionale” racconta Sara Cosulich. Dall'eccellenza del design a quella dell'arte il passo è stato breve.

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