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Art Basel Miami Beach 2017: buoni gli scambi con qualità elevata e…

Mercato dell'arte

Art Basel Miami Beach 2017: buoni gli scambi con qualità elevata e maggiori spazi

Los Carpinteros. Huracán (Hurricane), 2017 Bronze Unique 210 x 160 x 40 cm (pedestal: 50 x 70 x 50 cm)  CARP21883EUR 200,000 (without VAT) Courtesy: Peter Kilchmann Zurigo
Los Carpinteros. Huracán (Hurricane), 2017 Bronze Unique 210 x 160 x 40 cm (pedestal: 50 x 70 x 50 cm) CARP21883EUR 200,000 (without VAT) Courtesy: Peter Kilchmann Zurigo

Art Basel Miami Beach, giunta alla 16ª edizione, chiude l'affollato panorama internazionale delle fiere d'arte contemporanea del 2017. Nei cinque giorni di apertura dal 7 al 10 dicembre, la fiera ha offerto in vendita circa 3,5 miliardi di dollari di opere d'arte, attirando oltre 82.000 visitatori, tra collezionisti, direttori, curatori, fiduciari e mecenati di importanti musei e istituzioni internazionali.
Al timone di Art Basel Miami per il terzo anno Noah Horowitz che nei mesi scorsi ha siglato un accordo di lungo periodo con la città di Miami con l'impegno di sostenere la fiera d'arte e confermando la sede presso il Miami Beach Convention Center (MBCC), per i prossimi cinque anni a partire dal 2019. L'accordo è un riconoscimento per l'investimento nell'ordine di 615 milioni di dollari che la città sta attuando con l'ampliamento del Miami Beach Convention Center attualmente in corso e che dovrebbe essere completato nel 2018. La fiera quest'anno presentava un layout espositivo completamente ridisegnato, una nuova planimetria, con il 10% in più di spazio espositivo. Secondo il direttore Horowitz, Miami Beach, da 15 anni sede della fiera, è una località che funziona soprattutto per i collezionisti che provengono dagli Stati Uniti, dall'Europa, dall'Asia e dall'America Latina, senza contare lo sviluppo delle collezioni private e delle istituzioni pubbliche degli ultimi anni. Il 2017 è stato particolarmente degno di nota in questo senso, con la riapertura del museo di arte contemporanea The Bass dopo una grande ristrutturazione e l'Institute of Contemporary Art di Miami che ha inaugurato il nuovo edificio nel cuore del Miami Design District.

La fiera. Le 268 le gallerie provenivano da 32 paesi idealmente suddivise in quattro settori tematici, la sezione principale con le gallerie consolidate ed importanti, Nova e Positions con gallerie che presentano talenti emergenti e progetti curatoriali e, infine, Survey dedicato alla valorizzazione di artisti storicizzati con opere create prima del 2000 e tra questi non mancavano Dadamaino e Mario Nigro. In una fiera immensa e qualitativamente forte la parte del leone in questa edizione di Art Basel Miami Beach è stata della galleria di Zurigo (e New York da maggio di quest'anno)Eva Presenhuber la più piccola delle mega gallerie globali, con un solo show museale dedicato allo svizzero Ugo Rondinone, ha offerto una dimostrazione di forza e di capacità su come si catalizza l'attenzione in un evento così importante. Nello stand spiccava una scultura di 3 metri (“Hunger Moon”, 2013) - un gigantesco albero d'argento - proposta e venduta a 1,2 milioni dollari. Ugo Rondinone ha potuto beneficiare anche della spinta datagli dalla mostra inaugurale del museo di arte contemporanea The Bass che gli ha dedicato un intero piano.
Oltre a quella di Rondinone le opere oversize non sono state numerose e tra queste nella galleria londinese Sadie Coles la scultura in cera alta tre metri di Urs Fischer che ritrae il collega artista Adam McEwen (prezzo 750.000 dollari venduta durante la preview oltre alla vendita di un dipinto di Urs Fischer per 850.000 dollari) e un monumentale lavoro di Giulio Paolini esposto nella galleria Alfonso Artiaco.
Presenti gli artisti italiani anche se in misura minore rispetto alla svizzera Art Basel. Da segnalare i due splendidi “Achromes” di Piero Manzoni del 1959 in mostra da Hauser & Wirth, che da pochi mesi ne rappresenta l'estate a livello globale, e la presenza diffusa di Rudolf Stingel in diverse gallerie, ma significative e sorprendenti le sue opere erano da Richard Grey (venduta una tela 217 x 170 cm del 2008 a 1,8 milioni dollari) e da Van de Weghe, entrambe di New York specializzate in grandi nomi di artisti storicizzati, un fatto che certifica la solidità di Stingel come artista e la stabilità del suo lavoro come bene di investimento a lungo termine.

