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L’Europa si prepara alle celebrazioni delle capitali della cultura 2018

economia e beni culturali

L’Europa si prepara alle celebrazioni delle capitali della cultura 2018

Mentre l'Italia fa il conto alla rovescia e accelera i preparativi per l'attesissima Matera 2019, altri due stati si accingono a ospitare le rispettive Capitali Europee della Cultura 2018: Malta con La Valletta e i Paesi Bassi con Leeuwarden.
L'iniziativa, proposta nel 1985 dal ministro greco per la cultura Melina Mercouri, è ormai uno degli eventi culturali europei più apprezzati e sicuramente uno degli interventi più qualificanti per le comunità che ne godono. Alla base della proposta c'è l'idea di mettere una città al centro della vita culturale di tutta Europa e, attraverso il coinvolgimento attivo dei suoi cittadini e di tutti i visitatori, dare risalto a quella ricchezza e a quella diversità culturale che sono il vero fondamento della comunità europea. In più di 30 anni di attività, tutte le città nominate hanno dimostrato di aver saputo progettare interventi con effetti molto più duraturi dell'evento stesso: ne è un esempio calzante Marsiglia-Provenza (2013), che con un investimento totale di circa 600 milioni di € ha iniziato un processo di trasformazione strutturale della città durato diverse decadi. Tra i principali effetti a lungo termine emersi a seguito delle precedenti esperienze c'è sicuramente la capacità di riattivare la comunità: durante Liverpool 2008 circa 10.000 volontari locali hanno partecipato alla riuscita dell'evento, mentre per Donostia-San Sebastian (2016) più del 60 % dei progetti coinvolgeva la comunità locale. Non è da sottovalutare nemmeno la spinta economica che questo tipo di programma dà al territorio: secondo il report conclusivo redatto da Mons (2015), ogni euro investito ha generato tra i 5, 5 e i 6 € per l'economia locale avendo attratto circa 2,1 milioni di visitatori. Stime simili anche per Marsiglia-Provenza (2013) che detiene anche il record di visitatori con ben 11 milioni di turisti.

BUDGET DI SPESA DELLE CAPITALI DELLA CULTURA 2011-2019
Valori in milioni di Euro

Il volano capitale. A oggi sono più di 50 le città dell'Unione a essere state nominate Capitali Europee della Culturae la candidatura può essere presentata solamente dal Ministero della Cultura nazionale. Dopo circa due anni di valutazione vengono designate le future capitali che hanno a disposizioni quattro anni per organizzare l'evento: un periodo lungo, ma del tutto necessario per pianificare una circostanza di tale complessità, come le discusse vicende di Matera (2019) ci suggeriscono. Solo a conclusione dell'evento e a seguito di un attento esame, l'Unione Europea rilascia un contributo pari a 1.5 milioni di €. Questo significa che necessariamente ogni capitale deve ricercare altri fondi, sia dal settore pubblico che dal privato, per sostenere l'attuazione dell'intervento e per innestare meccanismi di finanziamento e di interesse sui territori prescelti. Per farci un'idea, la maggior parte delle Capitali Europee della Cultura hanno lavorato con budget tra i 51 e i 71 milioni di €; nel settore delle finanze il record è detenuto da Liverpool che ha dichiarato un budget iniziale di oltre 130 milioni di € arrivandone ad attirare circa 170 milioni entro la fine della programmazione.

I prossime appuntamenti. Per l'edizione 2018 le Capitali scelte hanno presentano due progetti di intervento molto diversi, ma con finalità estremamente simili. Con il concetto di iepen mienskip - (comunità aperta) al centro del suo programma, Leeuwarden (2018) si prefissa l'obiettivo di connettere la comunità della regione della Frisia e dell'Europa aumentando la partecipazione nei progetti artistico culturali. Il programma è articolato in tre temi: il modo in cui natura e cultura si relazionano tra loro, il rapporto tra città e campagna e il modo in cui le diverse culture coesistenti comunicano e interagiscono. La cerimonia di apertura si terrà il 26 e il 27 gennaio in tutta la Frisia: tra i principali eventi ci sono una mostra dell'artista olandese Escher, un'opera su Mata Hari e un evento con gli allevatori della razza autoctona di cavalli frisoni. Il budget dichiarato equivale a 53 milioni di €, 21 dei quali saranno utilizzati per progetti a lungo termine. Oltre al Ministero dell'Educazione, Cultura e Scienza, al Ministero degli Interni, alla municipalità di Leeuwarden e alla provincia della Frisia, l'iniziativa è sostenuta da una serie di partner privati, tra i principali ricordiamo la banca ING, il Fondo di Investimenti privato LOF e la compagnia di trasporti locali Arriva.
La Valletta (2018), invece, con il programma Imagine 18 (Immagina 18) intende incoraggiare tutti i partecipanti a ripensare il modo di vivere la cultura e, sfruttando la sua posizione privilegiata tra Europa e Nord Africa, far dialogare le diverse comunità che hanno contaminato il patrimonio culturale dell'isola. Le celebrazioni si terranno tra il 14 e il 20 gennaio e saranno ispirate alle tradizionali feste paesane maltesi per poi continuare con una sere di spettacoli ed eventi guidati da tre temi principali: storie di isole, barocco futuro e il viaggio. Il budget stabilito per Valletta 2018 sarà di circa 48 milioni di €, di cui oltre al contributo comunitario, ben il 95% proviene dal pubblico e solo il 2% dalle sponsorizzazione private e dai ricavi generati dalle vendite di biglietti.
Il valore di intervento delle Capitali Europee della Cultura è enorme, soprattutto, nell'intima capacità di risvegliare una comunità. Sebbene quest'evento deve essere necessariamente legato alla sfera culturale, se non è connesso ad altri aspetti della vita della città rischia di trasformarsi in un'opportunità di crescita mancata: è per questo motivo che gli ideatori, insieme agli organi politici, devono essere il più possibile ambiziosi per stimolare lo sviluppo economico, l'imprenditorialità, l'inclusione sociale e la rigenerazione del territorio, utilizzando questo titolo nel migliore dei modi.

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