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Aste nazionali, bene gli anni 60 con Schifano, Mauri e Nuvolo e il…

Mercato dell'arte

Aste nazionali, bene gli anni 60 con Schifano, Mauri e Nuvolo e il Novecento storico

Moltissime aste si sono susseguite nella seconda met di novembre attraendo appassionati in Italia di arte moderna e contemporanea. La qualit delle opere ha vinto sul capriccio delle mode, in particolare quelle del primo Novecento, ma hanno raggiunto ottimi risultati anche le opere dell'arte italiana degli anni ’60.

Successo per il Futurismo e la Pop Art francese. Ultima in ordine temporale, ma prima come fatturato stata l'asta de Il Ponte Casa d'Aste di Milano dedicata il 5 dicembre all'arte moderna e contemporanea con un fatturato di 2.622.000 euro col 72% dei lotti venduti e il 124% del valore. “La tendenza dei collezionisti si orientata verso le opere classiche del Novecento italiano, soprattutto quelle di qualit, con un focus sulle correnti dell'Astrattismo e del Futurismo, mentre l'Arte Povera, l'Arte Concettuale e la Transavanguardia sono in un fase di stallo” spiega il direttore del dipartimento Freddy Battino. “La scultura italiana poi pronta a fare un salto di qualit sempre pi apprezzata da gallerie e clienti stranieri”. Tra i lotti pi significativi, la piccola tavola “Negativo – Positivo”, opera di Bruno Munari del 1950 stata venduta a 27.500 euro partendo da un prezzo di 6mila; l'opera di Piero Gilardi del 1968 “Sassaia al fiume” venduta a 52.500 euro ha sfiorato il record dell'artista; e ancora record storico per un disegno di Carol Rama “Senza Titolo” del 1944 venduto a un cliente statunitense per 100mila euro da una base d'asta di 10mila. I tre lavori di Carla Accardi hanno ottenuto ottimi risultati, in particolare l'acrilico su tela del 1982 “Capriccio Spagnolo 6” che stato aggiudicato a 43.750 euro. Ottimi i risultati per gli artisti della Pop Art francese, tra questi una tela di Telemaque stimata 30-40mila euro ha raggiunto 96.250 euro.

Bene gli anni 60. Il 16 novembre Minerva Auctions di Roma, del Gruppo Finarte, ha organizzato una vendita che ha portato un fatturato di 800mila euro, con il 70% dei lotti venduti e l'80% in valore. Come ha commentato ad ArtEconomy24 Georgia Bava, Capo dipartimento del settore della casa d'asta: “La qualit premia sempre! Le opere di Schifano, Angeli e Mauri in asta erano da Italian Sale. Di valore museale pure Viani, Ligabue e Janni che sono andati in tre importanti collezioni private italiane al doppio praticamente della stima minima”. Star della vendita il monocromo rosso di Mario Schifano, “Something else”, del 1961, smalto su carta applicata su tela, 40 x 50 cm, venduto per 77.500 euro contro una stima di 40-60mila. Contesissimi l'olio su cartone di Lorenzo Viani, “Le parigine”, del 1908, 74 x 54 cm, venduto per 73.750 euro contro una stima di 30-40mila e la rara natura morta, “Interno con fiori”, di Antonio Ligabue de 1959-60, 80 x 60 cm, venduto per 52.500 euro contro una stima di 20-30mila.

