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arte e finanza

Sotheby’s investe sull’intelligenza artificiale per scoprire i gusti della clientela

Nel corso di questi ultimi anni Sotheby's ha messo a segno una serie di acquisizioni che hanno come scopo quello di trasformare una casa d'aste tradizionale in una piattaforma sempre più tecnologica di servizi per l'arte.
L'ultima acquisizione - nessuna disclosure sul prezzo pagato - è la start up Thread Genius, fondata nel 2015 da Andrew Shum e Ahmad Qamar, due ex ingegneri di Spotifyche utilizza l'intelligenza artificiale per identificare i gusti, in questo caso dei collezionisti, e offrire suggerimenti per gli acquisti futuri.

Tecnologia di riconoscimento delle immagini. La start up con sede a New York ha sviluppato una app che attraverso un insieme di algoritmi è in grado di identificare all'istante le preferenze di oggetti attraverso il riconoscimento visivo e quindi consigliare agli utilizzatori immagini di oggetti simili. L'obiettivo è sfruttare l'intelligenza artificiale per proporre alla clientela, opere e altri collectible che potrebbero desiderare in futuro. In altre parole, Sotheby's utilizzerà lo stesso tipo di machine learning che alimenta il progetto Artsy's Art Genome, così come Netflix e Amazon che offrono un infinito numero di opzioni sostanzialmente simili a quello che gli utenti hanno già visionato.
I due fondatori e unici dipendenti di Thread Genius entreranno a far parte della struttura della casa d'aste americana e si uniranno al data scientist Richard Vibert, entrato nell'organico recentemente e responsabile della divisione “Data and analytics strategy” di Sotheby's.
L'obiettivo della casa d’asta quotata a Wall Street, attraverso l'utilizzo della tecnologia di riconoscimento delle immagini, è avere un riflesso positivo al fine di potenziare la clientela del mercato medio e poter mettere in relazione collezionisti con più oggetti, come per esempio arti decorative, vino, gioielli e orologi, ovvero “consigliare” altri elementi che potrebbero interessare.
Questa tecnologia potrà essere integrata con il database Mei Moses acquisto nel 2016 per fornire anche una maggiore trasparenza ai prezzi.

I risultati più recenti. Il bilancio dei nove mesi si chiude con un utile netto di 42,1 milioni di dollari rispetto a 8,6 milioni di dollari dell'anno precedente. La marginalità operativa indica un margine da commissioni d'asta in aumento al 17,2% dal 16,5% per effetto della variazione della struttura del buyer's premium in essere a partire dal quarto trimestre del 2016. Dal 1° novembre 2017, la casa d'asta ha nuovamente aggiornato la struttura del buyer's premium che per tutte le aste (escluso il vino) è del 25% sul primo prezzo di 300.000 $, 20% sulla quota superiore a 300.000 $ fino a 3 milioni e il 12,9% su qualsiasi ammontare superiore a 3 milioni $. La nuova struttura delle commissioni per le aste di vino sarà del 23% a New York e Hong Kong e del 19,5% a Londra. È stato eliminato il buyer's premium per le vendite online.

Il titolo. Il 5 febbraio il titolo della casa d'aste americana ha registrato un calo del 7,85% a quota 48,24 dollari a causa del negativo andamento del mercato americano, che ha chiuso la seduta con il crollo del Dow Jones Industrial Average che in una seduta ha perso 1.175 punti corrispondenti a un ribasso del 4,60%. La performance degli ultimi 12 mesi di Sotheby's è positiva, in crescita del 22,3% e il range di prezzo sempre negli ultimi 12 mesi è compreso tra un minimo di 38,97 dollari e un massimo di 57,95 dollari.

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