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Venezia, Rugoff curatore dell’Esposizione Arte 2019

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Venezia, Rugoff curatore dell’Esposizione Arte 2019

(Foto Mark Atkins)
(Foto Mark Atkins)

È appena calato il sipario sulla la 57ª Esposizione Internazionale d'Arte – “Viva Arte Viva” - della Biennale di Venezia curata da Christine Macel con oltre 615mila visitatori (+23% sul 2015) lo scorso 26 novembre che già il cda, su proposta del presidente Paolo Baratta, ha deciso di nominare Ralph Rugoff direttore del settore Arti Visive con lo specifico incarico di curare la 58ª Esposizione Internazionale d'Arte del 2019. La rassegna si terrà dall'11 maggio al 24 novembre 2019, la vernice è prevista l’ 8, il 9 e il 10 maggio, mentre l’inaugurazione al pubblico apre sabato 11 maggio. Per Baratta “l'incarico a Ralph Rugoff conferma l'intenzione della Biennale di qualificare la Mostra come luogo di incontro tra il visitatore, l'arte e gli artisti” ha dichiarato.

“Una Mostra che impegni i singoli visitatori in un diretto confronto con le opere nel quale la memoria, l'inatteso, l'eventuale provocazione, il nuovo e diverso possano sollecitare lo sguardo, la mente e l'emozione di chi osserva, dandogli l'occasione di una intensa e diretta esperienza” ha concluso Baratta.

Rugoff dal 2006 è direttore della Hayward Gallery di Londra, aperta nel 1968, è considerata fra le gallerie d'arte pubbliche più importanti del Regno Unito; fa parte del Southbank Centre, ente autonomo non profit che riceve importanti finanziamenti dall'Arts Council of England. Nel 2015 Rugoff è stato il direttore artistico della XIII Biennale di Lione intitolata “La vie moderne”.
Inizia la sua carriera come critico e saggista: tra il 1985 e il 2002 scrive numerosi articoli per il «Financial Times», «The Los Angeles Times», «The Los Angeles Weekly» e diversi scritti per riviste d'arte come «Artforum», «Artpresse», «FlashArt», «Frieze», «Parkett» e «Grand Street» e pubblica una raccolta di saggi, «Circus Americanus» (1995), dove esplora fenomeni culturali dell'occidente americano. Nello stesso periodo inizia a lavorare come curatore indipendente organizzando mostre come «Just Pathetic» (1990) e «Scene of the Crime» (1997).

Già direttore del CCA Wattis Institute (2000-06), galleria del California College of the Arts di San Francisco, ha curato numerose mostre collettive alla Hayward Gallery negli ultimi 11 anni, tra cui «The Painting of Modern Life» (2007), seguita da «Psycho Buildings» (2008), esposizione che include installazioni interattive e immersive di artisti come Mike Nelson, Gelitin e Do-ho Suh, e «The Infinite Mix» (2016); ha curato inoltre importanti retrospettive e personali di Ed Ruschka, Jeremy Deller, Carsten Holler e George Condo.

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