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Italia, l’antico ritrova smalto grazie al Barocco e all’Ottocento

Nella seconda metà di novembre e inizi dicembre si sono tenute importanti aste di dipinti e sculture antiche in Italia registrando per le opere rare, di grande qualità e prestigiosa provenienza, ottime performance: è il caso di un grande dipinto di Angelo Caroselli, attivo a Roma nella prima metà del Seicento, “Cristo e l'Adultera”, risalente intorno al 1630, che dal 1692 al 1962 è stato di proprietà della famiglia Chigi, proposto nell'asta di dipinti, sculture e disegni dal XIV agli inizi del XIX secolo da Bertolami Fine Arts di Roma con base 35mila euro e volato a 321.875, pur essendo stata notificata, record mondiale dell'artista in asta. Uguale sorte è toccata a un'importante opera fiamminga di Jan Sanders van Hemessen, “Ecce Homo”, che da Cambi Casa d'asteha polverizzato la stima di 8-10mila euro raggiungendo 262.500 euro.

Richiesto il periodo barocco e l'Ottocento napoletano. Il 14 novembre Pandolfinidi Firenze ha tenuto una vendita in due sessioni con ottima performance. La prima, di dipinti sculture antiche, ha sfiorato 1,5 milioni di euro di fatturato col 127% del venduto sulle stime. I lotti sono stati contesi al telefono e in sala da collezionisti italiani e internazionali: top lot, a pari merito come aggiudicazione (149.400 euro), una delle ultime opere ancora in mani private di Lelio Orsi del XVI secolo, “Adorazione dei pastori”, da tempo nota agli studiosi ma assente dal mercato da oltre mezzo secolo, che partiva da una stima di 60-80mila euro, e un fascinoso ed inedito “Bacco e Arianna” del veronese Alessandro Turchi del periodo barocco (1578-scomparso a Roma nel 1649), stimato 50-70mila euro e aggiudicata a un collezionista straniero. L'attenta selezione degli esperti ha premiato la scelta delle opere di Alta Epoca come una bellissima “Frutta autunnale all'aperto” del napoletano Giovan Battista Ruoppolo del XVII secolo (periodo barocco) venduto telefonicamente per 107.500 euro, un esito che prova il rinnovato interesse per la natura morta napoletana. La seconda sessione è stata dedicata ai dipinti del XIX secolo che ha totalizzato poco al meno di 650mila euro col 110% del venduto sulle stime iniziali. Top lot della sessione un piccolo olio su tavola di Giovanni Fattori, “I Muli”, che è stato venduto per 80mila euro, quadruplicando la stima iniziale. Molto bene la scuola napoletana che ha toccato i vertice con due splendide opere di Vincenzo Irolli, “Un ricevimento” risalente intorno al 1920 (realizzo 65mila euro) e “Femme à la Lorgnette”, raro per soggetto e qualità pittorica, da ricondurre al periodo francese intorno al 1880-90 (realizzo 43.750 euro).

Brucia le stime un'opera fiamminga di van Hernessen. Il 15 novembre da Cambi Casa d'aste a Genova il settore dei dipinti antichi ha totalizzato 1.012.000 euro col 54% di lotti venduti l'80% del venduto sul valore. Il top lot assoluto è stata la tavola “Ecce Homo” attribuita al fiammingo belga Jan Sanders van Hernessen del XVI secolo, pregevole per l'alta qualità di esecuzione e la conservazione perfetta, che dopo una combattuta serie di rilanci ha polverizzato la stima di 8-10mila euro raggiungendo l'eccezionale cifra di 262.500 euro. Tra gli autori italiani, un dipinto del genovese Valerio Castello del XVII secolo, “Giuseppe venduto dai fratelli”, appartenente al periodo giovanile dell'artista (in quegli anni Castello guarda con particolare attenzione alla pittura parmense del XVI secolo, in particolare all'opera del Parmigianino), ha realizzato 47.500 euro contro una stima di 20-25mila, mentre una “Veduta costiera” del milanese Giovanni Ghisolfi del XVII secolo (130x198 cm), stimata 15-18mila euro, è stata aggiudicata a 32.500 euro.

