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Musei statali, prosegue la corsa di visitatori e incassi

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Musei statali, prosegue la corsa di visitatori e incassi

La Reggia di Caserta (Ansa)
La Reggia di Caserta (Ansa)

La riforma dei musei nel 2014 era necessaria, ma il punto di non ritorno nel 2015 è stato il riconoscimento della fruizione dei musei e dei luoghi della cultura come servizio pubblico essenziale. Da lì in poi si è trattato di ristrutturare e rimodernare, mettere a punto strategie di comunicazione, riallestimenti delle gallerie e campagne di marketing, insomma ridare lustro ad un patrimonio invidiato dal mondo intero per aumentare gradimento e fruizione. Così è stato e ognuno ha fatto la sua parte, tanto raggiungere circa 50 milioni di euro in più di incassi in tre anni (+38,4% tra il 2013 e il 2016 a quasi 175 milioni) con un trend che continua a crescere ancora nel 2017 (+13,5%), così come i visitatori, passati dai 38,4 milioni del 2013 ai 45,5 del 2016 (+18,5%). E ora si punta al record storico di 50 milioni nel 2017. Sono i numeri dei musei statali italiani, presentati oggi all'incontro alle Terme di Diocleziano a Roma tra il ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini, e i 21 direttori dei primi istituti a gestione autonoma. Se già il 2016 era stato un anno record, i primi nove mesi del nuovo anno confermano il trend di crescita dei musei statali italiani: tra gennaio e settembre i visitatori sono aumentati del +9,4% e gli introiti del 13,5%. Le regioni più virtuose, secondo i dati forniti dal Mibact, sono Liguria (+22,7% di visitatori e +8,4% di incassi), Puglia (+18,3% e +13,5%), Veneto (+20% e +73,7%), Friuli Venezia Giulia (+13,7 e +19,2%), Toscana (+10,5% e +14,9%) e Campania (+10,8% e +13,9%).

I campioni. Capitolo a parte sono i 30 musei che la riforma ha reso autonomi e che registrano un incremento del +11% nel numero di visitatori e di +14,5% negli incassi. A fare meglio di tutti, in questo caso, nel 2017 è la Galleria Nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma (+84% visitatori e +182% introiti nei
primi nove mesi del 2017 dopo i lavori di ristrutturazione che hanno impegnato la storica galleria nel 2016), seguita da Gallerie Dell'Accademia di Venezia (+83,2% e + 205,8% anche in questo caso dopo importanti ristrutturazioni del museo), Museo di Capodimonte (+55% e+29,8%), Reggia di Caserta (+23,3% e
+27%), Musei Reali di Torino (+20,5% e +13,3%) e Museo Archeologico Nazionale di Napoli (+19,9% e +73%) ugualmente da poco ristrutturato nei suoi spazi.

I visitatori


Ma se si allarga lo sguardo al periodo 2013-2016, si assiste a un vera e propria rinascita con +1727,8% visitatori al Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria (passato da 11.522 a 210.598 visitatori), grazie all’apertura del museo rinnovato dalla ristrutturazione e al nuovo allestimento dei Bronzi di
Riace. Crescono nel 2017 anche i grandi attrattori ''classici'', come il Colosseo in attesa della nomina della nuova dirigenza (che si avvicina ai 7 milioni di visitatori in un anno con un +10,2% visitatori e ai 50 milioni di euro di incasso con +9,3%), Pompei (+5,4% e +5,1%) e Uffizi (+14,6% e +15,1%). Alle 39 edizioni delle domeniche gratuite, invece, hanno partecipato 11.158.216 milioni di persone, 2,8 milioni solo nel 2017.

Gli introiti
Dati in euro

I flussi da gestire. Resta il problema non facilmente risolvibile: nei luoghi italiani di maggiore interesse culturale, per far fronte al crescente afflusso di turisti: “attuare il numero chiuso sarà presto inevitabile”, lo ha sostenuto nei giorni scorsi Antonio Paolucci, ex ministro del Mibact, ex sovrintendente a Firenze ed ex direttore dei Musei Vaticani. Secondo lo storico dell'arte: “non si potrà fare altrimenti. Ci sono diversi luoghi e spazi, in Italia, che sono di fatto attrattori enormi, attirano fiumane di persone in arrivo da tutto il mondo. Al crescere di queste fiumane, ad un certo punto bisognerà necessariamente porre dei limiti: e allora, verranno attivati dei contapersone, e quando le persone saranno troppe, dei numeri chiusi” ha spiegato Paolucci. Una prospettiva, secondo lo studioso, destinata ad avverarsi “presto”.

Gare più accessibili. Mercato più aperto per i lavori pubblici sui beni culturali (restauro di immobili tutelati e superfici decorate, scavi archeologici) dopo il Regolamento del Mibact (Decreto Ministero Beni Culturali Dlgs n. 154/2017, attuativo del Codice appalti), che entra di fatto in vigore per i bandi pubblicati da oggi, 13 novembre (formalmente dall'11, sabato). Basterà dimostrare di aver eseguito il 70%, e non più il precedente 90%, dell'importo della classifica per cui è richiesta la qualificazione. E soprattutto non sarà necessario dimostrare di aver eseguito quell'ammontare nei cinque anni precedenti la firma del contratto, ma senza limite temporale (purché si dimostri continuità nell'attività). Anche sui requisiti di idoneità tecnica il nuovo regolamento, nel precisare meglio il costo e le caratteristiche del personale necessario, rende di fatto più flessibili i requisiti, anche in questo caso ampliando il novero delle imprese che potranno partecipare alle gare. Per approfondire: Dossier on line «Edilizia e territorio».

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