Torna l'interesse per il figurativo. Il 22 novembre stata la volta di Bertolami Fine Artsdi Roma con un fatturato di 708.662 euro, il 44% dei lotti venduti e il 72% in valore. “Un risultato di estremo interesse per gli analisti di mercato - spiega Giuseppe Bertolami, amministratore unico di BFA, - se si considera che nella rosa dei lotti venduti non compare nessuno dei nomi che negli ultimi anni hanno fatto tendenza. andato bene il ‘900 storico italiano: alcuni grandi classici sottratti al capriccio delle mode e un ritorno di attenzione - che ha in parte sorpreso anche noi - verso l'arte figurativa. I cataloghi omologati non ci piacciono e non li firmiamo. Con Raffaele Cecora, il mio capo dipartimento di arte moderna e contemporanea, abbiamo scelto di continuare a proporre pittura e scultura figurative italiane della prima met del ‘900 anche dopo il 2005-2006, quando il collezionismo pi ricco sembrava aver voltato le spalle a quel capitolo cos importante della nostra storia dell'arte con riscontri anche sul piano del fatturato”. Top lot dell'asta un “Paesaggio con alberi” firmato intorno al 1929 da Giorgio Morandi. Il dipinto - che arrivava dalla collezione di Giuseppe Bottai, l'onnipotente regista della politica culturale scolastica italiana degli anni '20 e '30 – stato aggiudicato a 362.500 euro. Julius Evola centra sempre il colpo. Lo scorso inverno, un suo piccolo olio su cartone realizzato tra il 1918 e il 1920, vale a dire durante il triennio del cosiddetto astrattismo mistico, venne venduto alla cifra record di 100.000 euro e anche quest'anno attorno al nome dell'artista c' stato interesse: Evola abbandon la pittura a soli 23 anni e il corpus dei suoi dipinti – significativi nella produzione delle Avanguardie artistiche italiane – estremamente ristretto. “Tendenza d'idealismo sensoriale”, un'opera giovanile del 1916, di suggestione ancora scopertamente futurista, essendo stata realizzata quando il pittore frequentava lo studio di Balla stata aggiudicata a 42.500 euro. La vera sorpresa dell'asta porta il nome di Renato Guttuso, il maggior protagonista italiano del filone realista. “Da qualche tempo registriamo una ripresa del suo mercato – spiega Bertolami – ma sulle opere storiche, quelle realizzate tra la fine dei '40 e la prima met dei '50, e francamente non ci aspettavamo la vivace performance di “Fichi d'India”, un olio tardo, del 1985, venduto a 37.500 euro, contro la stima di 17.500-18.500 attribuitagli in catalogo”.

A caccia dell‘opera con l'autentica dell'archivio. Piccola asta di Fine Arts & Paintings il 22 novembre da Ansuini di Roma con un fatturato di 25.500 euro e il 40,95% dei lotti venduti. “Si nota una forte propensione per le opere di arte moderna corredate da autentiche o certificazioni provenienti da archivi e fondazioni. La maggior parte delle offerte e aggiudicazioni si registrano sulla piattaforma online, con la maggioranza dei compratori di nazionalit italiana” ha spiegato Lucia Valentina Fronzino, esperta del settore: una scultura in bronzo del 1980 di Arnaldo Pomodoro, “Verso il 2080”, 26 x 21 cm alta 15 cm, esemplare 4/100, per il centenario della fondazione del Banco di Roma, firmato sulla base, stata aggiudicata per 6mila euro, mentre un olio su tela di Achille Perilli del 1987, “L'erreur alimente l'immagination”, firmato in basso “Perilli 88” e con autentica dell'Archivio Achille Perilli, stato aggiudicato per 4.400 euro.

L'Italia al centro degli scambi d'arte anche internazionali. Milano ha ospitato il 22 novembre, come ormai di consueto, l'asta autunnale di arte moderna e contemporanea organizzata da Blindarte di Napoli con un fatturato di 1,5 milioni di euro. “Il mercato dell'arte assolutamente in ripresa e gode di buona salute” ha commentato Memmo Grilli, responsabile del dipartimento. “Anche in Italia finalmente il valore generale delle opere d'arte di qualit si stabilizzato, e nel tempo si rivaluta continuamente, sia in termini culturali che in termini economici - prosegue. - Tante riscoperte di artisti del passato, anche di quello assai recente (spesso non ad opera di italiani), cos come tante (anche se di numero inferiore) scoperte di artisti emergenti contribuiscono a rendere il momento estremamente fortunato ed offrono giustificate speranze agli artisti di emulare a breve il successo dei loro colleghi gi consacrati dal mercato e dalla critica globale. Il mercato italiano ormai parte del sistema internazionale, qui si trovano alcuni degli artisti pi interessanti e si offrono ottime chance per acquistare le loro opere in anticipo sulle loro rivalutazioni (sempre pi spesso ad opera di operatori internazionali). L'Italia sempre di pi considerata una piazza affidabile e professionale per lo scambio di opere d'arte anche di artisti non italiani, ancora lontana dalle grandi speculazioni londinesi e newyorkesi e guadagna punti anche per le singolari opportunit espositive che offre. Del resto molti galleristi e operatori stranieri aprono nelle nostre citt loro filiali o loro centri espositivi, e nuovi soggetti di grandi capacit economiche (anche italiani) approdano all'arte, portando investimenti e contribuendo alla crescita del mercato”. Tra i risultati pi significativi, tutti provenienti da collezioni private, un olio pastelli a cera, matite colorate, biro e grafite su carta del 1962 di Cy Twombly, 50 x 70 cm, stata venduta per 468.200 euro contro una stima di 400-600mila. Di grande impatto anche la scultura di Antony Gormley, “GUT V”, realizzata in acciaio nel 2002 e dal peso di 240 Kg: stimata 300-400mila euro ne ha realizzati 337.850.

