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Brafa 2018, crescono il pubblico e le vendite

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Brafa 2018, crescono il pubblico e le vendite

René Magritte «L'oracle», 1931
René Magritte «L'oracle», 1931

Brafa Art Fairdomenica ha chiuso a Bruxelles la sua 63ª edizione con un incremento dei visitatori del 5% in più rispetto al 2017, a 64.000, raggiunto grazie alla maggiore presenza di giovani e di pubblico straniero (soprattutto da Olanda, Germania, Svizzera e Francia). È il quinto anno consecutivo che Brafa registra una crescita del suo pubblico. Nei dieci giorni di fiera le dichiarazioni sono positive: “ottimo anche il livello complessivo delle vendite a collezionisti sia pubblici che privati con trattative non solo nei giorni di preview ma fino all'ultimo giorno” riferiscono dalla fiera. L’evento che si è svolto negli antichi docks del Tour & Taxi dalla preview del 26 gennaio a domenica 4 febbraio rappresenta un museo in scala in cui è condensata la storia dell'arte, dall'archeologia greca e romana alle creazioni contemporanee passando per l'arte medievale e moderna non solo europea, ma soprattutto asiatica e, soprattutto, africana. Anche quest’anno non sono mancate le tavole originali di fumetto, tappeti preziosi e la gioielleria. Le new entry sono state 12 sul totale di 132 gallerie internazionali provenienti da 16 paesi. A rappresentare l'Italia le gallerie Chiale Fine Art,Il Quadrifoglio-Brun Fine Art, Tornabuoni Artee Robertaebasta e vi aggiungerei anche Repetto Gallery con sede a Londra, ma molto italiana.

Gli affari già annunciati nei primi giorni sono stati confermati a fine fiera: da Boon Gallery la tela ‘L'Oracle' di René Magritte del 1931, con stima di 4 milioni di euro, è stata venduta, anche dal gallerista di arte tribale Didier Claes 14 maschere Yaka (Congo) sono state vendute a prezzi tra i 10.000 e i 30.000 euro ciascuna.

Maschera Yaka (Congo)

Anche il fumetto ha un grande seguito a Brafa, da Belgian Fine Comic Strip Gallery“Hergé”, tavola originale di Tintin del 1968 è stata scambiata per 90.000 euro; tra le originalità la tuta pressurizzata appartenuta al cosmonauta russo Strekalov nella mission Soyuz 10 “Theatrum Mundi” è stata acquistata da un collezionista belga a 130.000 euro.

Hergé, tavola originale di Tintin (1968)

La curiosità di gran parte del pubblico si è focalizzata sul ritrovato ‘Diana e le Ninfe a caccia del cervo', datato tra il 1635 e il 1640, di Pieter Paul Rubens, con il contributo di Paul De Vos e Jan Wildens nello stand di Klaas Mullerm che è in trattativa con un collezionista americano (la cifra a richiesta non è stata divulgata). Il quadro, che rientra nello stile degli ultimi anni di Rubens, era scomparso, ma se ne aveva testimonianza grazie ad alcune fotografie, fino alla sua improvvisa ricomparsa in un'asta parigina nel 2015. Gli studi successivamente compiuti hanno confermato l'attribuzione a Rubens. Secondo l'esperto Arnout Balis, il maestro fiammingo ha dipinto personalmente le tre figure principali e si è avvalso del contributo di due artisti specializzati per concludere l'ampia tela (155 x 199 cm): il paesaggista Wildens si è occupato della scena e successivamente de Vos ha aggiunto i 2 cervi e 12 cani.

Acquisti nel moderno. Da Harold T'Kint de Roodenbeke sono state scambiate circa 40 opere da 1.000 e 150.000 euro (tra cui James Ensor e Bram Bogart), mentre nella galleria di contemporaneo Rodolphe Janssen 'Woman Screaming' di Karel Appel (1953) è stato venduto a un collezionista americano. Helene Bailly tra gli altri, ha venduto ‘Péril extra jaune' di James Ensor (1938)
Dario Ghio: un cofanetto in argento e smalti policromi appartenuto alla regina Maria Teresa d'Austria (Parigi, 1852).Osborne Samuel Gallery ha venduto varie opere di Lynn Chadwick e Henry Moore ...
Bailly Galleryha venduto opere di Hans Hartung, Jean Metzinger e Jean-Paul Riopelle toccando anche i 250.000 €. Xavier Eeckhoutha venduto nelle giornate inaugurali il modello in gesso per la scultura di un puma di Rembrandt Bugatti (1911). Realizzato in soli due pezzi (l'altra è condervata a Roma alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea), ha poi dato origine a 26 copie fuse in bronzo.

Testa di Afrodite, Grecia 330-270c.C

L’amore per l’antico. Ancora da confermare da Phoenix Ancient Art la vendita della testa greca in marmo di Afrodite (circa 330-270 a.C.) proposta a 750.000 euro, la galleria presentava pure un paio di orecchini etruschi in oro a 3.400 euro, mentre il tirpode cinese in bronzo della tarda dinastia Shang, XI secolo aC, dalla Galerie Christian Deydier era offerto a 250.000 € e la trattativa non è ancora conclusa. Artancientha venduto nelle preview 80 ceramiche dell'Età del Bronzo originarie di Cipro (circa 3.500 € ciascuna), 22 sono state acquistate da un giovane collezionista. De Backker Medieval Art ha venduto una grande scultura in pietra raffigurante la Madonna, realizzata in Lorena intorno al 1330, a un grande collezionista parigino.

Tripode di bronzo, Cina XI sec. a.C

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