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Gand, ritirate tele sospette di Kandinskij e Malevič dal Musée des Beaux-Arts

Il mondo delle mostre e delle esposizioni d'arte internazionali è nuovamente scosso in questi giorni dai dubbi sollevati da diversi esperti e galleristi d'arte riguardo all'autenticità di 26 opere d'arte attribuite alla mano di grandi maestri dell'Avanguardia Russa dei primi decenni del Novecento, Vasilij Kandinskij,Kazimir Malevič, Natal'ja Goncharova, Vladimir Tatlin, Alexei Jawlensky, Mikhail Larionov, concesse in prestito lo scorso mese di ottobre dal collezionista belga-russo Igor Toporovski al Musée des Beaux-Arts de Gand (Museum voor Schone Kunsten, MSK), uno dei più prestigiosi musei del Belgio, che si è trovato nell'imbarazzante situazione di doverle ritirare lunedì scorso dalle sale espositive. Un long-term loan quello concesso dal collezionista Igor Toporovski che avrebbe fatto gola a qualunque museo o ente espositivo internazionale, ma che si è rivelato per il museo di Gand un vero e proprio cavallo di Troia. L'istituzione museale belga in occasione della mostra non ha pubblicato alcun catalogo e non ha fornito alcuna informazione sulla provenienza e la storia espositiva dei pezzi esposti.

Molte critiche sono state sollevate sulle modalità con le quali la direttrice Catherine de Zegher ha acconsentito alla presentazione della raccolta ricevuta in prestito, che appare composta da opere inedite e senza passato, tanto quanto i dipinti di Modigliani, esposti tra marzo e luglio a Genova a Palazzo Ducale, sequestrati dalla procura di Genova e ritenuti ufficialmente dei falsi grossolani dal perito nominato dal tribunale di Genova.

Questa volta nell'occhio del ciclone è una istituzione museale statale, tra le più prestigiose del Belgio, che avrebbe dovuto accertare con scrupolosa attenzione la provenienza e il passato di ogni singola opera, perché, stando a quanto dichiarato lo scorso dicembre dal collezionista-prestatore Igor Toporovski, le opere furono acquistate a partire dagli anni '90, e si trovavano sparse ai confini dell'Urss, abbandonate dalle nuove repubbliche (ex Soviet): “Dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, quest'arte indicata come “russa” non era più popolare - ha dichiarato il collezionista. Sono stato in grado di acquistare dipinti che coprono il periodo dal 1900 al 1930, di tutte le tendenze: simbolismo, neo-primitivismo, suprematismo, costruttivismo”. L'Avanguardia russa è un movimento fortemente sottoposto alla contraffazione e le opere storiche, incluse tra il 1890 e il 1930, sono estremamente rare sul mercato e la maggior parte di esse è nota, hanno spiegato gli esperti che hanno puntato il dito contro il museo. Questo blocco di opere, se autentico, riscriverebbe in sostanza la storia dell'Avanguardia Russa.

Vero o falso? Ma a sostegno dell'autenticità, di fatto, sembra esserci poco o nulla. Le opere non appaiono pubblicate in alcun catalogo o pubblicazione scientifica e non risultano esposte in precedenza in alcun museo. Pertanto, alcuni specialisti di arte russa del XX secolo, si sono domandati come sia stato possibile per un privato formare una raccolta di opere sconosciute di maestri così rari e prestigiosi, in totale silenzio. Dubbi e perplessità sono stati sollevati da Natalia Murray del Courtauld Institute, che ha organizzato la “Rivoluzione: Arte russa 1917-1932” alla Royal Academynel 2017, Vivian Endicott Barnett, esperta di Kandinsky, e dal professor Aleksandra Shatskikh, che ha scritto diversi libri su Malevich. Vitali Patsioukov, direttore del Moscow's State Centre of Modern Art, ha affermato che le opere esposte nel museo di Gand sarebbero
chiaramente dei falsi, costruiti a partire da particolari di dipinti esistenti e noti.
Risultano dubbie anche per Julian Barran,oggi dealer, ma in passato tra i maggiori esperti di Impressionist and Modern Art delle sedi di Londra e Parigi diSotheby's.
Per Toporovski, invece, emigrato da Mosca in Belgio nel 2006, le accuse
provengono da mercanti d'arte ansiosi di preservare i loro interessi commerciali
intessuti con la facoltosa clientela russa, dichiarando di poter fornire documenti comprovanti l'autografia delle opere, che dovranno essere analizzati.
I desideri di Igor Toporovski e di sua moglie Olga, erano quelli di rendere fruibile la raccolta, gestita dalla Fondation Dieleghem di Toporovski, collocandola entro il 2020 nel château Titeca, nel comune di Jette, sobborgo di Bruxelles, all'interno di un antico edificio ancora da restaurare e risistemare, circondato da un bel parco e da un ameno laghetto. Ma è tutto da vedere. Il ministro della cultura, Sven Gatz, ha proposto, in accordo con il museo, il comune e il collezionista una perizia dei pezzi esposti a Gand, e l'esito delle analisi è atteso per la fine di febbraio. Vedremo se le sale del Musée des Beaux-Arts de Gand hanno presentato al pubblico una inedita e straordinaria raccolta d'arte capace di riscrivere la storia dell'Avanguardia russa del XX secolo, così come dichiarato dalla direttrice Catherine de Zegher, o se siamo di fronte ad una collezione così incredibile da non poter essere vera.

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