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Aste italiane d’antiquariato, la provenienza paga

Mercato dell’arte

Aste italiane d’antiquariato, la provenienza paga

Una stampa raffigurante il prospetto della città di Roma vista dal Gianicolo
Una stampa raffigurante il prospetto della città di Roma vista dal Gianicolo

Le aste di antiquariato in Italia non totalizzano grandi cifre, ma le caratterizzano comunque una grande attenzione alla qualità artistica, alla prestigiosa provenienza e alla stima corretta. Si aggiunge il successo internazionale degli antichi libri e manoscritti. Le vendite di ottobre hanno goduto una buona attenzione anche da parte del collezionismo internazionale, presso Gonnelli, Pandolfini, Il Ponte Casa d'aste e Cambi.

Ensor sbanca da Gonnelli.Libreria Antiquaria Gonnelli di Firenze ha organizzato tra il 9 e l'11 ottobre un'asta di libri e grafica, un settore che gode una buona richiesta anche a livello internazionale, con un fatturato intorno al milione di euro, col 60% dei lotti aggiudicati e con percentuali più alte nelle sessioni dedicate agli autografi e ai libri musicali. Sono stati venduti tutti i libri che facevano parte della sezione di erotica e tutti i libri d'artista stampati per i Cento Amici del Libro. Grande gara al rialzo dai numerosi telefoni collegati in tutto il mondo per aggiudicarsi un dipinto a olio di James Ensor del 1938, Fleurs et statuette, che da 23mila euro di base è stato aggiudicato in sala per 148mila euro. Soddisfacente la vendita di un importante manoscritto di Mary Shelley, “Maurice”, che è stato aggiudicato alla base d'asta di 122mila euro ad un prestigioso istituto privato culturale fiorentino e che provvederà alla sua dovuta valorizzazione. Non sono mancate aggiudicazioni importanti anche per la sezione della fotografia e degli autografi che ha visto un'accesa gara per un ritratto fotografico di Friedrich Nietzsche del 1880 che da 300 euro è stato aggiudicato per 8.125 euro. Anche una busta viaggiata con il nome del mittente “Prof. Dr. Nietzsche” è salita da 400 euro iniziali a 4.750 euro.

Vincente per gli arredi la prestigiosa provenienza. Sempre a Firenze, il 25 e 26 ottobre, si sono tenute due vendite di antiquariato da Pandolfini, che hanno raccolto nell'insieme 1.640.000 euro col 66% di lotti venduti e il 111% sulle stime (in dettaglio 670mila euro per la vendita di mobili, arredi e oggetti d'arte col 100% sulle stime e il 60% di venduto il 25 ottobre e 970mila euro il 26 ottobre per la vendita Mobili, arredi, e oggetti d'arte di decorazione internazionale col 71% di lotti venduti e il 121% delle stime). Top lot della prima vendita è stato un tavolo, Toscana prima metà del XVIII secolo, con gambe tornite e piano in marmo bianco e nero, decorato a grandi motivi geometrici centrati dallo stemma nobiliare della famiglia Arrighi affiancato dalle scacchiere per il gioco della dama e del filetto, che ha chiuso una lunga gara a 100mila euro. L'eleganza dell'arredo e l'importanza della provenienza da Villa L'Arrigo, la bella dimora avita della famiglia, hanno mosso molti interessi: dopo un avvio in sordina la gara sembrava essersi incanalata su rilanci di due contendenti, uno in sala e l'altro al telefono, fino a quando giunti a 50mila euro è entrato in lizza un terzo compratore che alla fine si è aggiudicato il lotto. Atteso il top lot della seconda vendita, del 26 ottobre: dieci candelabri creati in Austria nell'ultimo quarto del XVIII secolo, in bronzo dorato a tre bracci e quattro luci, un perfetto esempio di equilibrio ed eleganza, forma e proporzioni, venduti a 81.250 euro. Ed è proprio il bronzo nella duttilità dei suoi utilizzi, patinato o dorato, il filo conduttore delle aggiudicazioni come il grande orologio del Periodo Napoleone III battuto per 33.750 euro: l'orologio sferico è alto più di due metri, vuole ricordare una volta celeste, in smalto blu con stelle, ghiere e fregi in bronzo dorato, presenti anche sul piedistallo in marmo bianco su cui poggia. O come il grande vaso decorativo in marmo portasanta eseguito a Roma nel XIX secolo che ha chiuso una gara vivace tra i telefoni e le offerte online a 60mila euro.

La dimora parigina di Forattini incanta il mercato internazionale. Attenzione internazionale, più che italiana, ha goduto un'asta il 24 ottobre dedicata da Il Ponte Casa d'aste di Milano agli arredi, agli oggetti e dipinti della dimora parigina di Giorgio Forattini. L'asta si è conclusa con 167mila euro di fatturato e l'88,8% di aggiudicato con una bella gara su alcuni lotti di pregio artistico e storico. Come ha dichiarato la responsabile del Dipartimento Valeria Agosto: “sono le opere di qualità ad attirare l'interesse e l'apprezzamento del pubblico. Sul mercato attuale non basta la piacevolezza decorativa che non è garanzia di vendibilità, ma deve essere associata all'aspetto qualitativo e ad una stima corretta”. Forattini è stato un collezionista di ritratti, e tra i numerosi di fanciulle, gentiluomini, musicisti, scrittori e personaggi storici, a spiccare è stato il Ritratto di infante vestito di bianco, scuola Europa settentrionale del secolo XVII, valutato 1.800-2.000 euro e aggiudicato a 16.250 euro.
Il 25 e 26 ottobre si è tenuta a Genova presso Cambi, nel Castello Mackenzie, un'importante vendita di oggetti di antiquariato di illustre provenienza, con grande partecipazione in sala, telefonica ed online, che ha totalizzato 1.200.000 euro con un 53% di lotti venduti ed il 21% di venduto estero. Si è tratta di una vendita che anticipa l'importante asta Fine Art Selection del 19 dicembre che raccoglierà i lotti più prestigiosi. Un importante monetiere in legno di noce a due ante, Germania XVII secolo, ove all'interno si trovano cassettini contornati da colonne in radica con capitelli dorati, maniglie a guisa di leoni in bronzo dorato, al centro anta con decoro architettonico centrata da figura di guerriero romano in legno dorato, stimato 7-9mila euro è stato aggiudicato a 9.375. Grande successo per una stampa raffigurante il prospetto della città di Roma vista dal Gianicolo nel 1765 che da una stima di 1.500 – 1.800 euro è stata oggetto di continui rilanci fino a raggiungere 9.375 euro.

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