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A Rotterdam Art Week le fiere con i talenti emergenti in arte e fotografia

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mercato dell’arte

A Rotterdam Art Week le fiere con i talenti emergenti in arte e fotografia

Rotterdam è casa di alcuni dei più famosi architetti e designer del mondo, da Rem Koolhaas – conOMA dal 1975 - a Richard Hutten, e naturalmente promuove la creatività emergente nella fiera Object, dove le nuove promesse mostrano i loro progetti accanto ai loro padri putativi. Ma è qui che anche artisti e fotografi muovono i primi passi nel mercato, in una città strategicamente centrale rispetto a un bacino di collezionisti che va dalla Francia al Belgio, dalla Germania all'Olanda, e da qualche anno anche all'Italia. Design, arte e fotografia si danno appuntamento nella stessa settimana, dal 8 al 11 febbraio: le prime due fiere – Object e Art Rotterdam - nei quartieri ex industriali di Rotterdam, quelli in trasformazione dove i creativi guidano la rigenerazione urbana, accanto a pionieri comeAtelier Van Lieshout, tra i primi a sfruttare gli ampi spazi degli hangar del porto della frutta. La fiera Haute Photographie, invece, si insedia nel Nederlands Fotomuseum, promuovendo una continuità ideale tra istituzione e fiera insita nel concept del fondatore, il gallerista Roy Kahmann.

Haute Photographie. “Volevo costruire una piattaforma al servizio dei giovani talenti appena usciti dalle accademie, ma in un progetto di qualità che restituisse l'atmosfera dei musei”. Il risultato è una mostra con 67 fotografi e 12 gallerie – tra cui l'italiana Mc2 gallery, Kahmanne Howard Greenberg. Non ci sono stand, banchetti e sedie: Kahmann dice di essersi ispirato ai riallestimenti del dipartimento di fotografia del Rijksmuseumdi Amsterdam. Al centro – su muri tinteggiati di nero – ci sono le opere vintage: dal ritratto di Che Guevara firmato da René Burri nel 1964, alle atmosfere sognanti della serie “Kalypso & Nausikaä” (1956) della fotografa Ata Kandò, a 3.750 euro, realizzate lo stesso anno del celebre libro rosso senza titolo dedicato ai rifugiati. I giovani talenti sono sei, selezionati tra 100, e spiccano per qualità e successo commerciale già nelle prime ore di inaugurazione. Tamara Stoffers (1996), ad esempio, vende subito i suoi collage – in edizione - di fotografie d'archivio sovietiche a suggerire un'attenzione a temi sociali e all’utopia con sguardo ironico. Catturano l'attenzione una scalinata stipata di cocomeri e due blocchi di case popolari che scivolano leggiadri da un trampolino di salto di una stazione sciistica, da 750-1.950 euro. I paesaggi manipolati del duo Inka (1985) e Niclas (1984), 2.700-8.000 euro a seconda della stampa, criticano i cliché fotografici, mentre le immagini espressionistiche e incisive del fotografo di Magnum Photos Jacob Aue Sobol (1976),da 3-12 mila euro, rileggono l'umanismo della fotografia documentaria in chiave contemporanea. Pieter Hugo presenta una sua serie di opere recenti, i ritratti di bambini adagiati in paesaggi naturali e selvaggi, da 17.500 euro. E di nuovo un rappresentante di Magnum Photos, Antoine d'Agata impone allo sguardo spiazzanti film strip a sfondo erotico e urbano a 12.750-14.500 euro. Non manca la fotografia di moda, con i nudi su cromie accattivanti di Koto Bolofo da 5.000-8.000 euro, e il colore è protagonista anche nella documentazione della vita degli adolescenti a New York di Willy Spiller a cavallo tra anni '70 e '80, a circa 6.500 euro.

Art Rotterdam. Giunta alla 19ª edizione e la 5ª nella prestigiosa architettura industriale della Van Nelle – che già da sola merita la visita - la fiera continua a reinventarsi puntando sempre di più sulle sezioni curate. Le più interessanti sono Projections, una sala dedicata all'arte video con 12 opere messe insieme dalla curatrice Martha Kirszenbaum, tra le preferite del pubblico della fiera per la qualità della selezione e degli allestimenti, e le inedite New Art Section, dedicata naturalmente alle gallerie più giovani, e Commonities, curata da Lorenzo Benedetti a partire da associazioni di idee e materiali tra gli artisti rappresentati dalle gallerie invitate. La fiera vende soprattutto nella fascia di prezzi da 1.000 a 12.000 euro, in cui si collocano di solito le opere degli emergenti, e offre occasioni per veri appassionati, che guardano ai contenuti e apprezzano le scoperte. Di blue chips non c'è niente, le opere più costose sono dipinti di artisti olandesi rinomati, da 80-150mila euro in gallerie come Grimm, Upstream e Ron Mandos, ma sono le eccezioni. Il premio NN Group da 10mila euro va ai disegni e alle sculture di matrice femminista della francese Pauline Curnier Jardin, prezzi 3-12mila euro per le sue opere, viste anche alla 57ª Biennale di Venezia. Tra le proposte più interessanti, tutte curiosamente accomunate da un elemento ironico, talvolta anche grottesco, c'è l'italiana Catherine Biocca, che raddoppia lo stand PSMdi Berlino confondendo realtà e finzione attraverso disegni, video e installazioni di una comicità dark che tocca morte, soldi e vanità. Da Copperfield a 2-9mila euro Tom Dale rivisita oggetti del quotidiano in chiave concettuale – specchi opachi, mocci catarifrangenti, frecce spezzate e rubinetti ostruiti - spingendo al limite il cortocircuito tra parole e immagini, e da Madragoa Luis Lázaro Matos espone un video realizzato in coproduzione da Maat e Whitechapel sulla fantomatica città nomade di Camela, un ritratto di vizi e perversioni della società contemporanea. Il video è presentato in un'installazione con carta da parati e disegni, prezzi da 2.500 euro a 18mila euro. Infine, Eva Meyer si aggiudica il premio miglior stand della New Art Section con un progetto del duo Goiffon & Beauté: installazioni da 200 euro fino a 10.000 euro che interrogano il rapporto tra economia, performance e corpo umano.

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