Nella sezione Survey dedicata agli artisti storicizzati non ancora pienamente valorizzati A arte Invernizzidi Milano presentava lavori di Dadamaino, Rodolfo Aricò e Mario Nigro le cui opere degli anni 50, proposte a 190mila dollari sono state acquisite da una collezione europea. Dadamaino e Aricò erano in vendita rispettivamente a 115mila e 110mila dollari.
Ultimo ma non ultimo, merita una menzione Milton Avery, l'artista americano rappresentato anche da Victoria Mirò in Europa, era esposto da Paul Kasmin Gallery di New York, con quattro dipinti creati negli anni 50 in vendita a partire da 500mila a 775 mila dollari. Il pittore americano onirico e delicato sembra essere prossimo ad una piena e meritata riscoperta da parte del mercato sull'onda dell'ormai inarrivabile Philip Guston.

I collezionisti. Per quanto riguarda i collezionisti è unanime la sensazione delle gallerie di una minor presenza di collezionisti europei e brasiliani, ma ben compensati da messicani, canadesi e, ovviamente, americani. I collezionisti asiatici non sono stati numerosi, ma qualitativamente importanti, infatti un'opera di Bruce Nauman (“Untitled” 1989) ê stata venduta da Hauser & Wirth ad una collezione asiatica per 9,5 milioni di dollari. In generale le vendite sono state massicce ma lente, la decisione di non rendere accessibile l'accesso sud della fiera a causa dei lavori in corso ha penalizzato molte gallerie in quel lato del padiglione come hanno constatato Ilaria Artiaco della galleria Alfonso Artiaco e Peter Kilchmann dell'omonima galleria zurighese.
Le nove gallerie italiane presenti non sono bastate per attirare in massa collezionisti italiani, tra i pochi presenti Emilio Bordoli, affezionato frequentatore di Art Basel Miami Beach ha acquisito una maschera di Pascal Marthine Tayou, opera proposta dalla Galleria Continua a 18.000 euro. L'artista Tayou è andato letteralmente a ruba, anche per il traino della mostra sempre a The Bass Museum dove le sue opere sono messe in dialogo con lavori di arte antica.
Altro italiano presente l'art advisor milanese di base a Londra, Mauro Mattei, in fiera per conto di collezionisti inglesi interessati ad artisti emergenti latino americani. In particolare Mattei ha apprezzato una dalle gallerie più amate dai collezionisti per la sua capacità di valorizzare e far crescere talenti emergenti, Pilar Corrias di Londra. Esempio lampante nella scuderia della galleria l'artista Tala Madani nata a Teheran nel 1981 vendutissima in fiera con opere pittoriche dai 50mila ai 125mila dollari; solo quattro anni fa ad Artissima era proposta a prezzi inferiori di 8, 10 volte.

Il marketing delle palme. Infine divertente notare come in una fiera globale come Art Basel Miami Beach imperino negli stand opere d'arte raffiguranti palme in un dialogo inaspettato con la città; una strizzata d'occhio, forse ingenua forse studiata al collezionista in infradito. La poetica palma in bronzo dei cubani Los Carpinteros (“Hurricane”, 2017) alla galleria Peter Kilchmann proposta a 200.000 dollari e destinata a rimanere in città in una collezione privata, la maestosa palma orizzontale di Elisabetta Benassi che invade lo stand della romana Magazzino, e venduta ad un'importante collezione messicana per 80.000 dollari. E ancora la palma luminosa di Yto Barreda da Pace Gallery di New York, gli oli su tela raffiguranti palme dai colori psichedelici in vendita nella galleria norvegese Standard (Oslo) e, soprattutto, i dipinti dell'americano Glen Rubsamen presenti da Alfonso Artiaco e dalla svizzera mai 36, con quest'ultima a proporre formati di piccole dimensioni da 9.000 dollari. In una fiera legata e immersa nella città che la ospita come poche altre, se souvenir dev'essere che souvenir sia.

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