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Retromobile Paris: aste e mercato dell'auto d’epoca fra record e…

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Retromobile Paris: aste e mercato dell'auto d’epoca fra record e invenduti

Bugatti Chiron
Bugatti Chiron

La principale fiera d'auto d'epoca in Europa Retromobile Paris si è svolta dal 7 al 11 febbraio nella capitale francese presa nella morsa della neve. La situazione climatica, che ha comportato disagi logistici non indifferenti, non ha però scoraggiato le migliaia di visitatori che hanno affollato gli stand di commercianti e produttori, ma potrebbe aver influito sulla partecipazione alle tre aste che hanno occupato le giornate dal 7 al 9 febbraio.

Largo alle ‘instant classic'. A dare il la alle battaglie di rilanci è stata RM Sotheby's la sera del 7 febbraio con un catalogo di 84 lotti (16 invenduti) per un ricavo totale di circa 24 milioni di euro. A guidare i realizzi un'auto nuovissima, una Bugatti Chiron del 2017 aggiudicata a 3,3 milioni di euro (entro la stima) a cui vanno aggiunte onerose tasse, mentre il lotto star del catalogo, una Ferrari 166MM del ben più lontano ed interessante 1953 non ha trovato compratori da una stima di 3,7-4,5 milioni di euro.

Le Ferrari non hanno brillato come al solito, e una 275 GTB Alloy è rimasta al palo da una stima di 2,4-2,8 milioni, mentre fra le Maserati ha brillato il realizzo di 2 milioni per una sportiva MC12 del 2005 e allo stesso tempo la mancata vendita di una elegantissima 3500 GT Spyder Vignale del 1963, e buoni realizzi per alte due Spyder più recenti del Tritone, Mistral e Ghibli.
Ha deluso, invece, un'altra italiana, una Iso Grifo di provenienza celebre che è rimasta ferma alla stima di 2,5-3 milioni; e non tutte le supercar dei giorni d'oggi sono egualmente appetibili: una McLaren MLP1 non ha trovato compratori da una stima di 1,7 milioni.

Bonhams riavvia il mercato del pre-guerra. Il giorno successivo, nella suggestiva cornice del Gran Palais, è stata la volta di Bonhams, con un catalogo ricco di ben 138 auto, per un realizzo di 14,6 milioni di euro (con circa i tre quarti di lotti venduti). Una parte consistente del catalogo, i primi 48 lotti, era dedicata alle auto prodotte prima della seconda guerra mondiale: era da diverso tempo che non si vedeva in offerta un gruppo cosi nutrito, e la scommessa è stata largamente vinta, grazie anche alla qualità e alla provenienza di diversi lotti da collezioni di rilievo. Due realizzi su tutti: una Minerva K40 del 1907 ha superato i 600mila euro, il realizzo più alto delle ben 11 auto belghe proposte, mentre una Fiat tipo 24/32 del 1904 è passata oltre i 700mila €.
Meno fortunata la sorte di diverse auto più recenti, come una Lamborghini Miura del 1968 sfrontatamente gialla, rimasta al palo da 1,2-1,4 milioni di €, un'altra Maserati Spyder Vignale, e una delle ‘regine' del Rally, la Lancia Delta S4 Group B quotata attorno a 600mila €.

ArtCurial fra record e invenduti. La seguitissima asta ufficiale della fiera, un catalogo di ben 131 auto presentato il 9 febbraio dalla francese ArtCurial che ‘gioca in casa', ha portato il realizzo complessivo più elevato a circa 32 milioni di euro, grazie ad un'elevata percentuale di lotti venduti, anche se le vittime illustri e di pregio sono state parecchie.

A guidare i realizzi, una Bugatti 57C Atalante del 1938 passata di mano a 2,9 milioni di euro, un record per il modello, cosi come sono stati affermati i nuovi record per almeno una decina di modelli, principalmente francesi, ma anche una sportivissima Maserati A6 GCS del 1953, verso la stima bassa a 2,5 milioni di euro. Fra le auto più recenti ha venduto bene una Ferrari FXX da circuito, mentre non ha trovato compratori la sua ‘omologa' stradale, una Enzo del 2007. È rimasto invenduto anche il lotto più importante dell'asta, una Ferrari 250GT Cabriolet prima serie del 1958, ferma alla stima di 7-9milioni di euro.

Considerazioni. Il mercato in quest’inizio d’anno continua ad essere selettivo: la fuga verso la qualità premia ancora auto di assoluto gran pregio e rarità, ma la selezione non risparmia modelli di punta che fino al 2016 vendevano senza problemi, soprattutto delle grandi marche italiane.
La provenance consente una ripresa del mercato dell'anteguerra, da tempo ingiustamente dimenticato, mentre il fenomeno delle supercar di recentissima produzione presenta equamente luci ed ombre. Diversi modelli a quattro e cinque zeri hanno trovato compratori grazie anche alle molte auto offerte ‘senza riserva'.

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