A Napoli contesa un'opera bolognese del XVII secolo. L'asta di dipinti antichi, del XIX e XX secolo del 25 novembre di Blindarte di Napoli ha totalizzato 800mila euro col 60% dei lotti venduti e il 65% del venduto sul valore. Importante performance fra i dipinti antichi dell'olio su tela, raffigurante la “Musica”, dipinto da Marcantonio Franceschini nel 1695, un capolavoro dell'artista bolognese che è tornato sul mercato dopo la sua comparsa in asta a Londra nel 1971. L'opera ha avuto non soltanto competitor internazionali, ma anche un grande collezionista napoletano a cui, dopo una lunga disputa al telefono, un anonimo acquirente emiliano l'ha strappato, aggiudicandoselo per 150mila euro, contro una stima di 60-80mila. L'inedito dipinto del misterioso Maestro di Fontanarossa, attivo a Napoli tra il secondo e terzo decennio del XVII secolo, “La comunione degli apostoli” (220x169 cm) è stato aggiudicato ad un collezionista napoletano che l'ha sottratta ai molti mercanti concorrenti per 28.250 euro, contro una stima di 8-12mila. Fra le opere del XIX-XX secolo spicca una veduta napoletana del pittore tedesco Oswald Achenbach, “La baia di Napoli vista da Posillipo”, aggiudicato a un importante collezionista napoletano per 42.160 euro da una stima di 25-35mila.

Collezionisti alla ricerca di artisti italiani da rivalutare. Molto soddisfacenti i risultati di Wannenes di Genova per l'asta di dipinti antichi e del XIX secolo del 29 novembre: 1.541.945,20 euro di fatturato col 74% di lotti venduti e il 109,1% del venduto sul valore. Le prime due sessioni, dedicate ai dipinti antichi, hanno avuto il 79% di lotti venduti e il 130% del venduto sul valore. Due tavole raffiguranti “L'Orazione nell'orto” e la “Salita al Golgota” di grande impatto plastico ed opera di un pittore portoghese del XV – XVI secolo da identificare in Bartolomé de Cardenas, meglio conosciuto come Bartolomeo Bermejo, sono state vendute come lotto singolo a 148.800 euro, mentre un “Trittico con la Crocefissione e Santi”, commissionato ad Aimo e Balzarino Volpi nel 1504 da Bartolomeo de Ferretis di Montemagno ed originariamente destinato alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Casale Monferrato, è stato battuto a 124mila euro. Una “Maddalena penitente” di Giovanni Baglione, databile alla fine del secondo decennio del Seicento, molto interessante per l'essenzialità dell'impatto compositivo e cromatico è stata battuta per 24.800 euro, mentre una “Vergine annunciata” di Giuseppe Puglia detto il Bastaro è stata aggiudicata a 21.080 euro. Secondo Antonio Gesino, responsabile del dipartimento: “questa vendita dimostra come esistano scuole ed artisti italiani di grande interesse che aspettano di essere rivalutati da un mercato che dovrà quanto prima confrontarsi con i valori che hanno governato lo studio e la conoscenza della storia dell'arte. Sono esiti rassicuranti, perché dimostrano che la qualità non è solo nel capolavoro assoluto e museale, ma anche e soprattutto nei percorsi di artisti che nulla hanno da invidiare per creatività ai maestri più celebrati”.
Nella sessione dedicata ai dipinti del XIX secolo grande attenzione per l'appassionato naturalismo del fiorentino Niccolò Cannicci, la cui tela “Nei campi” è stata aggiudicata per 39.680 euro, mentre il tramonto della Città Eterna dei “Cardinali sulla terrazza del Pincio” di Hermann Corrodi ha trovato un compratore a 17.360 euro, cifra interessante per una tela dove viene esaltata la fantasia ed il colore in una composizione prospettica che pare anticipare quelle inquadrature a campo lungo tanto amate dal cinema hollywoodiano.

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