Record mondiale di Nuvolo. Anche l'asta di arte moderna e contemporanea di Wannenes del 23 novembre a Milano, nella Sala Carroponte di Open Care – Frigoriferi Milanesi, ha portato un soddisfacente risultato di 1.015.106 euro, con il 47% di venduto per lotto e l'86% per valore. Record mondiale per Nuvolo (nome d'arte di Giorgio Ascani) con “Cucito a macchina”, un'opera del 1960 con pezze di canapa cucite e dipinte battuta fino a 105.400 euro contro una stima di 50-70mila (dello stesso autore “Daino” del 1959 stato battuto per 39.680 euro): “questo record mondiale una conferma di un'affermazione a livello internazionale del nostro dipartimento che entra a pieno titolo nel calendario del grande collezionismo contemporaneo” affermano Guido Vitali e Massimo Vecchia della casa d'asta genovese. “Milano una piazza che stimola ad un continuo e proficuo miglioramento dei risultati, perch la vetrina ideale per portare all'attenzione il meglio dell'arte italiana, europea ed internazionale”. Una “Testa di cavallo” di Giorgio de Chirico del 1960 ha raggiunto i 59.250 euro. “Nero”, una tela estroflessa e tempera vinilica di Agostino Bonalumi del 1973 stata aggiudicata per 49.600 euro, mentre una grande tavola ad olio di Bruno Munari, “Negativo-Positivo” del 1951 ha raggiunto 37.800 euro (il maestro dell'astrattismo era presente nel catalogo con ben otto opere). Tra gli artisti stranieri, un'opera ionica dello svizzero Max Bill, “Zerstrahlung von blau” del 1972-74, stata battuta per 55.800 euro.

Vitalit per la pittura Informale e le opere su carta. Il 27 novembre stata la volta di Finarteche a Milano ha organizzato l'attesa asta autunnale con un fatturato di 1,5 milioni di euro e il 60% di lotti venduti. “L'asta ha messo in evidenza la vitalit di un mercato di fascia media, relativamente alle opere di qualit dei maestri storici, con un pubblico attento, competente, pronto ad anticipare nuove tendenze – ha spiegato Alessandro Cuomo, capo Dipartimento Arte Moderna e Contemporanea dela societ. - In questo secondo semestre, si nota il tentativo di tornare a proporre con pi convinzione la pittura Informale e a valorizzare le opere su carta. Altres evidente l'intenzione di rivitalizzare la pittura figurativa, con particolare riferimento al Novecento Storico Italiano: questo quadro non ancora confermato da aggiudicazioni significative nei valori di mercato, bens il riflesso di un collezionismo che cerca nuove strade suggerite da operazioni curatoriali di mostre, da pubblicazioni e pi in generale dalla critica”. Una penna su carta 21,4 x 13,6 cm di Umberto Boccioni del 1912, “Studio per Testa+casa+luce (La madre)”, firmata, stimata 17-20mila euro volata a 99mila euro, mentre un olio su tela di Carlo Carr del 1927, “Il pagliaio”, firmato e datato, ha realizzato 75mila euro contro una stima di 60-80mila. Uno smalto e grafite su tela di Mario Schifano del 1965, “Sogno rosa per Balla (Sogno rosa a la Balla)”, 100 x 100 cm, firmato e datato, stato aggiudicato per 99mila euro (stima 80-100mila).
Il 28 novembre ancora a Milano Cambi ha totalizzato 2 milioni di euro nel settore dell'arte moderna e contemporanea col 71% di lotti venduti e l'89% del valore. La vendita, con opere provenienti in maggior parte da collezioni private, ha interessato vari tipi di acquirenti. Molte le sorprese, che hanno attestato un mercato in ascesa per diversi artisti: il Gruppo T, ad esempio, con Gabriele De Vecchi in testa, ha superato spesso le stime minime, in particolare con l'opera “Deformazione assonometrica”, venduta a 28.160 euro contro una stima di 12-15mila; il Gruppo N ha, invece, registrato un record assoluto per Edoardo Landi con l'opera “Struttura visuale variabile”, partita da una base di 8.000 euro e contesa fino alla cifra di 40.000 euro. Molto bene il nucleo di opere provenienti da un'importante collezione romana, in particolare il top lot di Tano Festa, “Da Michelangelo_Il peccato originale”, pagato 131.250 euro. Anche altri autori meno noti al mercato italiano, presenti in questa collezione, quali Martin Begu, Graham Gillmore e Herv Telemaque hanno raddoppiato le stime, e altri pi conosciuti, quali Corrado Cagli, Enrico Baj e Marco Tirelli si sono egregiamente difesi nei prezzi, superando sempre di molto i valori di base.

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