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Christie’s: «Collezionisti raffinati comprano arte italiana», parola di De Lorenzo

Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie's Italia da quasi un anno dopo il rientro da Hong Kong, fa un bilancio dell'anno trascorso e prova a fare qualche previsione: “Il 2017 in Italia è stato un anno entusiasmante rispetto al 2016, più difficile a livello mondiale. In asta abbiamo presentato opere più importanti, abbiamo avuto più richieste e si è alzata le percentuale di venduto nell'asta di Milano: il 94% nel 2017 contro il 91% nel 2016. I venditori prevalentemente italiani (95%) sono stati molto contenti, i compratori erano per il 50% stranieri.

Quali segmenti crescono e quali calano?
Sono i grandi collezionisti super raffinati che comprano arte italiana, dietro un Fontana o un Melotti importante c'è sempre uno straniero dagli States, dalla Svizzera o dalla Cina, in prevalenza sono acquirenti occidentali. L'arte italiana è andata bene, con il secondo risultato più alto di sempre.

Segnali di calo?
A Milano no, a livello internazionali trend diversi. C'è stata grande sorpresa per il Leonardo che ha trainato il mercato dell'antico con risultati solidi. E poi si è osservato un cambio di rotta in seguito anche al ricambio generazionale nel mondo dei collezionisti. Il trend setter nell'arredamento è un maggiore mix tra mobili e oggetti antichi. Il gusto è più eclettico: chi cerca un mobile e un pezzo antico cerca un pezzo “eccessivo” inserito in un contesto di interior design, perché l'oggetto eccentrico funziona come una scultura. Mentre si è ridotta l'offerta di antico nella fascia bassa a favore di oggetti più speciali e particolarissimi. L'800, invece, è stabile senza grande crescita, mentre l'arte asiatica va molto bene, anche quella tradizionale, lo si è visto a New York nell’Asian week. L'arte mediorientale è in assestamento con un ridotto numero di aste in loco, ma sarà creata la settimana dell'arte del Medio Oriente a Londra, stesso discorso per l'arte indiana, non battiamo più Mombai, ma a Londra perché sono lì i compratori e gli head quarter della grandi company.

Quanto la Brexit sta influendo il mercato dell’arte inglese ?
Su Christie's non ha avuto impatti, anzi la sterlina bassa ci ha avvantaggiato attraendo coloro che volevano comprare. Londra è la migliore piattaforma che c'è anche per i venditori.

Gli altri settori come sono andati?
I gioielli hanno dato risultati fantastici e Christie's è leader per il 24° anno consecutivo, totalizzando dal vivo e online 556,7 milioni di dollari tra Ginevra, New York, Londra, Parigi e Hong Kong.

Qual è la fascia di prezzo in cui vendete di più?
Il valore medio è di circa 150mila euro

Come cresce il mercato online?
Gli italiani partecipano alle aste online, maggiormente sulle categorie luxury gioielli orologi e borse.

Quali sono i pro e i contro che avete incontrato nell'applicazione della nuova legge sulla circolazione delle opere d'arte all'estero (L. 4 agosto 2017, n. 124)?
Ci sono vantaggi e sono contento della revisione di norme obsolete. Però alcuni punti sono ancora aperti e abbiamo chiesto delucidazioni. La prima difficoltà è che non tutte le soprintendenze applicano la norma nel medesimo modo e poi, c'è confusione per le opere tra 50-70 anni: cosa bisogna fare? Bisogna presentare la richiesta di autocertificazione e poi la soprintendenza si riserva 60 giorni per rispondere. Ma prima erano solo 30 giorni, con la riforma si sono allungati i termini? Ci dovrebbe essere un codice operativo. Serve la licenza di esportazione si o no? Si deve verificare che gli importi suggeriti siano corretti, ma il personale è limitato…come si fa a gestire tutto questo?

Quali effetti potrebbe avere sulla vostra attività l'introduzione del capital gain sull'arte?
Nel resto del mondo c'è già. Non penso potrebbe avere grande influsso, ci auguriamo che qualsiasi cambio nella regolamentazione sia comunicato in modo chiaro per poter lavorare e poter confrontarsi con sovrintendenti e funzionari per l'esportazione per chiedere loro come tutto debba funzionare.

ll disegno di legge AS2864 che riforma la disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio, prevede una pena per mendaci dichiarazioni in sede di esportazioni di beni culturali e un aumento delle pene per i reati di furto di beni culturali, appropriazione indebita di beni culturali, ricettazione di beni culturali, riciclaggio di beni culturali, illecita detenzione di beni culturali, violazioni in materia di alienazione di beni culturali, uscita o esportazione illecita di beni culturali, contraffazione di opere d'arte, attività organizzate per il traffico illecito di beni culturali. Se in futuro approvata potrebbe influire sulla vostra attività?
In realtà poiché l'asta è una transazione pubblica, chi possiede un'opera che presenta problemi in termini di esportazione legale, furto o contraffazione da noi non viene. Può venire un venditore in buona fede, vittima di un raggiro che non conosce bene la provenienza. Certo se questa legge passasse e fosse strutturata in modo chiaro potrebbe semplificare le cose, allontanerebbe i player che non si muovono in modo corretto. In 15 anni il mondo è cambiato grazie soprattutto ai controlli e agli interventi dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio, altamente specializzati.

La prossima vostra asta quando e come sarà?
A fine marzo, stiamo chiudendo la raccolta delle opere con un focus sull'arte italiana del dopoguerra.

Vi è qualche recupero e riscoperta?
La Pop art romana è un fenomeno interessante che tocca gli anni 60 e i primi 70. Un caso fantastico è Carol Rama, molto sottovalutata, in parte per ragioni legate alla sua vita eccentrica, fino a un certo punto è stata fuori dal mercato. Mentre per l'Arte Analitica credo ci sia ancora da aspettare, eccetto per Agnetti tra i più interessanti: sulle sue opere storiche di qualità si possono costruire ottimi investimenti nel medio e lungo periodo.

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